Parte 8: L'autoesaltazione "sottintesa" e l'arte di prendersi gioco dei fedeli. Il caso di Medjugorje

di Marco Corvaglia

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Numa Pompilio conversa con la ninfa Egeria nella sua grotta

Numa Pompilio conversa con la ninfa Egeria nella sua grotta, bassorilievo in gesso di Bertel Thorvaldsen, 1792

Come abbiamo visto, Luigina Sinapi, al di là delle sue insistite dichiarazioni di umiltà, non si limitò a dire di avere il privilegio delle apparizioni di innumerevoli figure celesti. Asserì anche di aver ricevuto un dono personale del tutto speciale: nientemeno che due fotografie della Madonna.

 

Allo stesso modo, i veggenti di Medjugorje, al di là di dichiarazioni di prammatica (“non siamo né migliori né peggiori di altri”), non si limitano a presentarsi come veggenti a vita: infatti, soprattutto nei primi anni, hanno raccontato di aver ricevuto esclusivi doni (sia concreti che astratti) dalla Madonna. Il che, inevitabilmente, li rende diversi dagli altri. 

 

Come la storia e l'antropologia ci insegnano, se ci si rivolge a persone già predisposte a credere, l'asserire di ricevere doni da figure celesti equivale a dimostrare "praticamente" di essere prediletti dalla divinità. È un'autoesaltazione implicita, sottintesa, funzionale alla persuasione. 

Già gli antichi Romani credevano che il re Numa Pompilio, oltre a incontrarsi con la ninfa Egeria, avesse ricevuto da Giove un munus [Ovidio, Fasti, III,  375], cioè per l'appunto un dono, fatto cadere miracolosamente dal cielo: uno scudo, l'ancile.

I sottintesi propagandistici del racconto sono evidenti:

Nel pieno rispetto del codice del dono [...], esso crea un nuovo legame, o meglio, rende tangibile agli occhi della comunità umana dei Quiriti [gli antichi Romani, MC] la fiducia che il dio ripone nel re, la considerazione di cui Numa gode presso di lui.

[Lavinia Scolari, Doni funesti. Miti di scambi pericolosi nella letteratura latina, Edizioni ETS, 2018, p. 101]

 

Passano i millenni, cambiano i nomi dei protagonisti, i contesti e l'oggetto del dono, ma la natura umana rimane la stessa.  

Nella storia di Medjugorje si possono individuare (e documentare, ovviamente) tre fasi. 

Dapprima, il desiderio di presentarsi come protagonisti di esperienze privilegiate si espresse sul piano collettivo (i veggenti come gruppo).

Ad un paio d'anni dall'inizio del fenomeno, si manifestò anche il desiderio di distinguersi sul piano personale, in una sorta di competizione con gli altri membri del gruppo, che determinò anche non indifferenti tensioni interpersonali.

In una terza fase, tuttora in corso, è subentrata la "professionalizzazione" del ruolo di veggente e quindi le motivazioni e gli atteggiamenti di fondo sono cambiati.

Per i primi anni del fenomeno di Medjugorje, non esiste una raccolta completa dei messaggi: quelli pubblicati e oggi in circolazione sono (come si può verificare consultando le fonti originali) selezioni e parziali estratti da fonti cronachistiche molto più ampie: essenzialmente, la Cronaca parrocchiale delle apparizioni (Kronika ukazanja), curata fino al 1984 dal viceparroco Vlašić, e, in secondo luogo, i diari della "veggente" Vicka Ivanković.

Tra le raccolte dei messaggi dei primi anni che sono state pubblicate, la meno incompleta resta quella curata dal mariologo francese padre René Laurentin (principale storiografo di Lourdes e colui che diede inizio alla propaganda internazionale per Medjugorje): Message et pédagogie de Marie à Medjugorje. Corpus chronologique des messages (O.E.I.L., 1988).

