Pseudomisticismo e "lacrime" della Madonnina di Civitavecchia: indagine critica  (Parte 1)

di Marco Corvaglia

 

Il giudizio della commissione e quello della contro-commissione

La statuina della famiglia Gregori, ora custodita in una teca blindata nella chiesa di Pantano di Civitavecchia

 

Molti fedeli ritengono che una statuina della Madonna, proveniente da Medjugorje, abbia iniziato a lacrimare sangue il 2 febbraio 1995 nei pressi di Civitavecchia. Essa gode di una certa notorietà anche perché, come è documentato, papa Giovanni Paolo II la volle venerare, in forma strettamente privata e riservata, la sera del 9 giugno 1995, facendosela portare nella propria residenza dal vescovo di Civitavecchia, mons. Girolamo Grillo.

 


La commissione d’inchiesta diocesana concluse i suoi lavori il 22 novembre 1996 e votò, a maggioranza, a favore della soprannaturalità dell’evento. Un membro espresse parere contrario (si tratta di padre Ernesto Piacentini: "Elementi di soprannaturalità del fatto, non solo non li riscontriamo, ma addirittura riteniamo di doverli escludere decisamente" [S. Gaeta, Civitavecchia, Edizioni San Paolo, 2018, p. 41]), tre espressero parere "sospensivo o dubitativo" e gli altri sette parere "affermativo o non contrario" [cfr. R. Caniato, La Madonna si fa la strada. Civitavecchia, nel tempo di Maria, Ares, 2005, pp. 198-199].

 

Tuttavia, il 27 ottobre 1997 l'allora Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, cardinal Joseph Ratzinger, scrisse al vescovo di Civitavecchia che la Congregazione, a seguito di "importanti rilievi" sull'operato della commissione diocesana, aveva deciso di istituire una nuova commissione:

 

Nella Riunione Ordinaria dell'8 ottobre scorso, gli Eminentissimi cardinali [...] hanno ritenuto che sia necessario che sia istituita una nuova Commissione i cui membri [...] saranno nominati dal Cardinale Camillo Ruini, nella sua qualità di Presidente della Conferenza Episcopale del Lazio e Vicario del Papa [...].
Questo Dicastero pertanto - in attesa che sia creata tale nuova Commissione, la quale svolgerà il suo compito tenendo presenti alcuni importanti rilievi emersi nel corso della predetta Riunione degli Em.mi Padri - esorta l'Eccellenza Vostra ad astenersi da ogni pubblica dichiarazione in base alla quale i fedeli possano dedurre che i fatti concernenti la cosiddetta "Madonnina di Civitavecchia" abbiano ottenuto il riconoscimento ufficiale dell'autorità ecclesiastica.
[Mons. Girolamo Grillo, La vera storia di un doloroso dramma d'amore. La Madonnina di Civitavecchia, Shalom, 2011, pp. 164-165]

 


Nel 2000 il vescovo Grillo fu informato in maniera riservata dal cardinal Ruini [cfr. L. Regolo, Le lacrime della Vergine, Arnoldo Mondadori Editore, 2014, p. 80] che la commissione si avviava a pronunciarsi per il non constat de supernaturalitate (non è evidente la soprannaturalità).
Mons. Grillo, pertanto, alcuni mesi dopo, il 28 febbraio 2001, scrisse un'accorata lettera a Giovanni Paolo II:

 

Un eccellentissimo membro della Conferenza episcopale laziale mi ha messo in avviso che la Congregazione per la Dottrina della fede starebbe per chiudere la questione della lacrimazione di sangue della "Madonnina di Civitavecchia" con la dichiarazione: "Non constat de supernaturalitate". Una dichiarazione del genere arrecherebbe non poco danno alla grande devozione già di fatto instauratasi da parte dei fedeli di tutto il mondo, con forte scandalo delle anime e con grave danno per la Chiesa. Essa darebbe esca alla grande stampa, a tutti i mass-media e specialmente agli anticlericali, anche a livello internazionale, di mettere in dubbio la parola del vescovo di Civitavecchia e anche di ridicolizzarlo, poiché egli ha detto sempre (e lo ripeterà fino alla morte) che la Madonnina ha veramente pianto nelle sue mani.
[Lettera di mons. Grillo a Giovanni Paolo II del 28 febbraio 2001, in Saverio Gaeta, Civitavecchia, Edizioni San Paolo, 2018, pp. 44-45]

 


