"Miracoli del sole", tra effetti ottici e effetti tecnici (Parte 1)

di Marco Corvaglia

Miracoli del sole o effetti naturali?

Nel lontano 1952 il gesuita tedesco G. J. Strangfeld rese noto un suo interessante studio, in cui riportò le conclusioni del dottor Karl Johann Stokl, professore di fisica e astronomia presso l'istituto Filosofico-Teologico Hochschule di Regensburg, che fu consulente del vescovo di Bamberg nell'analisi di presunti "miracoli del sole" avvenuti in quella diocesi.


Dichiara il professore:

 

Quando il sole è alto nel cielo, è pericoloso guardarlo, anche per pochi secondi. Quando il sole non è così alto, ovvero quando sottili strati di nuvole o l'umidità e la polvere si diffondono nell'atmosfera e ne attutiscono la luce, si può fissare il sole per vari minuti, senza danneggiare l'occhio. [...]
Sembra di vedere un disco di colore blu scuro davanti al sole (è il segno di uno stato di forte sollecitazione della retina). [...] Questo disco blu scuro è alquanto più piccolo del sole, pertanto il bordo del sole appare come un anello intorno al disco blu scuro.
Dopo di che si ha improvvisamente l'impressione che il sole ruoti a grande velocità in una o nell'altra direzione.
L'ho sperimentato più volte.
Tutto ciò costituisce una percezione soggettiva che non ha nulla a che fare con il mondo esterno. [...]
In base alle relazioni che mi sono state inviate circa il fenomeno del 13 giugno 1944, le persone hanno visto di tutto nel sole, perfino in base ai propri orientamenti politici: una donna che lavorava, una spada da combattimento, orologi che correvano molto velocemente, ruote che giravano e molti hanno visto perfino l'immagine di lui (Hitler!). Tutto ciò che si può immaginare.
[in (padre) Stanley L. Jaki, God and the Sun at Fatima, Real View Books, 1999, pp. 303-304. Lo studio integrale, intitolato Marienerscheinungen seit Fatima, fu pubblicato, in quattro parti, in altrettanti numeri di "Der Grosse Entschluss": dicembre 1951, pp. 82-85; gennaio 1952, pp.121-125; febbraio 1952, pp. 148-152; marzo 1952, pp. 180-181]

 


Il prof. Auguste Meessen, del dipartimento di Fisica dell'Università Cattolica di Lovanio (Belgio) ha analizzato questo tipo di fenomeni effettuando anche personalmente degli esperimenti, in Belgio.
Nel suo studio intitolato Apparitions and Miracles of the Sun, presentato al primo forum internazionale su "Scienza, Religione, Coscienza" (Porto, 23-25 ottobre 2003), espone quanto segue:

 

Nel novembre 2002 ho fissato il sole, verso le ore 16:00. Il sole era relativamente basso all’orizzonte e l’intensità della sua luce era attenuata, benché il cielo fosse sgombro di nubi. Potevo fissare il sole e fui sorpreso di vedere che il sole si trasformò immediatamente in un disco grigio, circondato da un anello brillante.
Il disco grigio era praticamente uniforme, mentre l’anello che lo circondava era piuttosto irregolare e fiammeggiante,ma non si estendeva oltre il disco solare. Coincideva con il suo contorno […]
Il sole era diventato grigio, poiché i miei occhi avevano immediatamente reagito alla sua grande luminosità con una automatica riduzione della loro sensibilità. Questo adattamento non è dovuto solo allo sbiancamento dei coni sensibili al colore presenti nella fovea, su cui è proiettata l’immagine del sole, ma anche a processi secondari […] Il potenziale transmembrana [dei fotorecettori] si modifica e questo cambiamento costituisce la risposta neurologica alla luce incidente. Questo sistema determina un controllo automatico ed altamente efficiente, che ci permette di vedere anche con una luce molto bassa o molto forte. Questo processo di adattamento è completamente inconsapevole. Ecco perché l’inaspettata visione di un disco grigio invece di un disco solare estremamente brillante può dare l’impressione, in un contesto di apparizioni, che non si tratti di un processo naturale.