 

Ebbene, consideriamo ora un messaggio tratto dalla Cronaca parrocchiale delle apparizioni e datato 16 settembre 1981. Oltre al contenuto del messaggio, è molto interessante documentare un cambiamento radicale e del tutto arbitrario che è stato apportato al testo del messaggio nella sola traduzione italiana del citato libro di Laurentin (l'edizione originale francese e la sua traduzione inglese riportano invece il messaggio correttamente). Andiamo a documentare il tutto. 

Traduzione italiana corretta (nell'annotazione l'originale croato):

[La Madonna] ha detto loro anche che non devono pregare per sé stessi, [perché] lei li ha premiati nel migliore dei modi. Preghino per gli altri.

[Kronika ukazanja u župi Međugorje (Cronaca delle apparizioni della parrocchia di Medjugorje), vol. iniziale non numerato, sotto la data 16/9/1981, documento negli archivi della curia di Mostar e della parrocchia di Medjugorje. Cfr. Ogledalo Pravde. Biskupski ordinarijat u Mostaru o navodnim ukazanjima i porukama u Međugorju (La curia diocesana di Mostar sulle presunte apparizioni e i messaggi di Medjugorje), Mostar 2001, p. 111 (disponibile sul sito ufficiale della Curia di Mostar).

Testo originale: "Također im je rekla da ne trebaju molitiza se jer da ih je ona najbolje nagradila. Nek mole za (za) druge".]

 

 

I premi, per definizione, si danno a chi li ha meritati. Quindi l'autoesaltazione è fin troppo evidente. 

Traduzione dal croato al francese pubblicata da padre René Laurentin (vòlta direttamente alla seconda persona plurale ma sostanzialmente corretta):

Ne priez pas pour vous-mêmes. Vous avez été récompensés. Priez pour les autres.

[René Laurentin, Message et pédagogie de Marie à Medjugorje. Corpus chronologique des messages, O.E.I.L., 1988, p. 156. L'edizione inglese (R. Laurentin, Messages and Teachings of Mary at Medjugorje. Chronological Corpus of the Messages, The Riehle Foundation, 1988), il cui contenuto è anche consultabile online, traduce correttamente dal francese: "Don't pray for yourselves. You have been rewarded. Pray for others."]

Laurentin, Corpus chronologique des messages

 

 

La sorpresa arriva con la traduzione italiana dello stesso libro, curata da don Bruno Pistocchi e pubblicata dalla casa editrice cattolica Queriniana.

Dati editoriali del libro "Messaggio e pedagogia di Maria a Medjugorje. Raccolta cronologica dei messaggi"

 

Il messaggio perde in buona parte la sua natura di autoesaltazione, perché il passato prossimo (passé composé: "Vous avez été récompensés") diventa, incredibilmente, futuro:

 

Non pregate per voi stessi. Sarete ricompensati. Pregate per gli altri.

[René Laurentin (traduzione: Bruno Pistocchi), Messaggio e pedagogia di Maria a Medjugorje. Raccolta cronologica dei messaggi, Queriniana, 1988, p. 149]

Una svista? In teoria, tutto è possibile, ma è un dato di fatto che, nella storia di Medjugorje, le dichiarazioni o i messaggi che cambiano o vengono in qualche modo rettificati sono sempre quelli imbarazzanti o problematici.  

Si pensi alle vicende che ho documentato nelle pagine La Madonna di Medjugorje dice: "Tutte le religioni sono uguali". Gli apologeti corrono ai ripari (con l’Appendice su alcune confuse e inaffidabili "rettifiche" al messaggio del 1° ottobre 1981); Mirjana cambia il suo racconto(1) Ho scelto padre Petar. Anzi no, (2) Le apparizioni per il suo compleanno; Quando Marija Pavlović confessò di aver mentito.

