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Da Medjupedia: Medjugorje: l'insopportabile tristezza dell'ingannare i fedeli - La fabbricazione di Laurentin in relazione al figlio di una suora e a suo padre
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Louis Bélanger si presenta in questa pagina.

Nato nel 1941, è stato professore di parapsicologia presso la facoltà di Teologia dell’università di Montréal e presso l’università del Quebec, sempre a Montréal, in Canada.

Nel gennaio 1985 si recò a Medjugorje, conobbe il vescovo Žanić ed iniziò a raccogliere testimonianze e preziosa documentazione audio e video.
In seguito egli incontrò il francescano padre Ivo Sivrić, professore negli Stati Uniti, presso la Duquesne University. Questi era nativo di Medjugorje, dove tornò più volte per studiare il fenomeno (giungendo alla conclusione che si trattasse di un inganno). Padre Sivrić era tra l’altro in possesso di una serie di nastri contenenti i colloqui intercorsi tra i padri della chiesa di san Giacomo e i veggenti dal 27 al 30 giugno 1981, quindi nei primissimi giorni delle presunte apparizioni.
Tali colloqui furono poi pubblicati nel 1988, nel libro dello stesso padre Sivrić, La face cachée de Medjugorje (nella versione francese) o The Hidden Side of Medjugorje (nella versione inglese).

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Louis Bélanger, nel suo articolo Medjugorje: The unbearable sadness of duping the faithful - Fr. Laurentin’s fabrication concerning the father of a nun’s child - Part 1 – The libel, chiarisce preliminarmente che il suo desiderio è quello di salvaguardare la memoria del defunto vescovo di Mostar, Pavao Žanić, che continua ad essere diffamato da alcuni difensori di Medjugorje, a causa della sua opposizione a queste "apparizioni".

 


La vicenda ruota intorno all'ex viceparroco di Medjugorje, Tomislav Vlašić (da ricordare, per inciso, che egli fu più volte lodato dalla Gospa e nel 2020 è stato scomunicato).
Nel 1985 Vlašić fu accusato dal vescovo Žanić di aver avuto, otto anni prima, un figlio da una suora.
Il principale difensore di Medjugorje, padre René Laurentin, attaccò il vescovo, come se avesse agito incautamente.
Nel 1987 Bélanger chiese allo stesso mons. Žanić di accedere alla documentazione che comprovava le sue accuse. Si tratta principalmente di alcune lettere che la donna aveva spedito (conservandone le fotocopie) a padre Tomislav da Starnberg (Germania) e delle risposte scritte di padre Tomislav.
Tali documenti erano stati consegnati a Žanić dall'allora Prefetto della Congregazione per la dottrina delle fede, cardinal Joseph Ratzinger. Essi sono pubblicati nella seconda parte dell'articolo.

 


Bélanger (che indica la suora con le iniziali MK e il bambino con T.) scrive:
 

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Lo scambio di corrispondenza tra padre Tomislav Vlasic (padre TV) e MK (già suor RK, madre del bambino) ed altre fonti primarie [...] dimostrano inequivocabilmente che padre TV è il padre del bambino. MK scrive a padre TV nel gennaio 1977, pochi giorni prima di mettere al mondo T.: “Chi si prenderà cura di me? Per giunta, mi sto tenendo nascosta dai miei parenti come un serpente. Tomo [diminutivo di “Tomislav”], non ti preoccupare, non rivelerò la tua identità a nessuno, almeno per ora. Se dirò di te a qualcuno, te lo farò sapere.”

 


Il documento può essere visionato cliccando qui: parte iniziale della lettera; brano citato.

 


Louis Bélanger pubblica poi un documento della Curia di Mostar, privato e strettamente confidenziale, fattogli avere all'epoca dallo stesso mons. Žanić. Eccone la traduzione (l'ex suora viene qui indicata con l'iniziale M.):
 

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Strettamente confidenziale - IL RUOLO DI PADRE TOMISLAV VLASIC A MEDJUGORJE Novembre 1985

Nel 1981, padre Tomislav Vlasic andò a Medjugorje senza aver avuto nessun permesso. Il vescovo sentì parlare del fatto che egli aveva avuto un bambino e di altre questioni legate a ciò, ma non aveva le prove e rimase in silenzio. Gliene aveva parlato un francescano erzegovinese nel 1983.

