Obiezioni alla Risposta di Saverio Gaeta a Le Iene sul servizio "Missione Medjugorje" (Parte 1)

di Marco Corvaglia

Il "vero problema" di Medjugorje ammesso (perfino) dalla commissione d'indagine

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Il noto vaticanista e saggista, sostenitore di Medjugorje, Saverio Gaeta

Il 2 maggio 2021 Saverio Gaeta ha pubblicato un video di risposta ad una serie di servizi su Medjugorje mandati in onda dalla trasmissione Le Iene di Italia 1.

Saverio Gaeta motiva il suo intervento dicendo di voler [3:03] “rispondere alle osservazioni presentate senza contraddittorio”.

Gaeta esercita un suo diritto sacrosanto, ma non si può fare a meno di notare che, in genere, a parlare senza contraddittorio sono i sostenitori di Medjugorje. 

 

Senza paura di essere smentito, posso dire che, in 40 anni di storia medjugorjana, quella delle Iene è stata solo la seconda trasmissione televisiva prevalentemente critica su Medjugorje mai andata in onda in Italia, su un'emittente nazionale.

Esiste una nota emittente radio cattolica sistematicamente dedita a magnificare Medjugorje, senza contraddittorio, ma non esistono, ovviamente, emittenti radiofoniche sistematicamente dedicate ad analizzare criticamente Medjugorje.

Esistono centinaia di siti espressamente dedicati all’esaltazione acritica di Medjugorje. Un discorso simile si può fare con la stragrande maggioranza dei libri pubblicati sul tema Medjugorje.

Insomma, è evidente che, in linea generale, se c’è una parte che ha il privilegio di poter parlare senza contraddittorio, questa è proprio la parte che sostiene Medjugorje (ciò accade - per Medjugorje come per altri fenomeni simili - per una serie di motivi che ho provato ad analizzare nella pagina Al fedele non far sapere: Medjugorje e la propaganda).

Tutte le suddette oggettive considerazioni di ordine generale - lo ribadisco - nulla tolgono al diritto di critica di Saverio Gaeta, a patto che abbia argomentazioni solide da proporre.

Entriamo quindi nello specifico delle sue argomentazioni. Il video è stato pubblicato da Saverio Gaeta nella sua pagina Risposta a “Le Iene” sul servizio “Missione Medjugorje”.

Per cominciare, Saverio Gaeta premette che tralascerà [2:33] “le accuse riguardanti l’arricchimento dei veggenti, poiché la replica compete ai singoli ragazzi, non essendo la questione direttamente connessa con la veridicità delle apparizioni…”.

Ebbene, ciascuno valuti da sé se questa questione sia o non sia importante.

Peraltro, sono proprio i credenti i primi a dover ritenere che la questione influisca sulla valutazione della credibilità dei presunti veggenti. Infatti, nelle Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni, emanate dalla Congregazione per la dottrina della fede nel 1978, tra i "criteri negativi" viene espressamente inserita, al terzo posto, la voce: "Una ricerca evidente di lucro collegata strettamente al fatto".

Come fa quindi Saverio Gaeta, che ben conosce le Normae della CDF, a sostenere che la questione non sia "direttamente connessa con la veridicità delle apparizioni"?

 

Ma andiamo oltre.

Come è noto, la commissione vaticana ha ritenuto credibili (anche se con motivazioni discutibilissime: si veda il mio articolo Ammissioni e contraddizioni della commissione d'indagine su Medjugorje) le prime sette presunte apparizioni, risalenti all'inizio dell'estate del 1981.

Tuttavia, la stessa commissione ha fatto anche un’ammissione poco nota al grande pubblico (perché le fonti di informazione medjugorjana, per ovvi motivi, non la evidenziano) e decisamente imbarazzante per i sostenitori di Medjugorje. Nella Relazione finale, si legge infatti [corsivo nell’originale]:

 

La Commissione Internazionale rileva, in ogni caso, che gli eventi successivi alle prime sette apparizioni costituiscono un vero problema, che rende assai difficile una valutazione conforme a quella che può essere riconosciuta al segno originario.

[Dossier Medjugorje (con introduzione e commento di Saverio Gaeta), San Paolo Edizioni, 2020, p. 83]

Avendo preso parte alla trasmissione delle Iene, ho io stesso evidenziato tale aspetto.

