La verità (obiettiva) sulle guarigioni "miracolose"

di Marco Corvaglia


Medjugorje, miracolismo e propaganda

Preghiera

I sostenitori di Medjugorje, con il sostegno di mass-media sistematicamente acritici, vanno talvolta alla ricerca di casi di presunte guarigioni miracolose legate al fenomeno in questione.

In realtà, spesso basta un minimo approfondimento del caso per scoprire che la vicenda presentata con tanto clamore non avrebbe neanche i requisiti minimi e teorici per poter essere almeno presa in considerazione.

 

Ad esempio, la padovana Silvia Buso è guarita a Medjugorje da una paresi nel 2005. Ebbene, raccontando l'insorgere della sua malattia, la ragazza ha testimoniato:

 

Tutti gli esiti degli esami clinici erano negativi, ma nessuno sapeva quando e se avrei ripreso a camminare.
[G. Del Quercio, 
Torna a camminare dopo una visione a Medjugorje. La storia di Silvia Buso, "Aleteia", 23 ottobre 2015]

 


Quindi non erano state individuate cause organiche per la sua paresi.
Non si può allora trascurare il fatto (attestato dal DSM-5, il manuale di riferimento per gli psichiatri di tutto il mondo) che il cosiddetto "disturbo di conversione", chiamato anche "disturbo da sintomi neurologici funzionali", determina appunto sintomi pseudoneurologici, come paralisi o cecità di origine psichica.

 


Analogamente, riguardo a Raffaella Mazzocchi, ragazza napoletana che nel 2009 ha riacquistato la vista a un occhio, l'attivista di Medjugorje Paolo Brosio scrive, in un suo libro, che "uno dei suoi occhi era stato irrimediabilmente compromesso da un’infezione virale che si nutre del nervo ottico" [P. Brosio, Il papa e Medjugorje, Piemme, 2017, p. 371]. In sostanza, si sarebbe trattato di una guarigione "impossibile".
Nella puntata del 20 novembre 2019 di Piacere Maisano, trasmessa da TV8, lo stesso Brosio ha asserito (come ha ripetuto per anni) che, in questa guarigione, "si è rigenerata la materia":


 

 

 

L'obiezione finale dell'intervistatore, Marco Maisano, è più che sensata. Infatti, le cose stanno molto diversamente da come Brosio dice.
Nel suo stesso libro precedentemente citato, è riportata l’immagine scannerizzata di una dichiarazione (che evidentemente Brosio non ha letto con attenzione) dell’oculista che ha seguito la ragazza, il dottor Antonio Pascotto (il medico compare anche nel frammento iniziale del video precedente, tratto dalla trasmissione Viaggio a Medjugorje, andata in onda il 30 maggio 2011 su Rete 4).
Nella dichiarazione, così Pascotto descrive retrospettivamente quella che era la situazione prima della guarigione:

 

All’esame clinico del fondo oculare, non si rilevavano patologie di sorta. In questi casi, dato che il quadro clinico del bulbo oculare risulta privo di lesioni evidenti, si parla genericamente di “neuropatia ottica retrobulbare”, ossia si ritiene che vi sia un danno delle vie ottiche.
[Ivi, p. 376]

 


Quindi si scopre che, in realtà, la diagnosi del disturbo da cui la ragazza era cronicamente affetta è solo presumibile. Soprattutto, non era stato accertato nessun danno organico irreversibile, così come non era stata diagnosticata nessuna infezione e men che meno "un'infezione virale che si nutre del nervo ottico".
Pertanto, si ha a che fare con una guarigione "funzionale", cioè con un tipo di guarigione che il Bureau Médical di Lourdes rifiuta ormai di prendere in considerazione [Cfr. Théodore Mangiapan, Les guérisons de Lourdes, Oeuvre de la Grotte, Lourdes 1994, pp. 270-271].
Incidentalmente, è anche il caso di notare che, quanto meno nelle forme acute, la remissione spontanea della neurite ottica è frequentissima. Nel Manuale MSD - Versione per i professionisti si legge:

 

La neurite ottica è l'infiammazione del nervo ottico. I sintomi sono di solito monolaterali, con dolore oculare e parziale o completa perdita della vista. La diagnosi è principalmente clinica. La terapia è diretta alla malattia di base; la maggior parte dei casi si risolve spontaneamente.