Il Vaticano, in effetti, non ha reso ufficialmente noto il proprio verdetto, per motivi facilmente comprensibili. Tuttavia, la sostanza delle conclusioni della commissione vaticana fu comunicata nel corso della puntata del 17 febbraio 2005 di Porta a Porta, su Rai 1, dal cardinal Tarcisio Bertone, che all'epoca dei fatti (1995-2002) era stato Segretario della Congregazione per la dottrina della fede:

 

 

I moventi dei "veggenti": Civitavecchia e lo pseudomisticismo

Cerchiamo di ricostruire con senso critico la vicenda delle presunte lacrimazioni di Civitavecchia, innanzi tutto contestualizzandola.

 


Da più di un anno i mass-media italiani avevano iniziato a parlare di quella che, col passare dei mesi, si era trasformata in una vera e propria "serie" (chiaramente di natura imitativa) di presunte lacrimazioni di immagini sacre.

 


Geograficamente, su un totale di nove "fenomeni" che precedettero Civitavecchia, otto ebbero luogo in una sola metà dell'Italia (dalla provincia di Roma in giù). Dal punto di vista sociologico, i proprietari di queste effigi erano accomunati dal non avere qualifiche di studio e dall'abitare in località piccole (spesso minuscole), cioè in località dove l'essere protagonisti di eventi di questo genere consente di ottenere un ruolo di spicco nella comunità sociale. In sostanza, il profilo tipico che viene fuori è l'opposto di quello dell'affermato professionista o dell'intellettuale, magari abitante in una moderna metropoli. Da qui deve partire chi voglia realmente comprendere le origini di fenomeni di questo tipo.

 


Del resto, nel lontano 1969, l'etnologa Annabella Rossi in un suo capitale studio sulle manifestazioni del cattolicesimo contadino, magico e paganeggiante, individuava gli stessi confini geografici su indicati e notava che la maggior parte dei protagonisti "proveniva dai quartieri più poveri dei paesi circostanti, da frazioni o da abitati sparsi nella campagna" [Annabella Rossi, Le feste dei poveri, Laterza, 1971, p. 6].

 


Diventa allora interessante ripercorrere velocemente i nove casi che precedettero Civitavecchia. Eccoli, in ordine cronologico, con l'indicazione delle date di inizio delle "lacrimazioni" [un elenco, incompleto, è nell'appendice dell'acritico volume di M. Gamba Le lacrime di Maria, Edizioni Messaggero Padova, 2008]:

 

- 16 dicembre 1993, Giampilieri Marina (frazione di Messina): statua della Madonna (in seguito anche un Gesù bambino e un'immagine di padre Pio [cfr. A. Tornielli, Quando la Madonna piange, A. Mondadori Editore, 1995, p. 113]) di proprietà della sedicente veggente e stigmatizzata Pina Scutellà (nella foto), casalinga, coniugata con Nino Micali.

Da notare che quattro anni prima avrebbe lacrimato sangue un volto bronzeo di Gesù della stessa signora, ma solo quando i familiari potevano avervi accesso:

 

Il 5 settembre 1990, il vicario generale della Curia di Messina ha fatto prelevare l'immagine e l'ha custodita per due mesi e mezzo, tempo nel quale il fenomeno non si è più ripetuto. [...] Il volto di Gesù è stato restituito ai Micali ed è stato chiesto loro di mantenere il silenzio sull'intera vicenda. Le lacrimazioni sono però continuate.
[Andrea Tornielli, Quando la Madonna piange, cit., p. 112]

 

- 31 dicembre 1993, Manduria (Taranto): statua della Madonna (poi varie altre effigi) della sedicente veggente e stigmatizzata Debora Marasco Moscogiuri (nella foto), ventenne (le "lacrime" sono di sangue, ma nei mesi precedenti erano state di altro liquido). Le sue esperienze mistiche saranno condannate da tre vescovi di Oria (mons. Franco, 14 dicembre 1997; mons. Semeraro, 22 febbraio 2002; mons. Pisanello, 23 gennaio 2012).