Nel novembre 1984, il vescovo ricevette dalla Germania una lettera in cui una donna di nome M. diceva di aver avuto con padre Tomislav Vlasic un figlio, di nome T., che all'epoca già frequentava la scuola. Lei pregava il vescovo di parlare con padre Tomislav, che non le scriveva da tempo, e di ricordargli che lui aveva dei doveri nei confronti del bambino. M. non aggiungeva né il suo cognome né l'indirizzo.

Poco dopo, il vescovo andò in Germania e trovò M. a casa del signor A-M. O. a Starnberg, vicino a Monaco. M. negò di aver scritto la lettera. Ma era chiaro che era in qualche modo manipolata e costretta a parlare così. Il vescovo rimase a pranzo da M. e poi il piccolo T. tornò a casa da scuola; era identico a padre Tomislav.

L'anziano signor O. aveva perso la moglie e il figlio durante la prima guerra mondiale, nel 1976 era morta la sua seconda moglie e lui era rimasto solo, all'età di 86 anni. Dopo la guerra [la seconda guerra mondiale] era stato come un padre per degli studenti privi di mezzi - era molto altruista - ed era conosciuto dal Cardinal Ratzinger.

Nove anni prima, gli avevano telefonato chiedendogli se fosse disponibile a fornire vitto e alloggio ad una ragazza che stava per partorire, dicendogli anche che, se lui non l'avesse accolta, lei sarebbe stata costretta ad andare in Australia. L'accolse, benché lui non conoscesse una parola di croato, e lo stesso lei per il tedesco. Due francescani la portarono lì dall'Erzegovina.

Il 25 gennaio 1977 nacque T. M. non disse mai al signor O. chi fosse il padre del bambino né gli disse di essere un'ex suora. Non ha voluto parlarne nemmeno con il vescovo. M. rimase ospite del signor O. e, dopo alcuni anni, egli le trovò tramite alcune persone un lavoro per il governo della Baviera, dove lei regolarizzò la propria residenza e lavorò con un modesto stipendio. Il signor O. considerava M. come sua figlia ed il piccolo T. come un suo caro nipote.

Dopo che il vescovo se ne andò, O. cominciò a riflettere e a farsi delle domande. Perché il vescovo aveva cercato M.? Poi cercò alcune vecchie lettere fotocopiate che si fece tradurre in tedesco e scoprì che M. era un'ex suora di nome RK e che il padre del bambino era padre Tomislav Vlasic. Questo lo rattristò molto.

Egli scrisse una lettera di dieci pagine in cui parlò di M., del bambino e delle voci maschili che riattaccavano il telefono quando lui rispondeva. Inviò al Cardinal Ratzinger, per la Commissione su Medjugorje, quella lettera, un'altra lettera di M. ed alcune lettere di Tomislav Vlasic.

Verso la fine del 1985, il vescovo fece visita al Cardinal Ratzinger, che gli consegnò questa documentazione per la Commissione. Il Cardinal Ratzinger gli raccontò la storia del signor O. e della sua famiglia.

Dopo che il vescovo se n'era andato [da Starnberg], la controparte era preoccupata. Era evidente che qualcuno aveva spinto M. a negare di avere scritto la lettera. Forse il signor O. disse a M. ciò che aveva scritto al Cardinal Ratzinger, anche riguardo alle persone che stavano dietro a M.

Lei lasciò Starnberg ed andò ad A.

M. scrisse un'aspra lettera al vescovo contro O., che l'aveva raccolta dalla strada, sola e abbandonata, in una situazione così difficile, prima della nascita del bambino. Lo lasciò solo, quando lui aveva 94 anni, malato e quasi completamente cieco.

Lo stesso giorno in cui arrivò quella lettera, ne arrivò anche un'altra, piena di tristezza, del signor O. Anche se le lettere di cui il signor O. aveva fatto una copia dicevano chiaramente chi era il padre del bambino, M. continuava a dire che si trattava di un segreto che apparteneva a lei e a Dio.