“Mi garantite che si tratta di un miracolo?”

 

Gli studiosi più qualificati non ricorrono al sensazionalismo e sanno che le eventuali guarigioni, di per sé stesse, non possono provare nulla.
Come stiamo per vedere, Claude Kenesi, professore presso la facoltà di Medicina, a Parigi, tratta con prudenza e onestà questo problema, illustrando le modalità con cui lavora il Comitato Medico Internazionale di Lourdes (CMIL), di cui lui stesso era membro.

 


Se un malato ritiene di essere guarito a Lourdes, presenta una dichiarazione all'Ufficio delle Constatazioni Mediche (Bureau Médical), che effettua un sommario esame preliminare del caso. Per essere un membro del Bureau è sufficiente essere in possesso della laurea in medicina e offrire la propria disponibilità.

 

L'Ufficio della Constatazioni [...] sin dall'origine fu aperto a tutti i medici di passaggio, che si trattasse di medici accompagnatori dei pellegrinaggi di malati o di medici giunti per curiosità. E' così ancora oggi. Se è vero che occorre attestare la propria qualifica di medico per partecipare ai lavori dell'Ufficio Medico, non è necessario essere cattolici e nemmeno credenti.
[Yves Chiron, Inchiesta sui miracoli di Lourdes, Lindau, 2006, pp. 77-78]

 


Fatta eccezione per il presidente, la composizione del Bureau varia quindi, potenzialmente, ogni giorno (incidentalmente, a tal proposito è necessario sfatare un mito: come è evidente, la presenza nel Bureau di non credenti non può che essere occasionale, in quanto è sicuramente raro che medici non credenti decidano di soggiornare a Lourdes, offrendo poi la propria disponibilità a partecipare ai lavori dell'organismo in questione).
Successivamente, la documentazione passa al Comitato Medico Internazionale di Lourdes, formato da circa venti membri (con diverse specializzazioni), nominati dal vescovo di Tarbes e Lourdes. Osservava il professor Kenesi:

 

L’appartenenza alla religione cristiana non è obbligatoria. Ma, di fatto, i membri del Comitato si trovano attualmente ad essere tutti cattolici praticanti.
[Claude Kenesi, Les guérisons de Lourdes peuvent-elles être expliquées médicalement ? in AA.VV., Les guérisons inexpliquées sont-elles miraculeuses ?, Les Éditions de l'Atelier, 2009, p. 102]

 


Un ruolo centrale è svolto dalla relazione stilata da un membro (specialista della branca medica interessata) per gli altri che colleghi (che, per forza di cose, hanno in maggioranza altre specializzazioni e quindi si trovano a valutare una vicenda su cui non hanno una competenza specifica):

 

Il Comitato sceglie al suo interno un relatore, specialista nella malattia considerata, incaricato di procedere allo studio del dossier. [...] Una volta terminata l'investigazione, invierà il proprio rapporto a tutti i membri del Comitato. Il CMIL si pronuncerà sulla base di esso.
[Chiron, Inchiesta sui miracoli di Lourdes, cit., p. 88]

 

Per affermare, sulla base delle nostre conoscenze attuali, il carattere eccezionale della guarigione è necessario un voto a scrutinio segreto (con una maggioranza dei due terzi).
[Kenesi, Les guérisons de Lourdes peuvent-elles être expliquées médicalement ?, cit., pp. 103-104]

 


Aggiunge il professor Kenesi:

 

Nel comitato, ci succede spesso di sentire questa frase: “Mi garantite al cento per cento che si tratta di un miracolo?”. La risposta è: “Assolutamente no.”
Nonostante la serietà del nostro lavoro, il moltiplicarsi degli esami, la lunga durata dell’osservazione, un margine di incertezza persiste sempre. Il nostro ruolo, nel CMIL, è di renderlo il più piccolo possibile. Ma noi non lo riduciamo a zero.
[Ivi, p. 107]

 


Alla domanda "Puoi provare che una guarigione è inspiegata?", il dottor Patrick Theillier, anche lui membro del CMIL, risponde:

 

Provare: no. La medicina non è una scienza esatta e non si applica che a individui particolari. E' possibile giungere soltanto a una convinzione intima riconosciuta maggioritariamente.
[Patrick Theillier,
Lourdes. E se parlassimo dei miracoli..., EDB, 2002, p. 110]

 

 

Questo è uno dei motivi per i quali, in seno al CMIL, è richiesta solo la maggioranza dei due terzi (cosa che molti ignorano), e non l'unanimità, per affermare l'eccezionalità di una guarigione: i medici sono consapevoli di non poter, in ogni caso, dare certezze (perché la guarigione sia proclamata miracolosa dalla Chiesa, è poi richiesta una seconda valutazione, di tipo teologico).