La donna sosteneva anche che bottigliette sigillate, poste vicino alla sua statua della Madonna, si riempissero miracolosamente di olio. Pertanto, nel 1995 fu sottoposta ad un test scientifico: si veda Fiale, fiamme, fede e frode, sul sito del Cicap;

 

- 30 marzo 1994, Lazise (Verona): dapprima una statua della Madonna, poi altre undici, di proprietà del sedicente veggente-stigmatizzato-pranoterapeuta Bruno Burato.
Le "lacrime" risulteranno "sangue maschile di gruppo AB: come il suo" [J. Bouflet, Faussaires de Dieux, Presses de la Renaissance, 2000, p. 311]. Burato asseriva di vedere la Madonna da quarant'anni (1954) e - si legge sul Corriere della Sera del 2 aprile 1994 - “dice di curare oltre 300 patologie (dall'artrosi ai calcoli, dai reumatismi agli esaurimenti nervosi) con la 'bioenergia radiante' delle sue mani" [si veda anche D. Vetuli, Madonne, lacrime e colesterolo, "Il Gazzettino", 18/07/1996];

 

- 22 maggio 1994, Assemini (Cagliari): dapprima una statua della Madonna, poi diverse altre immagini, in casa di Cristiana Ilot, casalinga, coniugata con Marcello Serras, guardia giurata. La fine della vicenda è ingloriosa:

 

 

Il giornale locale, l'"Unione Sarda", si interessò del fatto sin dagli inizi e seguì gli sviluppi, riportando le segnalazioni di successive lacrimazioni e alcune guarigioni miracolose. [...] La statuina non celava cavità né canali, tubicini o altri strumenti. [...]
Nella tarda estate del 1994, la procura di Cagliari ordinò di sottoporre al test del DNA i coniugi Ilot [in realtà Ilot è il cognome da nubile della donna - Nota mia M.C.], per verificare se il codice genetico di uno dei due fosse identico a quello del sangue prelevato dalla statua. Gli Ilot rifiutarono il prelievo e, solo dopo una trattativa durata mesi, [...] accettarono il prelievo di sangue. I risultati delle analisi del DNA, resi noti alla fine del 1995, sono stati risolutivi in maniera inequivocabile. Il DNA della statuina era lo stesso di quello della signora Ilot, con l'aggiunta di un ulteriore elemento probante: sia il sangue della signora che quello della statuina mostravano i segni dell'anemia mediterranea (malattia per altro non rara in Sardegna).
[Maurizio Magnani, Spiegare i miracoli, Dedalo, 2005, pp. 189-190]

 

 

- 26 maggio 1994, San Chirico Raparo (Potenza): statua della Madonna nell'orfanotrofio provinciale Bentivenga, gestito dalle suore;


 

- 1 luglio 1994, Santa Maria La Palma (frazione di Alghero [Sassari]), località Zirra: statua della Madonna in casa di Maria Vittoria Derudas, casalinga, illetterata, coniugata con Antonio Maria Puggioni (nell'immagine, tratta da un servizio dell'emittente sassarese TeleGì, la "testimonianza", scritta in un italiano stentato, dettata dalla donna e custodita nella cappella fatta erigere in seguito dalla famiglia).

Il 2 maggio 1999 i membri della stessa famiglia diranno, inoltre, di aver visto lacrimare un'immagine di padre Pio di loro proprietà;

 

- 19 agosto 1994, Bernalda (Matera): effigie di padre Pio, appesa nella cameretta della stessa ragazza che l'aveva realizzata, a matita: Cinzia Zambrella ("Il confronto del dna con un campione ematico fornito dal convento di San Giovanni Rotondo escluse però l’identità con il sangue di padre Pio." [A. Morizzi, In preghiera davanti alla misteriosa effige, "Basilicata Mezzogiorno", n. 411, 19/08/2013]);

 

- 22 novembre 1994, Patti (Messina): varie immagini presenti in casa del signor Giuseppe Di Santo;

 

- 24 gennaio 1995, Madonna della Pace (frazione di Subiaco [Roma]): statua della Madonna di proprietà della suora laica e sedicente veggente Teresa Sbarbaro (Sorella Teresa da Soncino):

 

 

Teresa Sbarbaro, fondatrice delle Missionarie benedettine del perdono e della riconciliazione (ordine al quale appartengono solo lei e un'altra consorella, suor Maria) era stata invitata dal vescovo di Subiaco, l'abate Stanislao Andreotti, a mantenere il più stretto riserbo sul fatto. Così non è stato, [...] le due religiose si sono date molto da fare per organizzare e promuovere pellegrinaggi. Suor Teresa assicura di ricevere messaggi diretti da parte della Madonna: nel santino celebrativo della statua lacrimante si può leggere infatti che Maria "vuole in questo luogo pellegrinaggi. [...] Prima di portare (sic!) pellegrinaggi, telefonare al 0774-829261/0330-402919".
Si raccontano già casi di persone che sarebbero state "miracolate".
[Tornielli, Quando la Madonna piange, cit., pp. 120-121]

 


E siamo così giunti a soli nove giorni dai fatti di Civitavecchia (e a pochi chilometri da Civitavecchia).