 


L'anello luminoso è invece visibile proprio perché il bordo del sole è meno brillante e quindi la risposta inibitoria, da parte dei recettori, è meno forte. Prosegue infatti Meessen:

 

Anche l’anello brillante può essere spiegato. [...] Vicino al bordo del disco solare la parte inibitoria del campo recettivo copre parzialmente una zona dove l’intensità della luce è minore.
Il processo inibitorio è attenuato e la risposta media è intensificata. Visivamente, appare un bordo brillante.


A livello pratico, è utile anche la testimonianza, al di sopra di ogni sospetto, di padre René Laurentin, per almeno quindici anni il più noto difensore di Medjugorje a livello mondiale.
Egli racconta come un ufficiale medico suo amico gli spiegò che il riuscire a fissare il sole in determinate ore, vedendolo opalescente, è del tutto fisiologico. E glielo dimostrò un giorno in Bretagna. Ecco il racconto di Laurentin:

 

È un fenomeno naturale, mi ha detto, e te lo dimostro.
Una sera è venuto a Malestroit, in Bretagna, all'ora in cui il sole ancora splendente è vicino al tramonto (l'ora più propizia), e mi ha detto:
-
Guarda il sole!
- Non ci riesco, mi fa male agli occhi... Ma il mio interlocutore insisteva, ed era anche sicuro del fatto suo. Fissai dunque il sole ancora splendente. Lo splendore cessò come istantaneamente. Il disco divenne grigio-bianco, restando circondato da un anello di intensa luce irraggiante. Una reazione oculare.
[René Laurentin, 
La Vergine appare a Medjugorje?, Queriniana, 1991, p. 158]

Esiste poi la questione del cambiamento di colore.
I colori di cui parlano le testimonianze (rosso, giallo, verde, blu) corrispondono a ben precise alterazioni della percezione cromatica, per il fenomeno della "cromatopsia": più specificamente, "eritropsia" (visione del rosso) , "xantopsia" (visione del giallo), "cloropsia" (visione del verde), "cianopsia" (visione del blu).
Il professor Meessen, come già aveva fatto il suo collega Stokl in Germania negli anni Cinquanta, ha voluto verificare di persona questi effetti, in Belgio:

 

In un secondo esperimento, realizzato alle ore 15, nel dicembre del 2002, ho fissato il sole per molto più tempo. Dopo alcuni minuti, ho visto dei colori impressionanti, con un diametro di due o tre volte superiore a quello del sole. Cambiavano, ma erano principalmente rosa, blu scuro, rosso e verde.
Più lontano, il cielo diventava progressivamente più luminoso. Mi sono fermato poiché era chiaro che questi colori derivavano dal fatto che i pigmenti sensibili al rosso, al verde e al blu si saturano e si rigenerano ad una diversa velocità. Inoltre, è ben noto che i campi recettivi combinano le risposte dei coni per formare le coppie antagoniste blu-giallo, rosso-verde, bianco-nero.

 


Naturalmente, è verosimile che i tempi di reazione possano variare da soggetto a soggetto.

 


L'effetto di pulsazione deriva "dall’alternarsi di attività eccitatoria ed inibitoria [nella corteccia visiva, n.d.t]", osserva Meessen, che aggiunge:

 

Dopo circa un quarto d’ora, il sole appare nuovamente “normale”. Troppo brillante per poter essere fissato con continuità. Questo significa in realtà che i pigmenti che hanno subito lo sbiancamento si sono rigenerati e che i processi biochimici secondari per un certo periodo di tempo non entrano in atto.

 


Lo studio integrale (in lingua inglese) è disponibile qui.