Nel 2008, quando la Congregazione per la dottrina della fede emanò i primi gravissimi provvedimenti disciplinari contro padre Tomislav Vlašić (si veda: Lodato dalla Madonna di Medjugorje e poi scomunicato: Tomislav Vlašić), il sito L’abateo impertinente documentò quanto segue: il principale sito internet italiano che raccoglieva, in versione multilingue, i messaggi di Medjugorje cancellò dalla raccolta in lingua inglese (solo in quella era infatti presente) il messaggio del 28 febbraio 1982 (tratto dal diario di Vicka), nel quale erano riportati i grandi elogi della Madonna di Medjugorje per padre Tomislav, per di più definito “guida” dei veggenti. Qui è visibile uno screenshot della pagina originaria. La presenza del messaggio prima del gennaio 2008 (mese in cui vennero emanati i provvedimenti a carico di padre Tomislav) viene confermata tramite il sito Archive.org.  

Ma vediamo un altro eloquente messaggio, che Ivanka asserisce di aver ricevuto in occasione della sua ultima apparizione quotidiana, quella del 7 maggio 1985:

 

Ivanka, la grazia che tu ed i tuoi fratelli avete ricevuto non l'ha ricevuta nessuno fino ad ora in terra!

[Il messaggio è riportato anche nel sito internet ufficiale della parrocchia di Medjugorje. Cfr. R. Laurentin, Raccolta cronologica dei messaggi, cit., p 228]

 

I "veggenti" sottolineano, in vari modi, di avere molta familiarità con la Madonna, ben sapendo quale reazione questo ingenera in chi crede alle loro parole:

Vicka: Quante volte ci ha abbracciato e baciato, ed anche noi con lei…
Padre Janko: Beati voi, Vicka!

[Janko Bubalo, Mille incontri con la Madonna. Le apparizioni di Medjugorje raccontate dalla veggente Vicka, EMP, 1986, p. 152]

Nel giugno 1983, il giornalista Renato Farina, che fu uno dei primissimi apologeti di Medjugorje in Italia, intervistò la "veggente" Marija e, a proposito dei suoi rapporti con i coetanei, riportò: "Marija […] ammette che verso di lei i compagni mostrano 'curiosità e un po’ di invidia'” [Mario Botta, Luigi Frigerio, Le apparizioni di Međugorje, Mimep-Docete, Pessano 1984, p. 15].

Sin dalle prime settimane, i "veggenti" dissero anche di conoscere alcuni esclusivi segreti, che si sarebbero dovuti realizzare presto e che, invece, tengono in ansia i devoti da svariati decenni ormai (il rimedio è naturalmente offerto dalla credenza nello stesso fenomeno di Medjugorje: L'angoscia e il sollievo: il vecchio trucco dei "segreti").

Nel 1982 (il mese non è precisato dalla fonte: R. Laurentin, Dernières nouvelles de Medjugorje n. 15, O.E.I.L., 1996, p. 19]), la "veggente" Marija Pavlović aveva casualmente appreso dell’esistenza di una “biografia” di Gesù e della Madonna messa per iscritto, alcuni decenni prima, dalla presunta mistica italiana Maria Valtorta.

Ebbene, dal gennaio 1983, cinque dei sei "veggenti" (ad esclusione di Mirjana, che aveva già terminato le apparizioni quotidiane) asserirono di aver iniziato a ricevere, anche loro, dalla Madonna un particolareggiato racconto della sua vita. Anche questo è un modo (con diversi precedenti) per presentarsi come eletti e depositari di conoscenze esclusive.

Anzi, molto esclusive, visto che tale biografia medjugorjana della Madonna non è stata mai divulgata.

Peraltro, bisognerebbe parlare al plurale di cinque diverse biografie della Madonna, visto che ciascuno dei "veggenti" di Medjugorje dice di aver trascritto il presunto racconto in archi di tempo di diversa lunghezza. Il privilegio del racconto più particolareggiato spetterebbe a Vicka, che avrebbe trascritto la biografia, in tre quaderni, per oltre due anni, dal 7 gennaio 1983 al 10 aprile 1985 [cfr. Vicka Ivankovic-Mijatovic con don Michele Barone, A Medjugorje con Maria. I segreti che la Madonna mi ha affidato, Piemme, 2015, p. 145].

