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La Salette e la nascita dei "segreti" mariani - Parte 2: Non "segreti" ma credenze già diffuse

di Marco Corvaglia

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Segreti... di pubblico dominio  

Segreto di Mélanie

Particolare della prima pagina del "segreto" scritto da Mélanie il 6 luglio 1851.

 

I "segreti", nella versione originaria, scritta da Mélanie e Maximin nel 1851, sono rimasti a lungo sconosciuti.

Solo nel 1999 padre Michel Corteville, specialista e sostenitore di La Salette nella sua integralità, ha trovato questi documenti, che erano stati inviati in maniera riservata a Pio IX, come sappiamo.

Il fedele comune non sa però che perfino alcuni studiosi e religiosi salettini, pur credendo al messaggio pubblico di La Salette, considerano gli spaventosi "segreti" comunicati a papa Pio IX da Mélanie e Maximin (e tutte le versioni successive) un'invenzione dei due pastorelli.

Ad esempio, uno storico salettino di punta, come padre Jean Stern, li definisce espressamente pseudosegreti:

Sino alla primavera del 1851 si era trattato della preistoria degli pseudosegreti di La Salette. La loro storia propriamente detta comincia all'inizio di luglio dello stesso anno, con la redazione da parte di Maximin e Mélanie delle lettere con cui si presumeva stessero comunicando i loro rispettivi segreti a Pio IX.​
[Jean Stern, Notre-Dame de La Salette et son message authentique, L'Harmattan, 2020, p. 125] 

​​​

In quest'ottica, resta non chiarito su che base i due "veggenti" dovrebbero essere giudicati non genuini solo dal 1851 e non anche dall'origine. Ma tant'è.​

Stern non argomenta in maniera puntuale questa sua posizione critica sui segreti. Provvederemo allora a farlo noi. 

Nel testo scritto da Mélanie, si legge questa intestazione: "Segreto che mi ha dato la Santa Vergine sulla Montagna di La Salette il 19 settembre 1846" [Premier Secret pontifical inédit de Mélanie, écrit le 6 juillet 1851, in M. Corteville, La «Grande Nouvelle» des Bergers de La Salette, vol. 1, Téqui, 2008, p. 186].

A seguire (selezioniamo le parti essenziali): "il tempo della collera di Dio è arrivato", "Parigi [...] perirà immancabilmente", "Marsiglia sarà distrutta", "il Papa sarà perseguitato da tutte le parti e gli si sparerà addosso, lo si vorrà mettere a morte", "i sacerdoti [...] saranno perseguitati" e "in quel tempo regnerà una grande fame", ma poi "un grande re salirà al trono" e, grazie a lui, "la religione rifiorirà e si espanderà su tutta la terra" [ivi, pp. 186-187].

Tuttavia, in seguito il mondo nuovamente "abbandonerà Dio" e ci saranno finanche religiosi che "si abbandoneranno ai disordini" [ivi, p. 187].

Infine,

nascerà l’anticristo da una religiosa, ma guai a lei: molte persone gli crederanno perché si dirà venuto dal cielo, guai a quelli che gli crederanno, il tempo non è lontano, non passeranno due volte 50 anni.
[Ibidem]

In sostanza, si preannunciano, in sequenza, dapprima una fase drammatica di persecuzioni alla Chiesa e punizioni divine, poi una temporanea fase di pace e di affermazione del cattolicesimo in tutto il mondo e, infine, una nuova fase drammatica, preannunciata dalla corruzione del clero e culminante con l'arrivo dell'Anticristo.

Tutto questo, nell'arco di meno di 100 anni a partire dal 1846.

Al di là dei tentativi (infondati, come vedremo) di andare a cercare un possibile e magari parziale avveramento di alcune di queste profezie in questo o quell'avvenimento, è evidente che la sequenza degli eventi, così come predetta da Mélanie (essendo trascorso un arco di tempo quasi doppio rispetto a quello da lei indicato), non si è verificata.

