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La Salette e la nascita dei "segreti" mariani - Parte 4: 1858, allarme Lourdes? Lnuova versione di Mélanie

di Marco Corvaglia

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"1858! L'anno di Lourdes!"

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Mélanie intorno al 1870.

Mélanie diceva che, durante l'apparizione, il 19 settembre 1846, la Madonna l'aveva autorizzata a rendere pubblico il suo "segreto" nell'anno 1858.

 

 

"1858! L'anno di Lourdes!", commentava con entusiasmo, già all'inizio del Novecento, l'apologeta Léon Bloy nel suo libro Celle qui pleure (Notre Dame de la Salette) [Mercure de France, 1908, p. 123, nota 1].

 

 

In realtà, si trattò di una novità venuta fuori il 3 settembre 1858, quando Mélanie, con il nome religioso di suor Maria della Croce, era nella clausura del convento carmelitano di Darlington in Inghilterra (diocesi di Hexham), e il vescovo locale, mons. Hogarth, inviò una comunicazione urgente al rettore del Pontificio Collegio Inglese di Roma, mons. Talbot:

Suor Maria della Croce mi ha informato che una parte del segreto che le è stato dato dalla Madonna di La Salette doveva essere mantenuta riservata fino a quest'anno.
[Lettre inédite de Mgr. Hogarth à Mgr. Talbot du 3 septembre 1858, in Michel Corteville, La «Grande Nouvelle» des Bergers de La Salette, vol. 1, Téqui, 2008, p. 254]

 

 

​Pochi giorni dopo, Mélanie invia a Pio IX una nuova versione o integrazione (di cui si sono perse le tracce) del "segreto" che gli aveva già inviato in maniera riservata nel 1851 [cfr. Corteville, La «Grande Nouvelle» des Bergers de La Salette, vol. 1, cit., p. 254  e J. Stern, La Salette. Documents authentiques, vol. 3, Cerf, 1991, p. 118 (una riproduzione digitale del volume è disponibile qui)].

 

Mélanie inizia poi a chiedere a mons. Hogarth di poter abbandonare la clausura, per svolgere il suo compito di divulgazione del segreto.

Poiché non ottiene quanto chiede, nel settembre 1860 ricorre ad una soluzione estrema.

 

Lei stessa rievocherà il fatto in una lettera del 4 aprile 1897 inviata a don Combe da Galatina: 

Il vescovo di Darlington e le religiose del Carmelo fecero tutto quello che poterono per trattenermi. Questo combattimento durò più di un anno: il convento per trattenermi e io per voler uscire. Si ostinavano sempre a volermi trattenere mio malgrado. Allora, esasperata, immaginai uno stratagemma.
[Pour servir à l'histoire réelle de La Salette: documents, III, Nouvelles Éditions Latines, 1966, p. 25 (una riproduzione digitale del volume è disponibile qui)]

 

In cosa consistesse lo "stratagemma", Mélanie lo spiega di persona, il 13 gennaio 1901, allo stesso Combe, che annota tutto nel suo diario:

 
Quando chiese di uscire per compiere la missione che la Madonna le aveva affidato, passò più che mai per un'indemoniata: si opposero alla sua partenza. [...]
Quando capì che non avrebbe potuto, tramite richieste, recuperare la sua libertà, ricorse alle maniere forti: gettò delle lettere dal muro della clausura per far sapere che la si tratteneva con la forza.
[Dernières années de sœur Marie de la Croix, bergère de la Salette - Journal de l'Abbé Combe, Téqui, 2000, p. 58] 

 

Uno di questi biglietti, che Mélanie aveva indirizzato al direttore dell'ufficio postale di Darlington, è conservato negli archivi della Curia dei Missionari di La Salette a Roma ed è stato pubblicato da due studiosi di provata fede salettina, il mariologo René Laurentin e lo specialista salettino Michel Corteville.

 

 

Eccone il testo:

 
Desiderando da più anni uscire di qui, Carmel House, mi è stato impossibile riuscirci, nonostante tutti gli sforzi che ho fatto, mi trattengono per forza, io voglio uscire a qualunque costo, desidero quindi che la polizia di Darlington venga qui e obblighi le religiose del convento a lasciarmi uscire. Da alcuni giorni le ho inviato diversi biglietti a questo proposito, questi biglietti sono stati raccolti da un'inserviente che, invece di inviare la lettera al suo indirizzo, l'ha consegnata a degli estranei che li hanno aperti e letti. Io domando che questa colpa sia punita secondo le leggi inglesi. Conosco i colpevoli, ho ancora molte cose da dirle ma gliele dirò a voce. Ho inviato diverse altre lettere allo stesso indirizzo tramite diversi uccelli. Queste lettere devono essere cadute nei pressi di Darlington.
[René Laurentin, Michel Corteville, Découverte du secret de La Salette, Fayard, 2002, p. 80] 

Il fatto è ricordato anche nella cronaca del Carmelo di Darlington, con questo commento: "Povera Suor Maria della Croce, divenne sempre più squilibrata" [P. Gouin, Suor Maria della Croce, pastorella de La Salette, Association des Enfants de N.-D. de la Salette et de Saint Grignion de Montfort, 1968, p. 107].