A tal proposito, leggiamo questo dialogo del marzo 1984, tratto dal famoso libro-intervista con Vicka del francescano Janko Bubalo:

 

        Padre Janko: [...] è strano [...] che la Madonna a te continui ancora a narrare la sua vita.

[...]

Vicka: Ti ho fatto vedere anche il quaderno dove scrivo.

Padre Janko: Sì, ma solo da lontano e la copertina! Solo per stuzzicarmi con quel quaderno...

Vicka: Beh, che posso farci? Più di così non mi è permesso.

[…]

Padre Janko: Ritieni invece che un giorno ti sarà permesso di darlo?

Vicka: Penso di sì; lo farò di sicuro. E ti ho promesso che tu sarai il primo a cui lo farò vedere.

Padre Janko: Se sarò vivo!

[J. Bubalo, Mille incontri con la Madonna, cit., pp. 198-199]

Vicka fa quindi intendere al povero padre Janko (allora settantunenne, essendo nato nel 1913) che la pubblicazione sarebbe potuta avvenire negli anni successivi.

Ne sono passati di decenni... 

Scriveva l’apologeta di Medjugorje padre Livio Fanzaga nel 2010:

 

In merito ai tre quaderni, sono fermamente convinto che Vicka sia sincera quando afferma di averli scritti, però nessuno li ha mai visti. Una volta, durante un’intervista a Radio Maria, ho chiesto a Vicka di farmi vedere questi quaderni, ma lei ha detto "la prossima volta", e io aspetto ancora adesso… Però sono sicuro che sia tutto vero, la conosco e so di potermi fidare.

[Livio Fanzaga, I segreti di Medjugorje, Piemme, 2010, p. 197] 

 

*****

Con il passare del tempo, si evidenziò, da parte di singoli "veggenti", la tendenza ad asserire di aver ricevuto anche particolari doni e privilegi personali.

Quando questo accadde, non a caso si manifestarono gravi dissidi nel gruppo. Il che la dice lunga sulla natura strumentale di tutti questi doni e privilegi.

Padre Janko Bubalo, rivolgendosi alla sua giovane amica Vicka, le fece presente, nel corso della lunga intervista a puntate realizzata tra il 1983 e il 1984:

Padre Janko: È noto a molti, e a me in particolare, che voi veggenti alle volte non vi sopportate a vicenda. Ma è un fatto che quasi mai appare esternamente.

Vicka: Che possiamo farci? Siamo anche noi comuni mortali.

[J. Bubalo, Mille incontri con la Madonna, cit., p. 110] 

 

Più avanti:

 

Padre Janko: Vicka, è generalmente conosciuto, e anche tu me ne hai un po’ parlato, che tra voi veggenti ci sono stati spesso dei disaccordi; è una cosa normale.

Vicka: Va bene. Dei nostri disaccordi si parla. Per gli altri invece, anche se si prendono a botte, non ci si bada. Cosa vuoi che ti dica? 

[Ivi, p. 153]

Cosa ci fosse di "normale" nel fatto che delle persone (all'epoca ormai perlopiù maggiorenni), le quali dicevano di ricevere insegnamenti ogni giorno direttamente dalla Madonna (per la dottrina cattolica, "Sede della Sapienza"), avessero spesso disaccordi o non si sopportassero, lo sapeva solo padre Janko. 

I dissidi personali sono in parte documentati nella Cronaca parrocchiale delle apparizioni (per un piccolo approfondimento rimando al mio La verità su Medjugorje. Il grande inganno, p. 167 e ss.). Si evince, in particolare, che Vicka e Ivan fossero accomunati dall'opposizione a Mirjana, ma anche Ivanka entrò nella competizione.