Il "segreto" scritto da Maximin è, per i temi di fondo, analogo a quello di Mélanie, ma presenta il concatenarsi delle fasi in maniera più confusa: 

 
Il 19 settembre 1846 noi abbiamo visto una bella Signora. [...] Ecco ciò che questa Signora mi ha detto.
Se il mio popolo continua, ciò che sto per dirti arriverà più presto; se cambia un poco, sarà un po' più tardi. La Francia ha corrotto l’universo, un giorno sarà punita. La fede si spegnerà in Francia: tre quarti della Francia non praticheranno più la religione o quasi. L’altra parte la praticherà ma senza praticarla bene.
Poi, dopo, le nazioni si convertiranno, la fede si riaccenderà dovunque. Una grande contrada del nord dell’Europa, ora protestante, si convertirà: sull’esempio di quella contrada anche le altre nazioni del mondo si convertiranno. Prima che tutto questo accada si verificheranno grandi turbamenti nella Chiesa e dappertutto. Poi, dopo, il nostro Santo padre, il papa, sarà perseguitato. Il suo successore sarà un pontefice che nessuno s’aspetta. Poi, dopo, giungerà una grande pace, ma non durerà a lungo. Un mostro verrà a turbarla. Tutto quello che vi dico accadrà nel prossimo secolo o al più tardi negli anni duemila.
[Secret pontifical inédit de Maximin, écrit le 3 juillet 1851, ivi, p. 185]

​​

​​La verità è che in quegli anni, in Francia, la mania per le stereotipate profezie politico-religiose era giunta a tal punto che, nel 1849, il concilio provinciale di Parigi aveva vietato a ogni fedele di "costituirsi temerariamente propagatore di profezie, visioni e miracoli relativi alla politica e allo stato futuro della Chiesa" [Y. Durand, René Halloche et le prophétisme dans l’ouest de la France fin XVIIIe-début XIXe siècle, in M. Foisil, J.-P. Bardet, La Vie, la mort, le temps, Presses Universitaires de France, 1993, p. 563] e quelli presentati nel 1851 come "segreti di La Salette" erano, pressoché tutti, temi diffusi nell'apocalittica popolare e, continuamente riproposti, erano stati perfino pubblicati in diversi libri.

Già solo questo basterebbe a togliere loro la qualifica stessa di "segreti". 

​​Ma analizziamo, ad uno ad uno e ordinatamente, gli eventi preannunciati (ne lasceremo temporaneamente da parte solo uno, quello sul papa, che meriterà una trattazione distinta).

La prima "fase"

​"Parigi perirà, Marsiglia sarà distrutta"

​Nell'apocalittica popolare francese, uno degli elementi ricorrenti era la predizione della distruzione delle città, e di Parigi in particolare, per punire i peccati degli uomini.

 

Nel 1792 la predizione di un anonimo contadino delle Fiandre francesi diceva che "Parigi sarà occupata, poi evacuata e bruciata [Predizione manoscritta d'un villanello semplicissimo di Fiandra, in I futuri destini degli Stati e delle nazioni ovvero profezie e predizioni riguardanti i rivolgimenti di tutti i Regni dell'Universo sino alla fine del mondo, Torino, Martinengo, 1860, p. 222]. 

Nella prima metà dell'Ottocento, un'altra predizione anonima su Parigi profetizzava che "questa Babele moderna [...] sarà distrutta in mezzo alle fiamme" [Predizione bretone, ivi, p. 183].

Un'altra predizione di inizio Ottocento diceva che "Parigi sarà interamente diroccata" [Predizione del R. P. Nektou, ivi, p. 214].

Nel febbraio 1847 il parroco di Mélanie e Maximin, padre Mélin, riceve da Thérèse Thiriet (una suora esaltata che frequenta il famigerato gruppo religioso eterodosso di Vintras) la profezia della devastazione di sette città, tra cui Parigi e Marsiglia, tramite un "fuoco dal cielo" [Addiction à la Prédiction faite aux deux enfants des environs de Grenoble, in  J. Stern, La Salette. Documents authentiques, vol. 1, Desclée De Brouwer, 1980, p. 257 (una riproduzione digitale del volume è disponibile qui)].

 

​​

"La fede si spegnerà in Francia"

Maximin predice la crisi della fede in Francia, ma il tema dell'abbandono della fede, oltre ad essere naturale nelle profezie apocalittiche (che in tutte le religioni nascono proprio dall'idea di una decadenza spirituale dell'umanità), era comune nelle predicazioni religiose dell'epoca.

 

 

Don Dieulin, vicario generale di Nancy, scriveva nel 1845:

 
L'irreligiosità è una piaga che ha invaso le campagne e che le corrode al punto che la maggior parte degli abitanti oggi è miscredente e corrotta. Oppure, come i giovani potrebbero, se non per miracolo, restare puri e credenti vivendo in quest'atmosfera irreligiosa [...]? Così, la maggior parte ha abbandonato i buoni principi e le pratiche santificanti prima ancora di aver raggiunto l'età di diciotto anni. 
[Jean-Sébastien Dieulin, Le bon curé au XIXe siècle, vol. 1, Lione, Mothon et Pincanon, 1845, pp. 430-431]

 

 

​"I sacerdoti saranno perseguitati"

La predizione della persecuzione dei religiosi, con funzione di purificazione della Chiesa (prima della rinascita religiosa portata da un grande papa e da un grande re), era un tema ricorrente nell'apocalittica popolare del tempo. Si trattava della proiezione in un futuro apocalittico di eventi già accaduti: le persecuzioni del cristianesimo delle origini, quelle legate alle guerre di religione europee dei secoli XVI e XVII e, più tardi, quelle patite durante la Rivoluzione francese.