 


Un discorso simile vale, nei processi di canonizzazione, per le guarigioni attribuite ai santi, come evidenziato dal presidente della Consulta Medica che lavora per la Congregazione per le Cause dei Santi, il dottor Patrizio Polisca, in un'intervista con il giornalista cattolico John Thavis:

 

La Consulta Medica non chiede alla scienza un giudizio categorico su un miracolo, non è quello il compito dei medici esperti, spiega Polisca. Infatti, non richiede una decisione unanime ai suoi sette membri; una maggioranza di cinque voti positivi è sufficiente per promuovere un miracolo.
[John Thavis, The Vatican Prophecies. Investigating Supernatural Signs, Apparitions and Miracles in the Modern Age, Viking, 2015, p. 189]

 


Il dottor Theillier osserva anche quanto segue:

 

Un malato non può guarire se non da una malattia suscettibile di guarigione. Il miracolo non forza la natura. Non si è mai visto un soggetto Down guarire a Lourdes! In definitiva, ciò che io chiamo miracolo può essere qualificato in medicina come "remissione spontanea". Da parte mia, credo che il miracolo utilizzi le vie della natura, ma con delle modalità ancora sconosciute alla medicina.
[Dichiarazione del dr. Patrick Theillier in: Xavier Ternisien, Le dernier miraculé de Lourdes, "Le Monde", 21/12/2002]

 

 

*****

 


Le disparità di vedute tra i medici possono essere molto profonde e la posizione di uno o più di essi non può essere automaticamente considerata come la posizione della comunità scientifica nel suo complesso.
Ad esempio, la Consulta Medica vaticana ha riconosciuto, nel 2013, nel corso del processo di canonizzazione di Giovanni Paolo II, l'inspiegabilità della guarigione di una donna della Costa Rica, Floribeth Mora Diaz, a cui, presso l'ospedale Calderón Guardia di San José, era stato diagnosticato un aneurisma dell'arteria cerebrale destra con emorragia.
Tuttavia, da parte di altri medici, è stato obiettato che si potrebbe attribuire la guarigione ad una trombosi spontanea dell'aneurisma (cioè alla formazione di un coagulo di sangue all'interno della parte dilatata dell'arteria).
Su Le quotidien du médecin del 24 luglio 2013 si legge:

 

 

Secondo il postulatore della causa, mons. Slawomir Oder, "il rigore cartesiano" dell'esame dei dati clinici e l'inchiesta ecclesiastica condotta dal vescovo locale hanno permesso di concludere per un miracolo. In Francia, i medici cattolici si mostrano più cauti [...] Il prof. Louis Puybasset, responsabile del servizio di neurorianimazione chirurgica dell'ospedale de la Pitié-Salpêtrière (Parigi)[...] contesta l’affermazione del dottor Alejandro Vargas Roman, neurochirurgo dell'ospedale Calderon, secondo il quale le tracce dell'aneurisma erano scomparse "senza alcuna spiegazione scientifica": "I casi di trombosi spontanee di aneurismi intracranici sono documentati", ricorda il prof. Puybasset, che mette in guardia contro "le derive del pensiero magico".
[Questions sur une deuxième « guérison inexpliquée » attribuée à Jean-Paul II, di Christian Delahaye, "Lequotidiendumedecin.fr", 24/07/2013]

 


A proposito della guarigione dal morbo di Parkinson (malattia soggetta a diagnosi errate) di suor Marie Simon-Pierre, giudicata inspiegabile dalla Consulta Medica nel 2010 (nel corso del processo di beatificazione di Giovanni Paolo II), il dottor Polisca si è espresso così:

 

Abbiamo consultato i migliori esperti nel campo del Parkinson ed essi hanno fornito il loro giudizio nella maniera più accurata possibile. Ma non può mai essere un giudizio categorico, perché la medicina è in continua evoluzione.
[J. Thavis, The Vatican Prophecies, cit., p. 191]