Stiamo diffondendo, in forma strettamente confidenziale, il presente scritto tra coloro che si danno da fare per Medjugorje, scrivendo e cercando di provare che la Gospa appare lì. Stiamo cercando di aprire loro gli occhi, perché possano vedere chi c'è dietro ai veggenti, chi è la "Gospa" che parla e dà i messaggi al mondo intero. Si tratta della "scuola" o direttamente di parole di Tomislav Vlasic.

Quando divenne padre del bambino e di fatto lasciò in mezzo ad una strada una religiosa, avrebbe potuto abbandonare la vita religiosa per prendersi cura di lei e del bambino o affidare l'intera faccenda all'amministrazione della sua provincia, ed allora sarebbe potuto andare in un posto dove nessuno gli avrebbe fatto domande, rimanendo un umile religioso, un viceparroco o un parroco.

Così egli ha eretto il primo pulpito del mondo, dal quale manda messaggi al mondo intero, al vescovo, al papa, ricevendo da ciò un enorme supporto morale e materiale, ed i suoi difensori parlano della sua santità, che è un'altra prova dell'autenticità delle apparizioni.

Perciò, nell'interesse della verità e a difesa della Beata Vergine Maria e della Santa Chiesa è necessario far conoscere tutto ciò almeno a coloro che credono ciecamente a qualunque cosa dica padre T. Vlasic.

Il giudizio finale su Medjugorje non sarà positivo. Padre T. Vlasic, con la sua pluriennale attività, totalmente irresponsabile, ha portato sé stesso, i veggenti, i fedeli, la Chiesa intera sull'orlo della vergogna, e nessuno può percepirne la gravità.

La divisione interna tra i fedeli, la tensione tra coloro che credono a queste apparizioni e quelli che non ci credono, è in particolare un grave peccato e la negazione del titolo fabbricato: "Regina della Pace”. La Madonna è la Regina della Pace, ma qui il titolo è usato a sproposito a fini di propaganda ed è diventato causa di inquietudine.

La Provincia Francescana è divisa, la diocesi è divisa, il mondo intero è diviso; si affrettano a parlare di rivelazioni private, segreti, grandi segni, minacce, guarigioni miracolose, "cure", tutto contro le ammonizioni e gli ordini del vescovo, che è l'unica persona autorizzata, nella Chiesa, a trasmettere queste cose al mondo.

Ciò è stato fatto per creare una situazione in cui nessuno possa avere il coraggio di dire qualcosa contro l'opinione che è stata diffusa. L'entusiasmo potrebbe trasformarsi nel contrario ed avere tragiche conseguenze. Dio ci preservi dall'inquietudine e dallo scandalo!

L'Ordinariato Vescovile di Mostar Novembre 1985

 


Louis Bélanger doverosamente aggiunge:

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Potrei essere biasimato per aver pubblicato un documento "strettamente confidenziale" o altri documenti privati. Ecco la mia giustificazione per aver fatto ciò. Mi sono astenuto dal pubblicare i risultati della mia ricerca fino ad oggi, 23 anni dopo averla conclusa... Ma ora sento il dovere morale di intervenire, poiché nuovi attacchi disonesti e sleali - miranti a disseminare discredito - stanno infangando la memoria di un pastore che ho conosciuto ed ammirato per la sua integrità e il suo coraggio. Un autore e sacerdote irresponsabile [René Laurentin] fu il primo a rendere nota, a modo suo, la faccenda, calunniando un'ex suora, affermando in maniera sprezzante che lei "aveva creato problemi in tre diversi conventi" ed istigando il pubblico al disprezzo, all'astio, al biasimo nei confronti del competente ex Ordinario di Mostar. Altri irresponsabili sacerdoti e giornalisti si sono pubblicamente ispirati a questa fonte avvelenata. [...] Tutto ciò considerato, nessun documento privato, confidenziale o strettamente confidenziale, può essere d'ostacolo al disvelamento della verità, verificata e provata, specialmente se l'obiettivo è quello di informare il pubblico, disinformato da sconsiderati pubblici comunicatori. Tanto più poiché so che le fonti primarie da me presentate sono nei dossier della Congregazione per la dottrina della fede da un quarto di secolo. Detta Congregazione non sembra essere intervenuta con la dovuta diligenza per garantire all'ex Vescovo di Mostar la dignità e la giustizia che meritava.