 

*****


Uno degli elementi che colpiscono, nelle vicende su riportate, è che i fenomeni, in realtà, appaiono legati non alle immagini sacre ma ai proprietari: spesso essi si definiscono anche veggenti, altrettanto spesso asseriscono che non una soltanto ma diverse immagini di loro proprietà "piangono". Nonostante gli apologeti di turno esaltino spesso "la semplicità e l'umiltà" dei loro comportamenti e atteggiamenti, essi si presentano, di fatto, come creature d'eccezione, elette da Dio.

 


Agli occhi degli apologeti, i Gregori, proprietari della statuina di Civitavecchia, appaiono "una famiglia semplice, [...] obbediente al vescovo" [F. Ubodi, La Madonna di Civitavecchia, Piemme, 2006, p. 21]. A proposito del "capofamiglia", Fabio, si sottolinea "il suo profondo rispetto per l'autorità della Chiesa" [R. Caniato, La Madonna si fa la strada, cit., p. 14].
Ma, come vedremo, lo stesso Fabio ha affermato espressamente di essere stato definito da Dio un "tabernacolo vivente", da Gesù e dalla Madonna un "prediletto", nei colloqui che - a suo dire - essi intratterrebbero con lui.

 


In tre dei casi precedentemente elencati, i soggetti erano anche portatori di "stigmate" sulle mani (cioè - per inciso - nella sede più consueta: storicamente, solo un numero minoritario di soggetti le ha invece avute ai polsi, come nella Sindone).
Sottolineava padre Herbert Thurston, gesuita e medico, in un suo storico libro:

 

Anzitutto dobbiamo constatare il fatto sorprendente che prima del tredicesimo secolo non si ha notizia neppure di un singolo caso di stigmatizzazione.
[Herbert Thurston, Les phénomènes physiques du mysticisme, Rocher, 1986, p. 152 (Edizione originale: The Physical Phenomena of Mysticism, Burns Oates, 1952)]

 

 

Solo da quel momento "altri indiscutibili casi di stigmate cominciarono a prodursi tra la gente semplice, e poi hanno continuato a prodursi senza interruzione" [ibidem]. Inoltre - constatava il religioso - "non c'è quasi nessun caso nel quale non ci siano prove di segni di problemi nervosi anteriori alla comparsa delle stimmate" [ivi, p. 154].


Il gesuita padre Carlos Maria Staehlin notava:

 

Nei primi tempi della Chiesa, nei quali si menzionano diverse volte tanti tipi di carismi, la stigmatizzazione sembra qualcosa di completamente sconosciuto.
A partire dal dodicesimo secolo - epoca in cui i crocifissi perdono il proprio carattere maestoso e si piegano per il dolore - ci saranno stati nella Chiesa circa 500 stigmatizzati, quasi tutti donne, e afflitte da diverse malattie.
[Carlos Maria Staehlin, Apariciones. Ensayo crítico, Editorial Razon y Fe, 1954, p. 170]

 


Il neuropsichiatra cattolico Jean Lhermitte, a metà del Novecento, nel suo studio più celebre constatava:

 

Chiunque voglia giudicare imparzialmente e si sforzi di precisare esclusivamente i caratteri obiettivi della stigmatizzazione, si renderà conto prima di tutto che i segni delle stigmate, siano essi di origine divina o naturale, si producono quasi sempre nelle donne di attività sessuale, e cioè fra i 15 e i 50 anni; che questi soggetti provengono generalmente dalle classi popolari e specialmente contadine; ed anche che il loro sviluppo intellettuale è appena al livello normale [...].
[Jean Lhermitte, Mistici e falsi mistici, Vita e Pensiero, 1955, pp. 79-80]

 


E' un errore pensare che le simulazioni, nell'ambito del misticismo, possano nascere solo da interessi economici. Uno studio in prospettiva storica e sociologica induce a ritenere che siano anzi più ricorrenti altre due motivazioni (che spesso sembrerebbero compresenti): un desiderio di riscatto personale e sociale, attuato richiamando l'attenzione su di sé, e il desiderio, esaltato ma reale, di svolgere un ruolo determinante nella difesa e nella diffusione della fede religiosa.
 

