Dottori di parte (Parte 2)

di Marco Corvaglia

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Quelli che subiscono il “fascino” dei veggenti…

Dicembre 1984: Vicka insieme al medico ortopedico Luciano Cappello

 


Il gruppo di studio del’A.R.PA (Associazione Regina della Pace) fu fondato il 28 marzo 1985 da alcuni medici lombardi appartenenti al movimento di Comunione e Liberazione (ad essi saranno aggregati pochi “esterni”, come il dottor Marco Margnelli). Tutto ciò non appare casuale: Il Sabato, il settimanale di Comunione Liberazione, nel periodo dal 17 ottobre 1981 al 6 dicembre 1983, aveva pubblicato ben sette articoli a sostegno di Medjugorje.

 

La seguente video-intervista a Vicka è stata eseguita, nel dicembre del 1984, a casa della veggente, da un membro dell’ A.R.PA, l’ortopedico Luciano Cappello, di Varese. Egli aveva semplicemente assistito, come un semplice pellegrino, a tre apparizioni, nel corso dello stesso anno (cfr. L. Frigerio et al., Dossier scientifico su Medjugorje, Associazione Regina della Pace, 1986, p. 18).

 


Ebbene, ciò che ciascuno può notare è che il medico si pone nei confronti di Vicka non come un ricercatore, interessato ad intraprendere un’indagine critica, ma come un “ammiratore” della veggente ed un devoto della Madonna di Medjugorje (del resto, il cardiologo Mario Botta, di Milano, collaboratore dello stesso gruppo di studio, attuava già nel marzo del 1983 [cfr. R. Laurentin, H. Joyeux, Scientific and Medical Studies on the Apparitions at Medjugorje, Veritas, 1987, p. 16] il digiuno del mercoledì e del venerdì, richiesto dalla Gospa, e lo stesso responsabile del gruppo, il ginecologo Luigi Frigerio, era andato in pellegrinaggio a Medjugorje nell’aprile del 1983 [L. Frigerio et al., Dossier scientifico, cit., p. 7], due anni prima di iniziare i test medici sui veggenti).


 

 

 

A puro titolo d’esempio, il dottor Cappello (rivolgendosi all’interprete) dice [a 0:49]:

 

Noi, a maggio, quando eravamo stati qua, ci eravamo molto meravigliati poiché lei [Vicka] ci ha detto che pregava almeno quattro ore al giorno. E allora, dopo tante discussioni e dopo tanto impegno, abbiamo capito come si possa arrivare. Vorremmo che questo nostro impegno durasse effettivamente per tutta la nostra vita, con maggiore intensità.

 


Oppure [a 6:24]:

 

Sappiamo che lei insieme al suo gruppo ha avuto le visioni straordinarie dell’inferno e del paradiso. Sappiamo, per esempio, che Ivanka ha visto la mamma in paradiso.

 


In quel periodo Vicka asseriva che la Madonna le stava dettando la propria vita. Il dottore dice [a 4:25]:

 

Sappiamo che lei sta raccogliendo il racconto della Madonna come madre del Salvatore, e la vediamo molte volte sorridere durante le riprese filmate, però sappiamo che la storia della mamma del Salvatore non è stata solo piacere, gioia, soddisfazione: ci sono stati dei momenti di grossa sofferenza. Noi però la vediamo sorridere. Perché?

 


Vicka risponde [a 5:57]:

 

Quando sono con la Gospa rido sempre. Penso, qualunque cosa lei racconti, io rido sempre. O è una cosa bella o una cosa brutta, è uguale.
[Versione originale: Kad je uz Gospom, uvik se smijem. Mislim, bez obzira šta pričala da pričala, ja se vazda smijem. Ili dobro ili loše, isto.]

 


Il dottore sorridendo commenta:

 

È molto bello.

 

 

*****

 


Il terzo gruppo di studio (1998) produsse un dossier nel quale un membro dell’équipe, il dottor Giovanni Li Rosi, ginecologo presso l’ospedale di Varese ed esperto in ipnosi, scrive:

 

Non ero mai stato a Medjugorje né avevo programmato di andarci. Ma, da quanto riferito da colleghi ed altre persone, che si erano recati più volte nel luogo delle apparizioni, e dalle numerose notizie riportate dalla stampa, mi ero fatto l’idea che qualcosa di particolarmente significativo doveva accadere in quella terra.
[A. Resch, G. Gagliardi, I Veggenti di Medjugorje. Ricerca psicofisiologica, cit., p. 17]

 


L’idea che il dottore si era fatto, sulla base dei racconti, influenza chiaramente il modo nel quale egli guarda ai veggenti. Ecco il lirismo con cui egli descrive l’apparizione avuta da Marija il 23 aprile 1998, a Capiago Intimiano (Como):

 

Poche decine di secondi e tutto finisce. Marija ritorna alla realtà. Si spalancano le porte del salone e i bambini la prendono d’assalto. Sembra felice. È felice. Si guarda intorno e ci guarda col sorriso. Ci vede impegnati e sembra quasi volersi scusare di tutto quel lavoro, del nostro disagio per un’incredibile esperienza tutta sua.
Ma è così.
[Ivi, p. 25]

Marco Corvaglia

Articolo pubblicato l'8 maggio 2008. Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2021

 

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Ecco il link al video del servizio su Medjugorje (con la mia partecipazione) mandato in onda dalla trasmissione Le Iene su Italia 1 il 26 marzo 2021.