Saverio Gaeta, nel suo video, disinnesca questa sorta di bomba, fornendo una spiegazione che, in realtà, appare una sua interpretazione, che non trova però riscontro nel testo della Relazione (che lo stesso Gaeta ha pubblicato, nel febbraio 202o, nel volume Dossier Medjugorje, edito dalle edizioni San Paolo).

 

 

Saverio Gaeta dice infatti nel video [5:11]:

 

Considerate a una a una, oggi [le apparizioni] hanno effettivamente raggiunto un totale di circa 51.000. Dunque sarebbe praticamente impossibile raccogliere una documentazione probante, così come fatto fino al 1° luglio 1981, per valutare ciascuna delle singole apparizioni. Questo è ciò che la commissione considera un “vero problema”.

 

In realtà, dal testo della Relazione finale si comprende con la massima chiarezza che la commissione ritiene le apparizioni successive alle prime sette un “vero problema” per via dell'incerta credibilità dei presunti veggenti, negli sviluppi della vicenda.  

Questo può essere facilmente dimostrato.

Cominciamo da ciò che il testo non dice.

Il testo della Relazione non dice che il "vero problema" di cui stiamo parlando consista nel numero di presunte apparizioni da esaminare.

Ora, passiamo a vedere cosa il testo della Relazione espressamente dice.

Siamo nella parte I, capitolo 2 (Storia successiva del fenomeno).

Del "vero problema" si parla, specificamente, nel paragrafo 2.4, intitolato (eloquentemente) Credibilità attuale dei presunti veggenti.

 

 

Diamo però prima uno sguardo veloce ai paragrafi immediatamente precedenti.

Nel paragrafo 2.1 (Aspetti non legati al comportamento dei presunti veggenti) è scritto che gli sviluppi della vicenda riconducibili ai comportamenti dei veggenti "presentano vari aspetti problematici" [Dossier Medjugorje, cit. p. 70].

La questione viene ribadita, pur tra svariati equilibrismi, nel paragrafo 2.3 (Aspetti legati prevalentemente al comportamento dei presunti veggenti), dove all'inizio si legge che "Gli aspetti della storia successiva del fenomeno che la Commissione internazionale ha ritenuto problematici riguardano soprattutto due ambiti: forme e contenuti dei messaggi [...]; credibilità attuale dei presunti veggenti" [ivi, p. 73], e più avanti si aggiunge, in particolare [parentesi e punti esclamativi nell'originale]:

 

La Commissione Internazionale ha dovuto rilevare la banalità ripetitiva di alcune comunicazioni che i testimoni dichiarano di aver ricevuto dalla Gospa [...]. Soprattutto, però, questo settore riguarda:

la presunta Vita di Maria - di cui Vicka Ivanković asserisce di essere la depositaria, perché dettatale dalla stessa Gospa (!);

il "grande segno" (non ancora realizzato!);

i cosiddetti dieci "segreti" (con la questione del "frate depositario")

[Dossier Medjugorje, cit., pp. 77-78]

 

 

Nella conclusione del paragrafo è poi scritto (sottolineatura mia): "tra i tanti elementi problematici e ambigui, quel che assume senza dubbio  un peso maggiore, alla luce degli eventi del passato,  è la forma tipica del  'segreto' " [ivi, p. 79].

Passiamo ora finalmente al paragrafo successivo, il 2.4, che è esattamente quello in cui si parla del "vero problema": 

 

2.4. Credibilità attuale dei presunti veggenti

Quanto alla credibilità attuale dei presunti veggenti, occorre per prima cosa prendere in esame due argomentazioni, diffuse e ripetute, che la Commissione internazionale, sulla base delle sue indagini, ha ritenuto di dover valutare criticamente. La prima riguarda l’immoralità dei presunti testimoni e, in modo particolare, la loro ricerca di lucro, apertamente considerata dalle Normae CDF un fattore di valutazione contrario alla verità delle rivelazioni private attestate. La seconda riguarda l’esistenza nei presunti veggenti di patologie psicologiche significative e alteranti. Ma niente di tutto ciò è apparso dalle specifiche perizie condotte su di essi.