 


Louis Bélanger, in Medjupedia, dedica la seconda parte, intitolata The facts, ad un esame della documentazione.
Essa, come già detto, fu consegnata, nel 1985, dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, al vescovo di Mostar, Pavao Žanić.

 


Quella che segue è una sintesi dell'articolo originale in inglese.

 


Il 9 gennaio 1977, 16 giorni prima della nascita del bambino, padre Tomislav Vlašić invia una lettera dattiloscritta a MK (ex suor RK), che sta per partorire, e alla fine appone un Nota Bene di proprio pugno.
Medjupedia: Fonte 2 - Estratto 2:

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La cosa migliore sarà quella di non parlare del bambino. Se dici qualcosa anche solo ad una persona, fosse pure tua madre, o sorella, o non so chi altro, già l'hai detto a tutto il mondo. Questo non ti gioverà a nulla, ti aggraverà solo la situazione. Al contrario, avrai più meriti e la benedizione di Dio se ciò rimane solo per te, poiché in questi tempi sfavorevoli risparmierai dalla disillusione molte suore, frati e la gente. Allora avrai più meriti che se vivessi da religiosa. Tu sarai davvero come la Madre di Dio, che ha accettato il suo particolare destino: è andata con il suo bambino dovunque era necessario. La Provvidenza di Dio ha accompagnato lei ed il Bambino ed anche se ciò le ha procurato sofferenze, è diventato la fonte della più grande gloria per lei. Se tu affronti questo come Lei ha fatto, non ti mancheranno serenità e prosperità nella vita. E Dio ti benedirà sempre. D'altronde, non sei obbligata a parlarne con nessuno. Devi dire semplicemente che il bambino è tuo e lasciare che gli altri pensino quello che vogliono.

 

 

Medjupedia: Fonte 2 - Estratto 4:

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Dio! N.B. Se hai intenzione di parlare del padre del bambino, la cosa migliore sarebbe dire che la scorsa estate lui se n'è andato in Australia e che voi, lì, sistemerete tutto. Quando andrai lì, te la caverai. Puoi "dare" qualunque nome al padre, per soddisfare la curiosità della gente. Questo è il modo migliore per farlo. Ma tu devi essere coerente e ferma.

 

 

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Già in una precedente lettera dattiloscritta, del 7 dicembre 1976, padre Tomislav aveva invitato MK a non rivelare il nome del padre del bambino.
Medjupedia: Fonte 1 - Estratto 2:

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Riguardo al padre del bambino, nessuno può costringerti a fornire informazioni su di lui.

 


Anche questa lettera contiene, alla fine, una piccola porzione di testo (cinque righi) scritta a mano da padre Tomislav.

 

 

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MK risponde a padre Tomislav con una lettera non datata ma, in base al contenuto, scritta chiaramente prima del giorno 25 gennaio 1977 (quando nacque il bambino).
Medjupedia: Fonte 3 - Estratto 1:

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Mio caro Tomo [diminutivo di Tomislav], ho ricevuto la tua lettera. Grazie per le preghiere e gli auguri. Per quanto riguarda la mia salute, visto che i giorni si avvicinano, non sto proprio male. Sto avendo dei mal di testa, ma dipende dal fatto che mi preoccupo troppo. Sono andata a farmi visitare e mi hanno detto che partorirò intorno al 10 febbraio. Ho ottenuto la dispensa dai voti. Mi sono confessata. Ora è tutto sistemato.
Sto solo pregando Dio di morire durante il parto poiché la mia vita è così terribile. Non la voglio. Preferirei cento volte esser morta piuttosto che qualcuno dei miei mi veda dare alla luce un un figlio illegittimo dopo 18 anni di vita religiosa. Per di più, sono costretta a mentire contro di me dicendo che ho avuto un figlio con questo o con quello. Non mi interessa questo genere di vita, in cui devo dipendere da quest'uomo anziano. […] Mio Tomo, mi sono coperta di disonore. Ognuno vuole essere ritenuto onesto. Neanche uno stupido dirà bugie contro sé stesso. Mi manca poco per diventare completamente pazza. […] Ora ho bisogno di tutto. […] Chi si prenderà cura di me?

