Banali meraviglie

di Marco Corvaglia

Straordinario o ordinario?

Clemente Domínguez, "veggente" di Palmar de Troya, fondatore ed autoproclamato papa della Chiesa scismatica palmariana.

 


Clemente Domínguez era un personaggio grottesco (inizialmente godette di favore tra i cattolici di tutto il mondo, ma nel 1978 arrivò ad autoproclamarsi papa ed a fondare una chiesa scismatica: la Chiesa cattolica palmariana), eppure alle sue “visioni” erano legati gli stessi fenomeni che oggi stupiscono i devoti di Medjugorje.
In realtà, in un'ottica scientifica, tali fenomeni non provano assolutamente nulla.

 

I “miracoli del sole” di Clemente

Il 30 marzo 1970, Clemente dice di aver ricevuto questo messaggio dalla Madonna:

 

Figlio mio, desidero che tu vada a Garabandal.
[
El Palmar de Troya. Mensajes sobrenaturales trasmitidos a Clemente Domínguez Gómez (con prefazione di Gerardo R. Alfaro), Difusora Mariana Argentina, Buenos Aires, 1976, p. 77]

 


Quindi il 4 aprile egli si reca sul posto con un folto gruppo di fedeli, tra i quali Francisco Sánchez Ventura (il più noto cronista delle presunte apparizioni di Garabandal), che ci ha lasciato questo resoconto:

 

Intorno alle tre del pomeriggio […] Clemente, che non era in estasi […] sollevando la mano disse: "Guardate il sole". Tutti alzammo gli occhi e potemmo vedere un disco bianco, come d’argento, che non feriva la vista. Il sole girava e cambiava colore, senza che noi fossimo minimamente accecati o provassimo alcun fastidio.
[…] Il fenomeno si verificò, però non lo poterono vedere tutti nello stesso modo e alcuni non videro niente.
[…] Molti contemplarono il fenomeno del sole convertito in una luna d’argento, senza essere abbagliati; altri lo videro girare; altri lo videro girare e anche aumentare di grandezza.
[Francisco Sánchez Ventura, Las apariciones en el Palmar de Troya, Editorial Círculo, Saragozza, 1970, pp. 78-80]


E’ il 15 maggio 1970. A Palmar de Troya sono confluiti 40.000 pellegrini per una giornata di preghiera, indetta esattamente un mese prima, dalla presunta apparizione, per bocca del “veggente” Clemente [cf. El Palmar de Troya. Mensajes sobrenaturales trasmitidos a Clemente Domínguez Gómez (con prefazione di Gerardo R. Alfaro), Difusora Mariana Argentina, Buenos Aires, 1976, p. 78].

Leggiamo il resoconto del cronista Joaquín Gómez Burón:

 

Verso le quattro del pomeriggio, mentre cominciavano le preghiere delle migliaia e migliaia di persone guidate dalla voce di Manuel Alonso [il più stretto collaboratore di Clemente; fu il numero due della Chiesa palmariana fino alla morte di Clemente, nel 2005, allorché gli succedette come papa, con il nome di Pietro II, nda], che giungeva attraverso un potente altoparlante, il sole cominciò ad emettere bagliori colorati e si muoveva come se girasse intorno ad un asse immaginario. I raggi non danneggiavano la vista dei presenti, che potevano contemplarlo, in alto, senza alcuno sforzo.
[…] Tuttavia non tutti i presenti hanno potuto assistere a questo spettacolo; qualcuno addirittura rideva dello sguardo stupefatto degli altri.
[…] E’ difficile trovare un assiduo frequentatore di Palmar che non abbia assistito ai fenomeni.
[…] Sembra che Clemente Domínguez propizi i prodigi solari, […] anche a molti chilometri da lì, nei suoi viaggi di apostolato, in Europa e in tutto il continente americano.
[Joaquín Gómez Burón, El enigma de el Palmar de Troya, Editorial Personas, Barcellona, 1976, pp. 123-126]

 


La realtà, verosimilmente, è un’altra: quando era presente Clemente, c’erano sempre fedeli che spontaneamente scrutavano il sole in cerca di prodigi, finché non arrivava il momento in cui la luce solare (non essendo né così forte da non poter essere sostenuta, né così debole da non determinare reazioni), provocava i noti effetti neurofisiologici sulla retina.
A tale proposito, si veda la pagina "Miracoli del sole", tra effetti ottici e effetti tecnici (Parte 1), contenente, in particolare, riferimenti agli studi critici del prof. Auguste Meessen dell'Università Cattolica di Lovanio.

 

 

Le guarigioni di Clemente

L'Alcaparrosa, luogo delle "apparizioni" di Palmar de Troya. Nella foto dall'alto si vede chiaramente il muro fatto erigere da Clemente intorno a quello che era diventato il suo feudo personale. Sulla destra, la basilica della Chiesa scismatica palmariana

 

Nel 1972 Clemente (utilizzando un’elevata somma di denaro donatagli da una anziana baronessa madrilena, sua seguace) acquistò e fece recintare con un muro perimetrale l’esteso terreno agricolo dell’Alcaparrosa, in cui dall’inizio avvenivano le apparizioni di Palmar de Troya [cf. M. M. Molina, Los secretos del Palmar de Troya. Historia de una herjía, Arcopress, Córdoba, 2006, pp. 72-77].