 


Una famiglia davvero unica

Nel contesto storico precedentemente esaminato si inserisce, il 2 febbraio 1995, il fenomeno di Civitavecchia (che comunque non concluse la serie delle "lacrimazioni" italiane: essa anzi si intensificò tra febbraio e marzo, proprio a seguito dello spazio dato dalla stampa ai fatti di cui qui parliamo).

 


La famiglia Gregori vive a Pantano, località rurale a 10 chilometri da Civitavecchia, in provincia di Roma, ed è all’epoca costituita da Fabio, elettricista dell'Enel, e Anna Maria, casalinga, con i figli Jessica, di sei anni, e Davide di due.

Come si legge in un libro apologetico del giornalista Andrea Tornielli, pubblicato pochi mesi dopo le presunte lacrimazioni, "nella primavera del 1994, Fabio Gregori era stato [...] avvicinato dai Testimoni di Geova (di cui fanno parte alcuni colleghi di lavoro) ed aveva cominciato a partecipare alle loro catechesi domenicali. L'esperienza era durata poco, solo due mesi [...]" [A. Tornielli, Il mistero delle lacrime, Edizioni Segno, 1996, p. 11].

 


Tutti i membri della famiglia sostengono di essere veggenti; Anna Maria sin dal 1989 [cfr. A. M. Turi, Miracoli e segreti della Madonnina di Civitavecchia, Segno, 2006, pp. 28-29]. Il marito la definisce "capace di recitare, di notte, venti, trenta Rosari" [ivi, p. 29].

 


Ora riporterò varie dichiarazioni testuali dei membri della famiglia Gregori, in relazione a presunte esperienze che essi dicono di aver vissuto.
Una premessa riguardo alle fonti: come quasi sempre accade in questi casi, i libri che vengono pubblicati sono scritti esclusivamente da persone che credono nel fenomeno.
Le dichiarazioni in questione sono tratte dai seguenti testi:

 

  • F. Ubodi, La Madonna di Civitavecchia, Piemme, 2006 (l’autore, frate cappuccino, è stato vicepresidente della Commissione teologica diocesana che ha indagato sui fatti. Il volumetto sarà indicato di seguito con la dicitura “Ubodi 2006”)

 - Civitavecchia. 25 anni con Maria, Ares, 2020 (di seguito indicato con la dicitura "Ubodi 2020");

  • A. M. Turi, Miracoli e segreti della Madonnina di Civitavecchia, Segno, 2006 (libro intervista con i membri della famiglia Gregori, sarà di seguito indicato con la dicitura “Turi”);

  • R. Caniato, La Madonna si fa la strada. Civitavecchia, nel tempo di Maria, Ares, 2005 (nel presente paragrafo, “Caniato”).

 


Il 15 maggio 1995, Fabio asserisce di aver sentito la voce di Gesù che gli dice:

 

Sei uno dei miei prediletti, ti manderò un angelo per mostrarti ciò che deve accadere tra breve. [...] La mia venuta sarà molto presto.
[Ubodi 2006, p. 66]

 


Il 4 giugno 1995 Fabio asserisce di aver sentito la voce di Dio che, con espressioni sintatticamente molto contorte, di fatto lo paragona a Gesù Cristo:

 

Nell'accettare la mia volontà divina ti ho posto la tua passione con la tua croce vicino alla Passione di mio Figlio Gesù.
[Ubodi 2020, p. 115]

 


Il 26 giugno 1995 sarebbe ancora Dio a parlargli:

 

Caro mio figlio, avendo accettato la mia volontà divina, Gesù è dentro te, sei diventato un tabernacolo vivente. [...] Vi ho scelti perché dalla vostra famiglia nascerà la strada nuova della nuova e vera famiglia di Dio.
[Ubodi 2006, pp. 68-69]

 


Il 16 agosto 1995 la Madonna, parlando con Fabio, si dichiara preoccupata perché i Gregori si stanno impegnando troppo:

 

Dolci miei figli prediletti, sono molto preoccupata. Vi abbiamo scelti per un cammino di evangelizzazione, per aiutarmi a portare i miei figli smarriti a Gesù, e farvi crescere uniti nell'amore e nella famiglia. Vi state stancando in modo eccessivo. Dio non vuole questo.
[Ubodi 2006, p. 73]