 


Oltre il 90% delle guarigioni di Lourdes proclamate come miracolose dalla Chiesa sono avvenute entro gli anni ’60 del secolo scorso: a quanto sembra, il livello delle conoscenze scientifiche ha una forte influenza sulle proclamazioni dei miracoli.
Il dottor André Trifaud, già professore presso la facoltà di Medicina a Marsiglia e membro, come il prof. Kenesi e il dottor Theillier, del Comitato Medico Internazionale di Lourdes, approfondisce questo aspetto:

 

Per quanto riguarda le scienze mediche, fino alla prima metà del XX secolo era possibile basarsi su delle certezze inaccessibili al dubbio e, quindi, trascurare la possibilità che l'enigma posto da una guarigione venisse interpretato come una insufficienza della conoscenza scientifica.
E’ stato necessario voltare definitivamente una pagina: quella che pretendeva di legare il riconoscimento di una guarigione miracolosa ad una certezza scientifica probante.
[…] Oggi non ci sono più dubbi sul fatto che molte guarigioni spontanee dal cancro hanno origine naturale. […]
[…] Da bambino, mi hanno insegnato che il miracolo non può essere “costrittivo”.
[André Trifaud, Les énigmes scientifiques des guérisons miraculeuses, in Guérisons et miracles. Rapports du Congrès International de Lourdes, 22, 23 et 24 octobre 1993, Centre Catholique des Médecins Français e Association Médicale Internationale de Lourdes, 1994, pp. 65 e 68]

 


Inutile aggiungere commenti sulla distanza siderale che separa questa visione del problema, obiettiva, serena e scientificamente fondata, dal miracolismo su cui fanno leva la televisione, la stampa popolare e certa propaganda.

 

Il punto di vista della psiconeuroendocrinoimmunologia

Il funzionamento del sistema immunitario e le possibili reazioni psicosomatiche sono ancora poco conosciute dalla scienza. E' comunque provato che lo stato emotivo influisce sul sistema immunitario.
Pertanto, un'ipotesi scientifica molto accreditata nell'ambito della psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI) è che una esperienza religiosa vissuta con intensità emotiva possa in alcuni casi (comunque rari) determinare quello che viene definito uno "schock carismatico", con ricadute positive sul sistema immunitario e conseguente facilitazione del processo di guarigione.
Nel 1996 il dottor Roger Pilon, che all’epoca dirigeva l’Ufficio delle Constatazioni Mediche di Lourdes, scriveva:

 

La psicosomatica è lontana dall’aver rivelato tutta la sua complessità. Fornisce, ai nostri giorni, ipotesi molto seducenti per spiegare alcune guarigioni sorprendenti.
[Roger Pilon, Le miracle, un don de Dieu, “Lourdes Magazine”, n. 53, 1996, p. 11]


 

I "miracoli" degli altri

Nell'antica Grecia vi erano diversi templi del dio Asclepio, presso i quali gli ammalati si recavano fiduciosi e, a quanto risulta, talvolta guarivano in maniera apparentemente prodigiosa. Ma, per venire al giorno d'oggi, i musulmani attribuiscono molte guarigioni alle acque della fonte dello Zamzam, che si trova nei pressi della Mecca. A Mashad, in Iran, l’archivio della moschea dedicata all’Imam Reza (ottavo discendente in linea diretta di Alì, cugino di Maometto) conserva da circa un secolo attestazioni di presunte guarigioni miracolose, con le certificazioni mediche. Un’altra moschea presso la quale si conserva la documentazione relativa a presunte guarigioni miracolose è quella di Jamkaran, a Qum, anche questa in Iran.

 


Ad esempio, la scrittrice Leila Lahlou viveva a Casablanca, in Marocco, con il marito Abdelmalek Lahlou e due figli adolescenti, Nadia e Karim. Le venne diagnosticato un cancro al seno con metastasi ai polmoni. La grave diagnosi venne confermata in Belgio dagli oncologi Tagnon e Vokaer (ospedale universitario Brugmann di Bruxelles) e a Parigi, all’ospedale Avicenne, dal dottor Israël [cfr. F. Malti-Douglas, Medicines of the Soul, University of California Press, 2001, pp. 84-85, 206 n. 27 e 39].
Insieme al marito, decise di effettuare la humra, cioè il cosiddetto “piccolo pellegrinaggio” alla Mecca.