    

 

A questo punto il vescovo cede e consente a Mélanie di rientrare in Francia, a Marsiglia, dove arriva alla fine di settembre del 1860.

 

Viene accolta come pensionante nel convento delle suore della Compassione e lì inizia a scrivere una nuova versione del segreto, con lo scopo di farla circolare tra laici e religiosi della cerchia salettina e di procedere in seguito a una vera e propria pubblicazione. 

 

 

La Curia di Marsiglia le negherà però l'autorizzazione ecclesiastica alla pubblicazione (imprimatur).

 

 

La svolta arriva nel gennaio 1870, quando Mélanie, trasferitasi in Italia, a Castellammare di Stabia, incontra padre Félicien Bliard, che si offre di impegnarsi a diffondere il testo.  

Di conseguenza, a partire da quello stesso anno, cominciano a comparire delle versioni a stampa del "segreto" in questione.

 

 

Poi, nel 1873, lo stesso Bliard lo pubblicherà con imprimatur della Curia di Napoli e accompagnato da una dichiarazione sottoscritta da Mélanie il 30 gennaio 1870: 

Consegno nelle sue mani questa parte del Segreto che ho ricevuto dalla Madonna il 19 settembre 1846, la quale ora non deve più essere segreta. 
[Félicien Bliard, Lettres à un ami sur le secret de la Bergère de La Salette, Napoli, Ancora, 1873, p. 21, nota 1]

Nel testo, la trasmissione del "segreto" a Mélanie viene introdotta dalle seguenti parole attribuite alla Madonna:   

Ciò che sto per dirti ora non sarà sempre segreto; lo potrai pubblicare nell'anno 1858.
[Ivi, pp. 14-15 (nota linguistica: secondo consuetudine, nei presunti dialoghi con la Madonna, Mélanie riceve il vous ("voi": Ce que je vais vous dire...) con funzione allocutiva, come in "Ne vous suffit-il pas d'être ma fille unique?" [Dernières années de sœur Marie de la Croix, bergère de la Salette, Téqui, 2000, p. 140])

Nel 1879, sarà la stessa Mélanie a confermare il tutto, pubblicando il "segreto" con imprimatur della Curia di Lecce.

In realtà, in questa nuova versione dei fatti, più di qualcosa non quadra.

La contraddizione con la versione del 1851

La versione del "segreto" scritta da Mélanie nel 1851 per Pio IX non conteneva nessun riferimento al 1858.

 

 

Del resto, non avrebbe potuto, visto che si concludeva con queste parole:

 

 
Figlia mia, tu non dirai ciò che ti ho appena detto, non lo dirai a nessuno [...], non dirai nulla finché non ti dirò di dirlo.
[Premier Secret pontifical inédit de Mélanie, écrit le 6 juillet 1851, in Corteville, La «Grande Nouvelle» des Bergers de La Salette, vol. 1, cit., p. 187]

Quindi, quella che nel racconto del 1851 era una data da destinarsi, nel racconto del 1860 è diventata una data già prefissata sin dall'origine.

 

Il 1858 mai menzionato

Anche negli anni successivi al 1851, Mélanie non aveva mai detto, prima del 1858, che in quell'anno avrebbe potuto o dovuto pubblicare il segreto.

 

 

Lo riconosce anche padre Stern, che definisce il 1858 l'"anno a partire dal quale, se crediamo all'inizio del testo completo pubblicato più tardi, le sarebbe stato permesso di rivelarlo"  [Stern, op. cit., p. 114, sottolineatura mia].

La missione della rivelazione e i voti pronunciati a Darlington

In una lettera a don Combe dell'8 maggio 1899 (da Moncalieri), Mélanie scrive di non ricordare se i voti da lei pronunciati a Darlington (il 24 febbraio 1856) fossero provvisori o definitivi: "Non mi ricordo se i voti erano semplici o solenni" [Pour servir à l'histoire réelle de La Salette: documents, III, cit., p. 89].