 


Un altro brano della stessa lettera (Medjupedia: Fonte 3 - Estratto 2):

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Inoltre, mi sto tenendo nascosta dai miei parenti come un serpente. Tomo, non ti preoccupare, non rivelerò la tua identità a nessuno - almeno per ora. Se ne parlerò a qualcuno, te lo farò sapere.
L'altro giorno, l'anziano ha cominciato a farmi domande su chi sia il padre e se abbia intenzione di sposarmi. Gli ho detto che non mi sposerò e che non rivelerò il suo nome a nessuno; allora ha smesso di farmi domande. Tomo, non arrabbiarti con me, ma cerca di capire che per me non è facile affrontare tutto ciò. Tu continui a dirmi di essere come Maria. Io lo accetto, ma lei aveva accanto a sé il suo Giuseppe in una terra straniera.

 

 

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Nel novembre 1984 il vescovo di Mostar, Pavao Žanić, riceve una lettera, imbucata in un ufficio postale tedesco, vicino ai confini con la Danimarca (come risulta da una nota apposta da mons. Žanić al termine della lettera), senza data e firmata con il solo nome di battesimo dell'ex suora M.
Medjupedia: Fonte 7 - Estratto 2:

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Mi sembra che sia opportuno informarla, in nome del nostro amato Dio e della nostra fede. Se non la informassi, lo considererei un peccato. Il nostro amato Salvatore mi ha dato la forza di farle sapere tutto, eccellentissimo padre. Ho messo al mondo un bambino [cancellato nella lettera originale]. Ho lavorato a Zagabria prima di partire per la Germania. A Zagabria ho conosciuto il Rev. Tomislav Vlašić, che ora è a Medjugorje. La prego, mi perdoni, padre Vescovo, poiché voglio dirle che ho avuto un bambino, un figlio, da lui, dal reverendo Tomislav Vlašić. Da allora sono molto infelice. Mi sono dovuta trasferire in Germania per lavorare e anche per lasciare un ambiente in cui per me non era facile stare.

 


Tuttavia, come si è già accennato nella prima parte, MK (ex suor RK) quando, nello stesso mese di novembre 1984, ricevette la visita del vescovo Žanić, in Germania, negò di aver scritto questa lettera.

 


Louis Bélanger osserva che, rispetto alle altre lettere, attribuibili con certezza a MK, in effetti, sembrano esserci delle differenze:

 

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Sembra che il calibro della scrittura o calligrafia sia diverso rispetto a quello osservato nella fonte 3 e nelle fonti 9 e 10, sulla cui autenticità non ci sono dubbi, come vedremo.

 

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Il 26 novembre 1985, dopo che il vescovo ha formalmente accusato padre Tomislav Vlašić di essere il padre del bambino, MK (ex suor RK) scrive a mons. Žanić una lettera di protesta.
Medjupedia: Fonte 9 - Estratto 1:

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Eccellentissimo Padre Vescovo, da quando lei è venuto a S., questo anziano signore non mi lascia in pace. Lo sto servendo ormai da nove anni. Mi dice che lei è venuto per indagare su chi sia il padre di mio figlio. Lui sospetta di alcuni sacerdoti lì [in Jugoslavia] e scrive lettere. Scrive anche a lei. Sono fedele alla Chiesa, sono stata in convento per 18 anni, so cosa significa essere un sacerdote e non posso permettere che si dica contro di loro qualcosa del genere. Quindi la prego, come Vescovo e sacerdote, di non credere a quell'anziano di 95 anni che ha già perso la lucidità mentale e non si rende conto di come si può distruggere la reputazione di qualcuno e creare scandalo... [segue una parola incomprensibile]. Le dirò tutto. Sono qui a servirlo da nove anni. Ma lui non mi ha assicurata, ho ottenuto il permesso di lavorare e soggiornare in Germania, dato che nove anni sono abbastanza lunghi. Lui non si è preoccupato di me... [incomprensibile] ...vuole che continui a stare con lui, ma io non rimarrò qui perché vengono diffuse bugie. E' un segreto tra Dio e me [chi sia il padre del bambino], e nessun altro lo sa. Lo sto lasciando e troverò un lavoro. Ne ho informato l'anziano signore.