L'anno-chiave è il 1983.

Alla fine del 1982, il 25 dicembre, Mirjana aveva asserito che erano terminate le sue apparizioni quotidiane.

Laurentin, consultando la Cronaca parrocchiale in relazione ai primi giorni di gennaio del 1983, scrive:

 

 

Ivan pensa che le apparizioni siano cessate per Mirjana perché essa non pregava abbastanza al di fuori delle apparizioni.

[R. Laurentin, Raccolta cronologica dei messaggi, cit., p. 175]

Insolitamente, Laurentin non sta riportando direttamente il testo della Cronaca ma una sua sintesi. Il fatto è che, così facendo, presenta come un pensiero di Ivan quelle che invece, a dire dello stesso Ivan, erano esplicite parole della Gospa (la Madonna).  

Ecco il contenuto della relativa pagina della Cronaca, compilata da padre Vlašić:

 

Ivan mi ha confermato ciò che Vicka ha raccontato di Mirjana. Anzitutto, anche lui è convinto che la Gospa ha cessato di apparirle a causa della sua condotta. Egli è l’unico dei veggenti al quale la Gospa ha detto qualcosa di concreto, prima dell’anno nuovo, riguardo a Mirjana e alla fine delle apparizioni. 

Dice che la Gospa si è lamentata della condotta di lei. Gli ha detto pressappoco questo: Al di là della preghiera durante la visione, tutto il giorno non prega per niente. Io darò ad ognuno secondo i suoi meriti.

[Kronika, cit., vol. I, 4/1/1983, pp. 349-350.

Testo originale: Ivan mi je potvrdio ono što je Vicka pričala za Mirjanu. Najprije, i on je uvjeren da joj se prestala Gospa ukazivati zbog njezina ponašanja. On je jedini od vidjelaca komu je Gospa prije Nove godine progovorila nešto konkretno o Mirjani i prestanku ukazanja. Kaže da mu se Gospa potužila na njezino ponašanje. Rekla mu je otprilike ovo: „Osim molitve za vrijeme viđenja cijeli dan ništa drugo ne moli. Ja ću svakomu dati po njegovim zaslugama“.]

 

La reazione di Mirjana arriva appena sei giorni dopo.

Il 10 gennaio 1983, infatti, Mirjana viene intervistata da padre Vlašić e racconta la sua ultima apparizione quotidiana (l'intervista, registrata su nastro, fu pubblicata in due libri apologetici: Svetozar Kraljević OFM, The Apparitions of Our Lady at Medjugorje, Franciscan Herald Press, Chicago, 1984, pp. 121-140, e Lucy Rooney SND, Robert Faricy SJ, Mary Queen of Peace, Alba House, New York, 1984, pp. 49-79):

Poi lei mi disse... che mi avrebbe fatto un dono molto prezioso. Mi promise che mi sarebbe apparsa ad ogni mio compleanno, finché fossi vissuta. Indipendentemente dal segno e da qualsiasi altra cosa. Aggiunse anche che mi apparirà quando dovrò affrontare qualche situazione difficile [...]. Verrà lei ad aiutarmi.

[L. Rooney, R. Faricy, Maria Regina della Pace, Ancora, Milano, 1984, pp. 67-68]

 

Quindi un dono del tutto speciale per ogni compleanno, più un soccorso personale per le situazioni difficili.

Se i compagni mettono in giro maldicenze sul suo conto, Mirjana quindi reagisce "dimostrando" di essere invece prediletta dalla Madonna (poi Mirjana, molti anni dopo, resasi conto di avere esagerato, riuscirà a peggiorare la situazione contraddicendosi irrimediabilmente a questo proposito: Mirjana cambia la storia (2): Le apparizioni per il suo compleanno).