 

 

Per rendersene conto basta consultare il già citato volume del 1860 (quando ancora i "segreti" di La Salette non erano stati pubblicati) I futuri destini degli Stati e delle nazioni (pp. 79, 86, 145, 229). 

"Regnerà una grande fame"

È un altro tema tipico: I futuri destini degli Stati e delle nazioni (pp. 78, 81, 103, 120, 122, 135, 158, 165, 172, 251).

 

 

La seconda "fase"

 

La seconda "fase" preannunciata è quella della rinascita religiosa.

"Il suo successore sarà un pontefice che nessuno s’aspetta"

Per Maximin, il successore del papa perseguitato sarà un pontefice "che nessuno s'aspetta". In che senso?

Maximin lo spiega a Dausse il 29 luglio 1851:

 
Dopo questo papa, ne arriverà un altro, che nessuno si aspetta, che non sarà romano... Questo è nel segreto che è stato scritto al Santo Padre.
[Notes autographes de Dausse sur les "secrets", in  J. Stern, La Salette. Documents authentiques, vol. 3,  Cerf, 1991, p. 186 (una riproduzione digitale del volume è disponibile qui)]

Secondo profezie popolari circolanti almeno dall'inizio dell'Ottocento, un papa "straniero" (non romano) avrebbe fatto diffondere la fede cattolica in tutto il mondo:

 
Un uomo giusto ed equo, venuto dalla Galazia, sarà Papa; in tutto il mondo rinascerà la concordia con la fede, un solo principe regnerà su tutte le cose.
[Prophétie placentienne, in Recueil complet des prophéties, Lione, Josserand 1870, p. 62]  

Secondo le credenze popolari all'epoca diffuse, questa unità religiosa sarebbe stata accompagnata e favorita dall'unità politica, portata da quello che nell'esempio appena riportato è definito "un solo principe". 

Si tratta della figura più nota con l'espressione "grande re", che è esattamente la stessa utilizzata da Mélanie.

 


 

"Un grande re salirà sul trono"

La profezia del "grande re" che proteggerà il papa dai suoi nemici e restaurerà insieme a lui la fede, circola dal Medioevo. Leggiamo da un'enciclopedia cattolica  del 1851:

 
Un nuovo imperatore riprenderà lo scettro di Carlo Magno e riceverà la sua corona dalle mani del Santo padre, di cui egli proteggerà la tiara con la sua spada, ed è ciò che ci promettono tutte le profezie che annunciano la venuta prossima di un grande papa e di un grande monarca.
[Charlemagne, in Encyclopédie théologique, vol. 7, J.-P. Migne, 1851, col. 318]

​​

"Una grande contrada del nord dell’Europa, ora protestante, si convertirà: sull’esempio di quella contrada anche le altre nazioni del mondo si convertiranno"

Maximin, confidandosi con Dausse il 29 luglio 1851, e poi nella nuova versione del segreto da lui scritta nel 1853, specificherà che la grande contrada protestante è l'Inghilterra:

Un re potente conquisterà l'Europa e forse di più. È lui che sarà in grado di risollevare la fede in Francia, mentre l'Inghilterra la risolleverà o porterà in ogni dove, a partire dalla sua conversione prossima (1856).[Notes autographes de Dausse sur les "secrets", in  Stern, La Salette. Documents authentiques, vol. 3,  cit., p. 185]

Analogamente, nella nuova stesura del segreto dell'agosto 1853, Maximin scrive:

 
L'Inghilterra sarà lo strumento per mezzo del quale tutte le nazioni del mondo si convertiranno. Tutto questo succederà tra il 1850 e il 1860.
[Copie textuelle du Secret de Maximin tel qu'il l'a écrit lui-même vendredi 5 août 1853, in Corteville, La «Grande Nouvelle» des Bergers de La Salette, vol. 1, cit., p. 231]

È agevole comprendere quale sia stata la probabile fonte di ispirazione per questa predizione di Maximin: si tratta della famigerata "profezia di Orval", in cui si legge:

 
In questo tempo un gran popolo del mare ritornerà alla vera fede per due terzi [ripiglierà verace credenza in due terze parti].
[I futuri destini degli Stati e delle nazioni,  cit., pp. 109-110. Nella nota si spiega: "L'Inghilterra e la Scozia; l'Irlanda essendo sempre cattolica, le quali due prime parti per cagione del divorzio d'Enrico VIII eransi separate dalla comunione romana".]