 


Medjupedia: Fonte 9 - Estratto 2:

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Eccellenza, confido nel fatto che lei creda a ciò che le ho detto io e non a ciò che dicono altri, che amano i pettegolezzi. Lo tenga in considerazione per la Chiesa, poiché oggi il mondo è pieno di male e lei lo sa. Le auguro buon Natale, la prego di ricordarmi nelle sue preghiere. Sinceri saluti. M.

 

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Il 26 dicembre 1985 MK (ex suor RK) scrive al francescano Ivan Dugandzić, membro della commissione diocesana d'inchiesta su Medjugorje.
Medjupedia: Fonte 10 - Estratto 1:

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Reverendo fra Ivan, rispondo alle sue domande sulle questioni sollevate contro di me da Sua Eccellenza durante la sessione della Commissione. Innanzi tutto, non ho affatto scritto quella lettera che sarebbe stata scritta nel 1983 e che il Vescovo le ha mostrato. Lui sa che quella lettera non è mia, poiché è venuto a trovarmi nella scorsa primavera a S.
Anche a me ha mostrato quella lettera. Io ho detto: Eccellenza, questa lettera non è mia, non è la mia scrittura. Ne abbiamo parlato tutti e due faccia a faccia. Ho detto: Eccellenza, ci crede che quella lettera non è mia? Ha risposto: Ci credo. E ora daccapo sento che ha detto che la lettera è mia. Inoltre, mi ha chiesto di non parlarne con nessuno e mi ha promesso che non ne avrebbe parlato con nessuno, e non ne ha parlato.
Mi ferisce molto che un Vescovo possa diffondere una bugia al mio riguardo. E non potevo immaginare che lui potesse dire una cosa del genere. Dio mi è testimone ed io sono disposta a giurarlo davanti a chiunque, anche sulla croce, che io non l'ho mai né detto né scritto a nessuno. Non ho mai chiesto a nessuno un aiuto per il mio bambino e mai lo farò. Non ho mai detto a nessuno chi sia il padre del bambino. E' una mia faccenda privata di cui non voglio parlare e non voglio che altri ne parlino lì.
Fra Ivan, dica a Sua Eccellenza ancora una volta che mi ha ferita nell'anima con queste parole sbagliate. Quanto all'anziano signore che ho servito e rispettato per nove anni, quando sono venuta a sapere che scrive contro di me, a mia insaputa, una falsità del genere, mi ha colpito tanto che non ho potuto far altro che lasciare subito la sua casa e me ne sono andata via da lui.

 


Medjupedia: Fonte 10 - Estratto 2:

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Quelle lettere che ha inviato al Cardinal Ratzinger, tutto è stato fatto a mia insaputa. Non ne sapevo niente, non sapevo né di quali lettere si trattasse né chi avesse scritto quelle lettere. Voi credete di più ad un uomo di 95 anni che diffonde bugie. Non si preoccupa della Chiesa e dei sacerdoti.
Chieda al Vescovo di mostrarle la lettera che gli ho scritto il 26 novembre 1985; gli dica anche che sono ferita nell'anima a causa della bugia che viene diffusa per tutto il mondo contro di me. Vorrei che questo finisse. Se ho offeso qualcuno, chiedo perdono, allo stesso modo si scusino coloro che hanno offeso me.
Porti i miei saluti al Vescovo e a tutta la Commissione; se vogliono fare qualcosa per me, preghino per me. Io gliene sarò grata, non chiedo niente di più. E' la cosa migliore per me. MK

 


Come Louis Bélanger giustamente rileva, questa lettera di MK contiene due imprecisioni: la lettera indirizzata al vescovo, che MK nega di avere scritto, risale al 1984 e non al 1983.
Inoltre, il vescovo è andato a trovare MK in Germania a novembre del 1984 e non nella primavera del 1985, come MK qui afferma, evidentemente tradita dalla propria memoria.