 

Poche settimane dopo, Ivan, dal canto suo, cerca di farsi valere asserendo di essere stato portato fisicamente in paradiso (analogamente a quanto peraltro Vicka e Jakov avevano già detto che fosse accaduto loro nel novembre 1981 [cfr. J. Bubalo, Mille incontri con la Madonna, cit., p. 193]). Si legge infatti nella Cronaca, in data 6 marzo 1983, che Ivan "recentemente ha avuto l’esperienza dell’assenza fisica; la Gospa l’ha portato in paradiso, ha detto" [Kronika, cit., vol. I, pp. 402-403].

Tre mesi dopo, il 4 giugno 1983, è Ivanka a farsi avanti, dichiarando di aver ricevuto un dono esclusivo. Leggiamo dalla Cronaca: 

Ivanka mi ha detto che la Gospa ha cessato di narrarle la sua vita il 22/V/1983. A lei la Gospa ha affidato un alfabeto ignoto con le lettere corrispondenti della lingua croata (ha detto che lei le ha detto che è la prima volta nella storia che una cosa del genere viene data a qualcuno).

[Kronika, cit., vol. II, 4/6/1983, pp. 500-501. Cfr. Ogledalo Pravde, cit., pp. 122-123.

Testo originale: Ivanka mi je rekla da joj je Gospa 22. V. 1983. prestala pričati svoj život. Njoj je Gospa povjerila nepoznatu abecedu s odgovarajućim slovima hrvatskog jezika (Reče da joj je rekla da je nešto tako prvi put u povijesti nekomu dano).]

 

Ivanka dichiarò espressamente, ad una commissione di tre psichiatri cattolici inviati dall'Associazione Regina della Pace (A.R.PA.), di aver utilizzato il foglio contenente il codice segreto per scrivere dei messaggi che la Madonna le aveva dato, ma "sia questo foglio che i diari scritti in codice (11 quaderni) devono per il momento rimanere segreti" [P. Cavalleri, G. Roth, W. Poltawska, Relazione dell’indagine psichiatrica clinica e diagnostica condotta sui veggenti di Medjugorje, stampata in proprio dall’A.R.PA , Paina 1986, p. 12].

Undici quaderni segreti... È chiaro che Ivanka si voleva presentare come la confidente privilegiata della Madonna.

La notizia del “codice segreto” di Ivanka viene confermata anche da padre Janko Bubalo, che però, naturalmente, non ha mai visto tale dono celeste, nemmeno da lontano:

Padre Janko: Ivanka dice che è stata la Madonna a suggerirle una scrittura particolare, cifrata, e lei ha scritto tutto in questo modo. Questo per me è molto interessante. Più volte ho cercato di scoprire in qualche modo questo metodo, ma non ci sono riuscito. Ho pregato Ivanka di farmelo vedere almeno da lontano, ma mi ha risposto che la Madonna non le permette neppure questo.

[J. Bubalo, Mille incontri con la Madonna, cit., p. 198]

Ma non finisce qui, perché Mirjana, due anni dopo, rilancerà, dicendo di aver ricevuto un dono personale ancora più esclusivo e particolare:

Il 25 giugno 1985 Mirjana svelò come sarebbe avvenuta la rivelazione dei segreti, rispondendo a dei pellegrini italiani:

La Gospa (la Madonna) mi ha consegnato un semplice foglietto speciale sul quale sono scritti i dieci segreti. [...] È visibile. Si può toccare ma non si vede la scrittura. Al momento opportuno, consegnerò il foglietto al sacerdote scelto. Egli riceverà la grazia per leggere solo il primo segreto, più tardi gli altri.

[R. Laurentin, Le apparizioni di Medjugorje continuano, Queriniana, 1986, p. 33]

 

Da notare che Mirjana Dragićević-Soldo si ricordò di fornire tutti questi particolari con due anni e mezzo di ritardo, visto che, nella sua autobiografia, asserisce di aver ricevuto tale "foglietto" nel corso della sua ultima apparizione quotidiana, quella del 25 dicembre 1982 [cfr. Mirjana Soldo, Il Mio Cuore Trionferà, Dominus Production, 2016, p. 166-167].

