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Recensione del libro di mons. Ratko Perić, vescovo emerito di Mostar, Virgin Most Prudent: On Medjugorje Out of Love for the Truth

di Marco Corvaglia

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E’ appena stato pubblicato il libro di S.E. mons. Ratko Perić Virgin Most Prudent: On Medjugorje Out of Love for  the Truth [Vergine Prudentissima: su Medjugorje per amore della verità] (Varaždinske Toplice, Tonimir, 2026).

Si tratta di un testo importante, perché Perić è stato vescovo di Mostar per ben 27 anni (dal 1993 al 2020) e pertanto ha una conoscenza diretta e approfondita dei fatti di cui tratta.

Com’è noto, mons. Perić ha sempre espresso apertamente la sua posizione critica nei confronti di Medjugorje. Perché lo ha fatto?  E perché continua a farlo ancora oggi, ottantaduenne e da sei anni a riposo per raggiunti limiti di età?

La risposta è nel sottotitolo: per amore della verità.


Qualcuno potrebbe obiettare che è facile sentirsi paladini della verità e ancor più facile definirsi tali.  Esistono però due criteri che possono aiutare a distinguere chi opera realmente nella verità e per la verità e chi invece è vittima di preconcetti, illusioni, autoinganni, per non parlare della malafede.


Un fatto su cui pochi hanno riflettuto (o pochi hanno avuto il coraggio di ammettere) è che, dal punto di vista umano, le suddette posizioni critiche hanno portato a Perić solo ed esclusivamente pene, amarezze e sofferenze personali.


Avrebbe potuto gloriarsi di fronte al mondo cattolico di essere il vescovo responsabile della diocesi prescelta da Dio nell’età contemporanea. Avrebbe potuto cercare compromessi, come quelli suggeriti dalla Commissione pontificia d’indagine (2010-2014) e attuati dal Dicastero per la dottrina della fede nel settembre 2024 con la Nota “La Regina della Pace” circa l’esperienza spirituale legata a Medjugorje.

Invece ha preferito essere guardato con poca simpatia e osteggiato da schiere di devoti di tutto il mondo che nel fenomeno di Medjugorje ritengono di percepire il soprannaturale.


Si può negare che chi assume posizioni che vanno contro i propri interessi personali (nel caso specifico, contro l’amor proprio) sia particolarmente credibile e degno di attenzione?


Il secondo criterio di verità, quello decisivo, ci porta dritti al contenuto del libro. La versione dei fatti nota ai pellegrini che convergono a Medjugorje è quella apologetica ed è basata costitutivamente su racconti parziali, omissivi, imprecisi e talvolta infondati.


Perić attinge ai documenti originali conservati negli archivi della Curia di Mostar per ricostruire in particolare i primi 5-10 anni del fenomeno, facendo presenti al lettore fatti ed eventi inconfutabili che ben illustrano che cos’era originariamente Medjugorje e chi erano gli allora giovani protagonisti, con le loro incoerenze, contraddizioni e ingenue improvvisazioni.


Tutto ciò è di capitale importanza, perché, come ho avuto modo di concludere nella prefazione che ho avuto l’onore di scrivere (un'ulteriore prefazione è stata affidata al professor don Manfred Hauke), e come qui ripeto e sottolineo, un albero si riconosce non solo dai frutti, ma anche dalle radici. 

Comunicato stampa.

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