 

Nel corso del piccolo pellegrinaggio, Leila segue per quattro giorni un regime ascetico in base al quale, ogni giorno, non assume altro che del pane, un uovo e dell'acqua sacra dello Zamzam.
[Fedwa Malti-Douglas, Medicines of the Soul, University of California Press, 2001, p. 97]

 


Il quinto giorno scopre che i noduli sul suo corpo sono scomparsi. Leila torna dai medici europei:

 

Gli esami furono tutti negativi, un fatto che lascia i medici confusi e sorpresi.
[Ivi, p. 82]

 


Nei mesi successivi, tuttavia, la malattia si ripresenta con forza. Una notte Leila sogna Maometto che la guarisce. Si sveglia e si sente bene: effettivamente è guarita (si può ipotizzare che il rapporto di causa-effetto debba in realtà essere invertito: poiché inizia a sentirsi bene, Leila sogna Maometto che la guarisce).
Il racconto dei fatti e la documentazione medica sono riportati in un libro pubblicato dalla stessa Lahlou in due versioni: araba e francese (Falâ Tansa Allâh, Matba'at al-Najâh al-Jadîda, Casablanca, 1984; N'oublie pas Dieu, Imprimerie Najah El Jadida, Casablanca, 1987).

Leila Lahlou

La copertina del libro di Leila Lahlou, nelle due versioni (immagini tratte da Fedwa Malti-Douglas "Medicines of the Soul", University of California Press, 2001, pp. 114-115)


Leila Lahlou morrà una decina di anni dopo i fatti raccontati, nel 1991, per un tumore all’intestino [cfr. Fedwa Malti-Douglas, op. cit., p. 118].

 


A proposito delle remissioni spontanee

In casi limite, non si può escludere totalmente nemmeno il rischio di comportamenti fraudolenti (il malato potrebbe aver avuto una remissione spontanea prima del pellegrinaggio ma asserire di essere guarito nel corso di questo, per essere visto come un "miracolato").
In ogni caso, non bisogna dimenticare che le remissioni spontanee, e non spiegabili sulla base delle conoscenze mediche attuali, sono fenomeni ben noti in talune malattie, anche gravi.

 


Ad esempio, nel caso della sclerosi multipla, la remissione spontanea è relativamente frequente: circa il 20% degli ammalati sono affetti dalla forma benigna, che guarisce totalmente, mentre un altro 25% soffre della forma chiamata "remittente", che si ripresenta anche dopo anni [Cfr. Jürg Kesselring, Multiple Sklerose, Kohlhammer, 1993, p. 242 e Clive P. Hawkins, Jerry S. Wolinsky, Principles of Treatments in Multiple Sclerosis, Butterworth-Heinemann, 2000, p. 324].

 


La dottoressa Caryle Hirshberg, direttrice del Remission Project, dell’Institute of Noetic Science, nel suo libro ormai classico Guarigioni straordinarie. Quando il corpo guarisce se stesso, osservava:

 

Non esistono pubblicazioni mediche dedicate allo studio delle guarigioni straordinarie, [...] non vi è un archivio nazionale delle remissioni che registri le guarigioni inspiegabili. Non sappiamo quanto spesso si verifichino. [...] Si calcola infatti che solo un dieci per cento delle guarigioni straordinarie venga segnalato dai giornali di categoria e si tratta probabilmente di una stima prudenziale.
[C. Hirshberg, M. I. Barasch, Guarigioni straordinarie. Quando il corpo guarisce se stesso, Mondadori, 1995, pp. 17-27, passim]

 


Nel 1993, la stessa Hirshberg, insieme al dottor Brendan O’Reagan, in Spontaneous Remission. An Annotated Bibliography (Remissione spontanea. Una bibliografia ragionata) ha raccolto la documentazione relativa a numerose remissioni spontanee, attestate in 800 riviste scientifiche di tutto il mondo.
L’opera, in inglese, può essere integralmente consultata, in formato pdf, capitolo per capitolo, qui: Spontaneous Remission. An Annotated Bibliography.

Marco Corvaglia

Pubblicato il 6 luglio 2009. Ultimo aggiornamento: 30 marzo 2020

 

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