 

 

Perché poi la Madonna dovrebbe dare a una veggente un codice segreto e ad un’altra, invece, un foglio "magico", per adempiere a scopi analoghi? Tutto si spiega nel momento in cui si comprende ciò che in un mondo normale dovrebbe essere dato per scontato: si tratta di invenzioni (alquanto puerili, si direbbe) di persone che vogliono “dimostrare”, agli occhi della comunità dei fedeli, di essere state scelte dalla Madonna per ricevere un privilegio personale e giocano al rialzo nei confronti delle affermazioni dei compagni. 

 

 

*****

Torniamo per un momento ad analizzare certe costanti comportamentali umane in ottica antropologica.

Quando il dono presuntamente ricevuto dalla figura celeste è un oggetto concreto, per apparire più convincenti nei confronti dei credenti è tipico sostenere che esso è diverso dagli altri, comunemente conosciuti. 

Riguardo allo scudo di Giove, da cui siamo partiti, "nessuno degli Italici ne aveva mai visto uno di tale foggia", ci tramanda uno storico antico (Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, 2, 71).  

 

A Medjugorje, come abbiamo visto, Ivanka ci tiene a sottolineare, a proposito del suo codice cifrato, che " è la prima volta nella storia che una cosa del genere viene data a qualcuno".

Mirjana dice, a proposito del "foglietto speciale":

 

 

È fatto di una materia che non si può descrivere. Sembra carta, ma non è carta. Sembra stoffa ma non è stoffa. [...]  Mio cugino, ingegnere in Svizzera, l’ha esaminato ma non è riuscito a identificare la materia.

[R. Laurentin, Le apparizioni di Medjugorje continuano, Queriniana, 1986, p. 33]

 

 

Naturalmente, sono affermazioni irricevibili, dato il contrasto tra l'enormità dell'affermazione e la mancanza assoluta di prove, tanto più che Mirjana non ha nemmeno mai voluto mostrare in pubblico tale foglio "miracoloso" (che però asserisce di aver mostrato al cugino ingegnere,  a una cugina e a un'amica - tutti rigorosamente anonimi - senza che abbiano potuto leggerne il contenuto: Mirjana e la pergamena magica...).

Peraltro, la commissione pontificia di indagine, da un lato, ha espresso perplessità nei confronti dei "segreti" di Medjugorje ("Tra i tanti elementi problematici ed ambigui, quel che assume senza dubbio un peso maggiore, alla luce degli eventi del passato, è la forma tipica del 'segreto'" [Relazione finale, pubblicata da S. Gaeta in Dossier Medjugorje, San Paolo Edizioni, 2020, pp. 79-80]) e di conseguenza, necessariamente, anche nei confronti della "pergamena" che dovrebbe contenere i segreti.

Dall'altro, non ha chiesto di vederla e tanto meno di farla esaminare (nella Relazione non viene nemmeno mai nominata).

Il che può essere interpretato solo in un modo: non si è voluta "inchiodare" in maniera definitiva e senza appello la "veggente".

La commissione di indagine ha preferito non indagare. Non si scappa...

 

 

Per Luigina Sinapi, invece, secondo una tradizione puramente orale, ci sarebbero le fantomatiche e fantasmagoriche analisi dell'agenzia aerospaziale statunitense (!), che avrebbe perfino stabilito che la donna fotografata era dei tempi di Gesù... 

Pina Nuccetelli Sinapi:

Ho visto spesso la foto; so che è stata fatta analizzare dal personale della NASA, che stabilì che era un ritratto di donna di tipo semitico vissuta ai tempi di Gesù.