[Ivi, pp. 80-81]

Il testo passa quindi immediatamente a commentare, in tre sottoparagrafi, denominati rispettivamente (a), (b), (c), quelli che - come si evince dalla coerente logica interna del discorso - sono ritenuti importanti rilievi critici inerenti alla credibilità attuale dei veggenti [corsivo nell'originale, sottolineatura mia]:

 

(a) Quel che la Commissione internazionale ha potuto accertare, a proposito dell’accusa di un’eventuale ricerca del lucro, è che i testimoni del segno soprannaturale a loro originariamente indirizzato hanno ora effettivamente un rapporto per alcuni aspetti ambiguo con il denaro (e con quello che, in generale, si può chiamare preoccupazione per il proprio “benessere”). Quest’ambiguità, però, più che situarsi sul versante dell’immoralità, si situa nel versante della struttura personale, spesso priva di un solido discernimento e di un coerente orientamento, anche perché è mancata loro una attendibile e continuativa guida spirituale, nel corso di questi trent’anni. Vi sono, semmai, molti indizi di protagonismi spirituali esibiti e di relazioni pastorali mancate. [...] 

 Questo mancato accompagnamento spirituale e umano è sicuramente una tra le cause di certe ambivalenze e ambiguità che si sono manifestate tra i protagonisti del fenomeno in fieri. Questa dinamica negativa raggiunge il suo apice nel caso di Ivan Dragicević, i cui continui incontri e conferenze sul fenomeno di Medjugorje sembrano costituire l’unico suo lavoro e sostegno. Egli inoltre ha mentito più volte ed è meno credibile anche nel modo in cui parla delle sue esperienze con la Gospa.

(b) La Commissione internazionale rileva, in ogni caso, che gli eventi successivi alle prime sette apparizioni costituiscono un vero problema, che rende assai difficile una valutazione conforme a quella che può essere riconosciuta al segno originario.

(c) Dai documenti originali messi a disposizione della Commissione internazionale, risulta che gli allora adolescenti avevano dichiarato che il fenomeno avrebbe avuto termine. Ma, come si sa, questo non è accaduto. Da dove viene realmente, dunque, l’impulso verso questa lunghissima continuità successiva? La domanda è ragionevole, tanto più se si considera che i luoghi, le condizioni, i tempi e la relativa prevedibilità delle presunte apparizioni in fieri sono sostanzialmente mutati: avvengono ora con cadenze prevedibili e sovente persino organizzate. Nel corso delle varie audizioni, del resto, la Commissione internazionale ha percepito in diversi modi la grande differenza di narrazione che sussiste tra gli eventi originari e gli eventi attuali. I presunti veggenti, infatti, sono apparsi senza emozioni e hanno assunto un’aria quasi professionale nell’accennare al fenomeno in fieri; quando, invece, nelle trascrizioni dei colloqui del 1981 emergono – con indiscutibile evidenza – la freschezza e l’ingenuità dei ragazzi che provano a riferire dell’esperienza vissuta durante le prime apparizioni.

[Ivi, pp. 81-84]

Il senso del sottoparagrafo b, in questo contesto, è cristallino.  Si sta parlando degli elementi che possono mettere in discussione la credibilità dei presunti veggenti, non del numero delle apparizioni, a cui non si fa minimamente cenno.

Ad abundantiam, riporto anche la frase detta in proposito da papa Francesco, quando il 13 maggio 2017, in un'occasionale conferenza stampa in aereo [qui la trascrizione del testo], presentò, in anteprima e in estrema sintesi, le conclusioni a cui era giunta la commissione d'indagine su Medjugorje nella sua Relazione:

 

 

Circa le presunte apparizioni attuali, il rapporto ha i suoi dubbi.

 

La frase può essere ascoltata al minuto 2:53 del seguente video [il papa indica la Relazione con la parola spagnola informe]:

 

Alla luce di tutto quanto detto, appare quindi chiaro che i membri della commissione hanno ammesso che, perfino per loro, le apparizioni successive alle prime sette costituiscono un "vero problema", in quanto dubbie e problematiche, per via dei comportamenti assunti dai presunti veggenti e dei contenuti delle presunte comunicazioni ricevute dalla Gospa.

Continua nella pagina: Obiezioni alla Risposta di Saverio Gaeta a Le Iene sul servizio "Missione Medjugorje" (Parte 2)

Pagina pubblicata l'11 maggio 2021

 

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