Al di là della stranezza intrinseca della dimenticanza, qui Mélanie si sta contraddicendo in merito alla missione di cui sosteneva di essere stata incaricata dalla Madonna.

 

 

Abbiamo visto come Mélanie abbia giustificato il suo desiderio impellente di uscire dalla clausura di Darlington con la necessità di diffondere il segreto, a partire dal 1858.

Ciò che scrive nella lettera a don Combe è una prova del fatto che, in realtà, quando pronunciò i voti a Darlington, lei non sapeva che nel 1858 avrebbe dovuto svolgere questa "missione": se lo avesse saputo, è chiaro che non avrebbe mai nemmeno preso in considerazione la possibilità di pronunciare i voti solenni.  

Maximin 

È singolare come, nel momento in cui Maximin e Mélanie non hanno più, nemmeno saltuariamente, la possibilità di incontrarsi, i loro racconti comincino a perdere coerenza reciproca: i "segreti" inviati nel 1851 a Pio IX erano analoghi e complementari (si veda: "Qualche giorno fa ho visto Maximin..."), ma poi, quando i due sono ormai lontani, è solo Mélanie a menzionare il 1858 come data della possibile pubblicazione. Maximin non provvederà mai alla pubblicazione del suo "segreto".

Settembre

Il più antico riferimento al 1858 di cui disponiamo (lettera di mons. Hogarth a mons. Talbot) risale al 3 settembre di quello stesso anno. Pochi giorni dopo, Mélanie scrive il nuovo testo per il papa, come sappiamo.

Ma, se, come Mélanie dice, lei ha avuto il permesso di pubblicare "nell'anno 1858" perché ha atteso il mese di settembre per cominciare a muovere (in maniera sempre più smaniosa, come abbiamo visto) i primi passi?

Tre dati di fatto

Alla luce di tutto quanto sin qui esposto, ci sono gli elementi per ritenere che il riferimento al 1858 sia stato introdotto, all'inizio di settembre di quell'anno, da Mélanie, per una sua autonoma iniziativa. 

Per quale motivo e a quale scopo?

Mi limito a evidenziare tre dati di fatto.

 

Il primo è che, con decreto del 28 luglio 1858, il vescovo di Tarbes (analogamente a quanto era stato fatto dal vescovo di Grenoble per La Salette) aveva istituito una commissione di indagine diocesana sui fatti di Lourdes (che avevano avuto inizio nel mese di febbraio ed erano terminati il 16 luglio). 

La notizia dell'istituzione della commissione aveva iniziato ad essere pubblicata dai giornali a partire dal 22 agosto 1858 (in quel giorno ne parla il Journal des débats politiques et littéraires, a pagina 2; il periodico L'Ami de la Religion, che usciva tre volte a settimana, pubblica il decreto nel numero del 26 agosto 1858).

 

 

È importante sottolineare che a Darlington Mélanie intratteneva rapporti epistolari con corrispondenti francesi, in particolare con i genitori, con don Mélin, parroco di Corps, con don Joseph Faure [cfr. Premiers écrits de Mélanie (1850-1860), in Corteville, La «Grande Nouvelle» des Bergers de La Salette, vol. 2,  Téqui, 2008, pp. 671 e ss.] (gli epistolari contengono solo le lettere inviate da Mélanie mentre quelle ricevute sono andate perse, evidentemente perché in genere da lei distrutte). 

 

 

Il secondo dato di fatto è che Lourdes stava iniziando a togliere visibilità a La Salette (fino a quel momento, ricordiamolo, l'unica "apparizione" approvata dalla Chiesa in maniera esplicita, diretta e formale).  

 

 

Il terzo è che inserire nel messaggio della Madonna un riferimento al 1858 creava obiettivamente un legame, faceva di Lourdes un seguito di La Salette, ribadendo quindi il primato di La Salette.

Un particolare degno di nota, infine: il 13 gennaio 1901 il confessore don Combe annota nel proprio diario cosa Mélanie gli dice che sarebbe accaduto se avesse potuto pubblicare sin dal 1858 il "segreto":

 

 
Confidenze sul suo soggiorno a Darlington e sulla sua uscita, che completano quelle che mi aveva scritto da Galatina: [...]
Se la sua missione non fosse stata ostacolata, tutti i miracoli di Lourdes sarebbero avvenuti a La Salette. 
[Dernières années de sœur Marie de la Croix, cit., p. 58] 

Continua nella pagina: La Salette e la nascita dei "segreti" mariani - Parte 5: Segreti rimaneggiati

Marco Corvaglia

Pagina pubblicata il 18 agosto 2023 

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