[Il granellino di senape. Serva di Dio Luigina Sinapi (bollettino dell'associazione privata di fedeli "Amici di Luigina Sinapi"), 2004, p. 28]

 

 

Suor Maria Rosaria Calabrese scrive il 26 marzo 2001: 

Ho saputo anche che fu analizzato il materiale delle foto dal Prof. Medi, il quale lo fece studiare anche in America e non riuscì ad identificarne il tipo.

[Ivi, p. 29]

 

Naturalmente, non c’è traccia di queste affermazioni prima del 1974, anno della scomparsa del professor Enrico Medi (che aveva avuto Luigina come segretaria per un certo periodo).  

*****

A Medjugorje, dopo i primi anni, le priorità sono cambiate.

Dalla fine degli anni Ottanta, sul desiderio di distinguersi, ha preso il sopravvento la "professionalizzazione" dell'attività di veggente.

Questo è provato dal fatto che i veggenti non elaborano più, negli ultimi decenni, racconti di loro mirabolanti esperienze (nuovi viaggi nei regni ultraterreni, nuovi doni o particolari privilegi ricevuti dalla Madonna, al di là delle "apparizioni"), ma si limitano alla diffusione di collaudati e ripetitivi messaggi. In realtà ben pochi, rispetto al numero di apparizioni che dicono di avere: sulla base della situazione attuale, i sei veggenti di Medjugorje continuerebbero ad avere complessivamente, ogni anno, circa 1.100 "colloqui" celesti, di cui non si comprende quale sarebbe il senso, visto che i messaggi trasmessi ai fedeli sono solo una ventina all'anno (Ivan ha presentato la Madonna come una consulente personale asserendo, in merito ai suoi quotidiani e pluridecennali "colloqui": "La Madonna mi parla di alcuni argomenti personali e mi dà consigli su cosa è giusto fare. [...] I messaggi sono per me e la mia famiglia" [Livio Fanzaga, Gianni Sgreva, I messaggi della Regina della Pace, Shalom, 2010, p. 115]). 

Vicka, in verità, ha fatto, nei suoi due libri, dei timidi (ma ripetuti) tentativi di accreditarsi come taumaturga e guaritrice in bilocazione (quindi, in sostanza, come santa), coprendosi però le spalle con l'asserire di non essere stata cosciente di quelle presunte bilocazioni e di limitarsi a riportare quanto dettole da anonimi pellegrini [cfr. Vicka Ivankovic-Mijatovic, Maria mi parla. La mia storia, Piemme, 2014, p. 153 e Vicka Ivankovic-Mijatovic con don Michele Barone, A Medjugorje con Maria. I segreti che la Madonna mi ha affidato, Piemme, p. 174].

Quindi, comune mortale o forse taumaturga. A seconda dei casi.

Di sicuro, per il fatto stesso di essere ritenuti veggenti, essi vengono tuttora visti come "divi" da molti devoti, come i primi 30 secondi del seguente video testimoniano. I fedeli (naturalmente, perlopiù italiani) richiamano l'attenzione di Mirjana, sperando di ricevere da lei almeno uno sguardo, cercano di toccarla (o di farle toccare le proprie corone del Rosario),  come fosse una taumaturga:

 

 

Come anche queste immagini aiutano a capire, se il veggente inganna, fa leva, perlopiù, sui bisogni delle persone, le quali, di conseguenza, si attaccano al "veggente" stesso.

Per inciso, quel 2 ottobre 2014, Mirjana stava andando ad un'"apparizione", che avrà stando accanto al suo amico don Michele Barone (coautore di uno dei due libri scritti da Vicka), oggi ridotto allo stato laicale e condannato a 12 anni e 3 mesi di carcere per violenze e lesioni (per la documentazione, si veda la pagina I veggenti, l'amico prete condannato per violenza e lesioni e la Gospa che non li ha mai messi in guardia...).

Continua nella parte 9: La Madonna di Medjugorje e la guerra: nessuna profezia ma troppi silenzi

Marco Corvaglia

Pagina pubblicata il 23 novembre 2021

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