 

 

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Nell'estate del 1986 il principale difensore di Medjugorje, padre René Laurentin, che pubblicava ogni anno un libro per aggiornare i devoti della Gospa sugli ultimi avvenimenti, diede alla stampe un volumetto che, nell'edizione italiana, ebbe il titolo Le apparizioni di Medjugorje continuano.
Egli fece riferimento solo ad alcune delle lettere ora pubblicate da Louis Bélanger e affermò che forse il padre del bambino era un altro francescano, trasferitosi negli USA:

 

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E' vero che una religiosa francescana croata, la cui presenza aveva fatto problema in tre conventi successivi, ebbe un figlio che nacque il 25 gennaio 1977; la religiosa fu dispensata dai voti. Il padre presunto del bambino lasciò l'ordine e partì per l'America, dove si è sposato dopo essere stato ridotto allo stato laicale.
[René Laurentin, Le apparizioni di Medjugorje continuano, Queriniana, 1986, p. 46]

 


Questo ex francescano conviveva con padre Tomislav Vlašić e con l'ex suora MK, nella "comunità mista" di Jablanovac, vicino a Zagabria, nel periodo in cui la donna rimase incinta.
L'ex francescano è tuttora vivente.
Louis Bélanger lo rintracciò (le sue iniziali sono MP) e il 31 agosto 1988 gli inviò una lettera contenente alcune domande: Medjupedia: Fonte 18
.

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Il 15 settembre 1988 MP inviò una lettera di risposta dattiloscritta a Louis Bélanger.
A seguire, la traduzione di alcuni dei brani pubblicati in Medjupedia.
Medjupedia: Fonte 19 - Intro
:

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Caro signor Belanger, [...] proverò a rispondere alle sue domande nella miglior maniera possibile. Cercherò di essere oggettivo. Non ho alcun interesse a stare da una parte o dall'altra. La verità è che io non credo nelle apparizioni di Medjugorje e padre Tomislav Vlašić e MK erano e sono ancora miei amici. Le dirò ciò che penso, sulla base di quello che so. Il mio unico interesse in questa vicenda è che la verità venga fuori. Se vuole pubblicare le mie note, si senta libero di farlo. Mi spiace che il mio inglese non sia molto buono e pertanto, se mi cita, la prego di correggere il mio inglese. [Il permesso di pubblicare è stato rinnovato da MP a LB tramite un'email datata 23 gennaio 2012, ventitré anni dopo...]
[...]
Nella casa in cui vivevamo c'erano due suore, MK e KL, e tre di noi: KG, Tomislav Vlašić ed io. Io non pensavo a Tomislav come al padre. Sapevo che io non lo ero, e sapevo che, a M., KG non era mai piaciuto.
Inoltre, M. non usciva, se non per andare a fare la spesa, e non spesso. Sì, a volte c'erano altri sacerdoti in casa, ma per uno o due giorni e poi se ne andavano.
[...]
Se padre Tomislav sia un manipolatore. Come persona, non credo che sia stato un manipolatore. Tuttavia, leggendo le sue lettere a M., si dedurrebbe che sia un manipolatore. Non mi meraviglierei se avesse manipolato i veggenti, poiché penso che essi fossero spaventati dalla situazione in cui si erano venuti a trovare dopo aver detto che vedevano la Madonna.

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A quanto riportato da Louis Bélanger aggiungerei che nel 2008 padre Tomislav è stato colpito dalla sanzione dell'interdetto. Tra le accuse che pendevano su di lui vi erano la "manipolazione delle coscienze" (in riferimento alla sua attività nell'ambito della comunità religiosa Kraljice Mira, in Italia) e gli addebiti contra sextum [contro il sesto comandamento]. Nel 2009 il francescano è stato ridotto allo stato laicale e nel 2020 è stato scomunicato.
Nel 2012 Tomislav Vlašić ha annunciato pubblicamente di far parte, insieme alla sua collaboratrice Stefania Caterina, di un gruppo, chiamato Nucleo Centrale, di 49 esseri prescelti da Dio nell'universo. Si veda il mio articol0:

Tomislav Vlašić: lodato dalla Madonna di Medjugorje e poi scomunicato: .


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