 


E' evidente che quando ci si trova in luoghi considerati "miracolosi" c'è sempre gente che cerca di fissare il sole (a Medjugorje i pellegrini hanno l'abitudine di farlo specialmente in coincidenza con l'orario delle apparizioni), per cui prima o poi, creandosi le condizioni necessarie, si percepisce il fenomeno e si invitano gli altri presenti a fare lo stesso: di questi, alcuni "vedranno" e altri non "vedranno" (verosimilmente, in base alla propria sensibilità retinica alla luce).
Quando non ci si trova in luoghi di questo genere, invece, è difficile che ci si metta a fissare il sole.

 

Quanto fin ora detto non deve far dimenticare che fissare il sole è comunque un'attività potenzialmente pericolosa per la retina, come documentato anche da vari studi scientifici specifici su Medjugorje:

 


- Ralph R. Nix e David J. Apple, Solar Retinopathy from Sungazing in Medjugorje ("Retinopatia prodotta dal fissare il sole a Medjugorje"), pubblicato sul Journal of the Louisiana State Medical Society, agosto 1987, volume 139, n. 8, pp 36-40;


- Randy V. Campo, Jack O. Sipperley, Gary Hall, J. Alan Rappazzo, Medjugorje Maculopathy ("Maculopatia di Medjugorje"), New England Journal of Medicine, Volume 318, Numero 18, Maggio 1988, p. 1207;


- M. Hope-Ross, S. Travers, D. Mooney, Solar Retinopathy Following Religious Rituals, British Journal of Ophthalmology, agosto 1988, 72, pp. 931-934.

 


Esaminando questa letteratura medica, inoltre, si constata che anche le persone che riportano danni dal fissare il sole percepiscono gli stessi identici fenomeni "miracolosi" di cui abbiamo sin ora parlato (macchia scura o grigiastra al centro del sole, brillantezza del bordo, apparenti pulsazioni, visione di colori o "cromatopsia").

 

*****

 


Il fisico del CNR Valerio Rossi Albertini, il 2 gennaio 2018, ospite della trasmissione Storie Italiane, su RAI 1, evidenzia come questi cosiddetti "miracoli del sole" non abbiano alcun carattere di oggettività:

 

 

 

È chiaramente esemplificativo ciò che accadde il 14 maggio 2009 ad un gruppo che prese parte al pellegrinaggio organizzato dall'attivista di Medjugorje Paolo Brosio.
Mentre le persone in questione erano sul ponte di Mostar (40 km da Medjugorje) si verificò quanto testimoniato dalle immagini che seguono, contenute nella prima parte del video. Nella seconda parte, una pellegrina, in albergo, mostra delle immagini del sole da lei ottenute, in quegli stessi momenti, con un iPhone:


 

 

 

Riguardo alla prima parte del filmato è da sottolineare quanto segue: come si può facilmente constatare, la videocamera non ha registrato alcuna alterazione nel sole. Il che costituisce un ulteriore indizio della natura fisiologica del fenomeno.
Riguardo al colore rosso di cui si parla nel filmato, in particolare, si può aggiungere che l’”eritropsia” è, per l'appunto, così definibile: "Visione rossa a seguito dell'esposizione ad una intensa luce bianca" [in Photoprotection of the eye – UV radiation and sunglasses, del dottor David H. Sliney, dell' "US Army Center for Health Promotion & Preventive Medicine, Aberdeen Proving Ground, Maryland", Journal of Photochemistry and Photobiology B: Biology, Volume 64, numero 2-3, 15 Novembre 2001, pp. 166-175].

 


Inoltre, che si sia trattato di una semplice reazione oculare derivante dal fatto che i pellegrini hanno fissato il sole, appare ulteriormente provato dalla constatazione che nessun mass media della regione risulta aver dato notizia di alcun fenomeno anomalo riscontrato dalla popolazione in data 14 maggio 2009.

 

Continua nella pagina: "Miracoli del sole", tra effetti ottici e effetti tecnici (Parte 2)

Copyright © Marco Corvaglia. Riproduzione riservata

Ecco il link al video del servizio su Medjugorje (con la mia partecipazione) mandato in onda dalla trasmissione Le Iene su Italia 1 il 26 marzo 2021.