 

 

La "profezia" di Orval era divenuta celebre a livello internazionale (la prima menzione in un libro italiano sembra essere quella che si trova nel volume di Antonio Riccardi La fine del mondo, Milano, Agnelli, 1839, pp. 47 e ss.).

 

 

In realtà, la "profezia di Orval", spacciata come risalente al 1544, era un testo composto verso il 1823, e condannato ufficialmente come falso dal vescovo di Verdun già nel 1849 [cfr. Prophètes (Faux), in A. Lecanu, Dictionnaire des prophéties et des miracles, vol. II, J.-P. Migne, 1854, coll. 717-730]. 

La terza "fase"

 

E infine la terza "fase", quella della nuova caduta nel peccato e dell'avvento dell'Anticristo.

"Vi saranno anche dei ministri di Dio e delle spose di Gesù Cristo che si abbandoneranno ai disordini"

 

La condanna, da parte di pensatori e mistici cattolici, della corruzione del clero ha costellato tutta la storia della Chiesa ed era un tema ricorrente, sin dal Medioevo, anche nelle "profezie" che estrapolano il futuro dal presente e dal passato.

Il famoso vescovo francese Bossuet scriveva:

 
Nessuno ignora il passo in cui il papa san Gregorio vede un'armata di preti corrotti che marceranno davanti all'Anticristo come una specie di precursori del mistero d'iniquità, negli ultimi tempi. 
[Œuvres complètes de Bossuet, vol. 1, Parigi, Méquignon Junior, 1845, p. 660]

"L’Anticristo nascerà da una religiosa"

Anche la credenza che l'Anticristo nascerà da una religiosa (ne parla Mélanie) risale al Medioevo: 

Questo falso profeta verrà fuori dalla Chiesa cattolica e alcuni commentatori medievali sono arrivati ad affermare che sarà il frutto incestuoso del sacrilegio di un prete con una religiosa...
[ClémangisEncyclopédie théologique, vol. 7, cit., coll. 394-395]

​​

 

È interessante notare che in una ulteriore versione del suo "segreto", scritta nel 1860, Mélanie riproporrà in maniera ancora più completa la ben nota credenza di origine medievale: ​

... l'Anticristo nascerà da una religiosa, ecc., suo padre sarà un Vescovo.
[Secret autographe de Mélanie trouvé le 7 novembre 1902, in Corteville, La «Grande Nouvelle» des Bergers de La Salette, vol. 1, cit., p. 277]

Allo stesso modo, era tradizionale la predizione secondo cui l'Anticristo sarebbe venuto poco prima o poco dopo l'anno Duemila:

 
Egli [l'Anticristo] verrà verso l'anno 2000 dell'era cristiana, secondo una tradizione contenuta nella lettera apocrifa di san Barnaba...
[ClémangisEncyclopédie théologique, vol. 7, cit., col. 395]

 

 

Nel resoconto di Dausse del 29 luglio 1851 è riportato anche questo dialogo con Maximin:

Tu dunque sei sicuro di vedere l'anticristo? - Oh, sì, certo!
È già nato, da circa un anno, è nato nel fondo della Macedonia... Resterà nascosto fino ai 30 anni, e poi in 3 anni, contro Nostro Signore, cercherà di corrompere il mondo...
[Notes autographes de Dausse sur les "secrets", in Stern, La Salette. Documents authentiques, vol. 3,  cit., p. 186]

L'idea che l'Anticristo potesse provenire dalla Macedonia era tradizionale (probabilmente anche per una suggestione legata al fatto che il re macedone Alessandro Magno visse trentatré anni, come Gesù): si diceva che l'impero dell'Anticristo sarebbe nato "in Macedonia, in Grecia, in Asia Minore" [Les précurseurs de l'Ante-Christ, Lione, Rusand, 1817, p. 281].

 

 

*****

È rimasta da analizzare una sola delle presunte profezie segrete del 1851: "il Papa sarà perseguitato da tutte le parti e gli si sparerà addosso, lo si vorrà mettere a morte".

 

 

È una questione che merita un capitolo a parte.

Continua nella pagina: La Salette e la nascita dei "segreti" mariani - Parte 3: Prevedere... il passato

Marco Corvaglia

Pagina pubblicata il  17 luglio 2023 

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