 


Fabio racconta di essere stato assalito, nel luglio 1995, da un serpente e di averlo schiacciato con un bastone proveniente da Garabandal (luogo di presunte apparizioni mariane). Dopo, a suo dire, sarebbe successo questo:

 

[...] il serpente ucciso va in autocombustione, avvolto da una fiamma originatasi inspiegabilmente, all'improvviso, e scompare, si dissolve nel nulla, senza lasciare nessuna traccia.
[Regolo, Le lacrime della Vergine, cit., p. 76]

 


Dopo di che, Fabio asserisce di aver ricevuto questo messaggio dalla Madonna, il 16 luglio 1995:

 

Io sono la vostra Mamma Celeste, io educherò la vostra famiglia perché il nostro Padre, Dio, rifonderà tramite voi, dolci figli, la nuova e vera famiglia di Dio. […]
Satana ti si è presentato davanti, come si presentò a me, in forma di serpente, e con la grazia divina a te concessa, lo hai ucciso, come l’ho ucciso io, tenendolo sottomesso sotto i tuoi piedi.
[Ubodi 2006, p. 71]

 


Anche Anna Maria viene paragonata alla Madonna. La donna asserirà di aver sognato, il 18 gennaio 1995, Gesù che diceva a suo marito Fabio:

 

Tu non piangerai per la mia misericordia, ma per la sua morte [di Anna Maria, n.d.a.] il giorno della Candelora.
[Turi, p. 56]

 


Il giorno della Candelora è quello in cui si verificò la prima "lacrimazione" della statuina e, come spiega il marito Fabio:

 

Il sogno premonitore, secondo cui [Anna Maria] sarebbe morta il giorno della Candelora, in realtà era riferito alla Madonna. Quando la Vergine Maria e Giuseppe presentarono Gesù al Tempio, il 2 febbraio, la profezia predisse a Maria che una spada le avrebbe trafitto il cuore.
[Turi, p. 66]

 


Nel giugno 1995 Anna Maria avrebbe udito la voce della Madonna:

 

Pregate, convertitevi, ritornate a Me, state per entrare in una guerra nucleare.
[Ubodi 2006, p. 82]

 


Jessica, ormai adolescente, asserisce:

 

[La Madonna] una volta mi è apparsa a scuola: ero seduta al mio banco quando ho sentito una voce che mi ha detto di andar fuori dell’aula con la scusa di dovermi recare al bagno. Poi, quando sono uscita fuori dalla classe, ho visto una ragazza bellissima, mai venuta a scuola mia. [...] Aveva i capelli castani, mossi, lunghi fino alle spalle, ed era vestita come noi: aveva una maglietta e un paio di pantaloni. Invece, quando Lei mi appare in casa, porta un manto celeste.
[Turi, p. 131]

 


Il giornalista Riccardo Caniato riferisce:

 

In parrocchia ho raccolto un altro dato, che allarga il fronte dei veggenti. La fonte pure in questo caso è riservata. Ma chi ha parlato ne è assolutamente sicuro: anche il piccolo Davide avrebbe veduto Maria. La prima volta a tre anni, nel giardino.
[Caniato, p. 145]

 


Fabio dichiara che la Madonna si congeda dicendo:

 

Vi chiedo scusa per il tempo che vi ho tolto.
[Turi, p. 123]

 


E aggiunge:

 

Chiede scusa per il tempo che porta via a noi stessi, ai nostri interessi, alle nostre cose. Chiede scusa del tempo che porta via alla nostra famiglia.
[Caniato, p. 163]

 


Riccardo Caniato intervista Jessica:

 

I messaggi sono trascritti con fedeltà letterale o sono una sintesi tua e di tuo padre; oppure ciò che tu e lui credete di aver sentito dalla Madonna?
I messaggi sono trascritti con fedeltà e totalmente uguali a ciò che la Vergine ci ha detto.
[Ubodi 2020, p. 268]

 


Quindi, le sgrammaticature presenti qua e là nei messaggi sarebbero da attribuire alle figure celesti?

 

Continua nella pagina Pseudomisticismo e "lacrime" della Madonnina di Civitavecchia: indagine critica (Parte 2)

 

Copyright © Marco Corvaglia. Riproduzione riservata

Ecco il link al video del servizio su Medjugorje (con la mia partecipazione) mandato in onda dalla trasmissione Le Iene su Italia 1 il 26 marzo 2021.