 


L'8 settembre dello stesso anno egli disse che la Madonna chiedeva che nell'Alcaparrosa fosse scavato un pozzo. Dopo mesi di trivellazioni fallite, una falda d'acqua fu finalmente trovata il 7 marzo 1973 [cf. El Palmar de Troya. Mensajes sobrenaturales trasmitidos a Clemente Domínguez Gómez (con prefazione di Gerardo R. Alfaro), Difusora Mariana Argentina, Buenos Aires, 1976, pp. 363-364].
Gli ammalati affluirono e le guarigioni non mancarono, a quanto pare.

 

Vi sono state varie guarigioni miracolose attribuite all’acqua del pozzo di Palmar.
[…] Angeles Santana, di Brenes, aveva un’ulcera infetta ad una gamba, da più di cinque anni. Non si curava con nulla e il medico le aveva confessato di non sapere che medicina prescriverle, poiché tutte risultavano inutili. Infatti la malata era diabetica e questo impediva la cicatrizzazione. Acqua di Palmar sull’ulcera, semplice acqua e, nel giro di quattro giorni, nessuna traccia del male.
Rosario Salar Delgado, residente a Siviglia, aveva da molti anni una gamba completamente invalida. E’ andata a Palmar de Troya il 15 agosto 1973, per chiedere la guarigione di un suo familiare, non pensando alla propria malattia in quanto era rassegnata a terminare così i suoi giorni. Dopo aver bevuto l’acqua del pozzo, mentre assisteva alla celebrazione della Santa Messa ha sentito viva la sua gamba e si è resa conto di poterla muovere perfettamente, poiché era miracolosamente guarita.
A José Vázquez Martínez, di Monfort de Lemos (Lugo) è scomparso un cancro che aveva allo stomaco. Il medico, uno specialista di Orense, gli aveva dato solo 15 giorni di vita.
[Joaquín Gómez Burón, El enigma de el Palmar de Troya, Editorial Personas, Barcellona, 1976, p. 88]

 


In riferimento a tale questione, si veda la pagina La verità (obiettiva) sulle guarigioni "miracolose".
 

 

 

Pace, fervore e conversioni

Le idee, i sentimenti, le emozioni, le credenze possiedono tra le folle un potere contagioso intenso, quanto quello dei microbi.
[Gustave Le Bon, Psicologia delle folle, Tea, 2008, p. 160]

 

 

Il senso di pace ineffabile che un certo numero di pellegrini asserisce di provare a Medjugorje appare in realtà un contagioso cliché psicologico.
Francisco Sánchez Ventura parlava della “pace dell’anima che regna a Garabandal” [F. Sánchez Ventura, The Apparitions of Garabandal, San Miguel Publishing, Detroit, 1970, p. 144]. A proposito di Palmar de Troya, lo stesso autore scriveva:

 

I frutti dei fenomeni a cui ho avuto occasione di assistere [...] sono stati frutti, in sostanza, di vita eterna, che hanno determinato come conseguenza un cambiamento radicale di vita e di costumi di molte anime.
[Francisco Sánchez Ventura, Las apariciones en el Palmar de Troya, Editorial Círculo, Saragozza, 1970, p. 53]

Ecco come Félix Arana (ex religioso della Chiesa scismatica palmariana, poi fuoriuscito) descrive il suo arrivo a Palmar de Troya:

 

Vidi tanta gente che pregava con un raccoglimento incredibile.
[Manuel M. Molina, Los secretos del Palmar de Troya. Historia de una herjía, Arcopress, Córdoba, 2006, p. 85]


 

Il 15 aprile 1972 trecento seguaci di Clemente sottoscrivono una lettera di Manuel Alonso Corral (come detto, il più stretto collaboratore dello stesso Clemente) indirizzata all’arcivescovo di Siviglia, José María Bueno Monreal, dal quale essi si sentono "perseguitati", per via della sua opposizione al fenomeno:

 

A Palmar si recita ogni giorno con il più grande fervore il rosario penitenziale con i Padre Nostro, la Via Crucis e il rosario tradizionale, quasi sempre di 15 misteri, e si fanno atti di riparazione al Sacro Cuore di Gesù, al Santo Volto, e alla nostra amatissima Madre, la Santissima Vergine. Signor cardinale, le conversioni che si sono prodotte a Palmar sono numerose e solide.
[Cesar de la Lama, El Palmar de Troya. Milagro S.A., Efe Ediciones, Madrid, 1976, pp. 193-194]

 


Uno strano amore per la spiritualità, che non impediva loro di minacciare l’arcivescovo:

 

Cristo si mostrerà terribile con quelli che attaccano la sua Divina Madre che appare a El Palmar.
[Ivi, p. 195]

 


Proprio come a Medjugorje, dove il 21 giugno 1983 Ivan riferiva, in una lettera indirizzata al vescovo Žanić, questo messaggio a lui rivolto:

 

Se non si converte o corregge lo raggiungerà il mio giudizio e quello di mio figlio Gesù.
[Cfr. Ogledalo Pravde. Biskupski ordinarijat u Mostaru o navodnim ukazanjima i porukama u Međugorju (La Curia diocesana di Mostar sulle presunte apparizioni e i messaggi di Medjugorje), Mostar, 2001, p. 89 e René Laurentin, Messaggio e pedagogia di Maria a Medjugorje. Raccolta cronologica dei messaggi, Queriniana, 1988 p. 292]

 

Marco Corvaglia

Pubblicato il 2 luglio 2011

 

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Ecco il link al video del servizio su Medjugorje (con la mia partecipazione) mandato in onda dalla trasmissione Le Iene su Italia 1 il 26 marzo 2021.