Risposte a Saverio Gaeta (Parte 2)

di Marco Corvaglia

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I veggenti mentono quando dicono che non avevano mai sentito parlare di apparizioni?

Nel suo libro, Saverio Gaeta contesta il mio scetticismo (che ritengo ampiamente argomentato) nei confronti delle dichiarazioni dei "veggenti" allorquando essi sostengono che, all'epoca, non avevano mai sentito parlare di apparizioni della Madonna (e quindi - a loro dire - non potevano inventare un'apparizione).

 


Alcuni sostenitori di Medjugorje ritengono che a rendere credibili queste dichiarazioni sarebbe il fatto che la Jugoslavia era retta da una dittatura di stampo comunista, ispirata quindi ai principi dell'ateismo di Stato.
Il ragionamento sembra filare, ma è solo un'apparenza.

 

Il regime jugoslavo (a differenza di altri regimi comunisti dell'Est Europa) tollerava le religioni: c'erano quindi (in ambito cattolico) i vescovi, i preti, i frati, le suore, le parrocchie, il catechismo, i libri religiosi (compresi quelli sulle apparizioni mariane, ad esempio: Bozidar Nagy, Lurd: susret neba i zemlije ("Lourdes: dove il cielo e la terra si incontrano"), Zagreb, 1979; Josip Sukner, Veliki znak. Ukazanja i poruke Presvete Djevice ("Il grande Segno. Apparizioni e messaggi della Vergine Beata", Zagreb 1975), periodici religiosi con tirature di decine di migliaia di copie (su tutti, Glas Koncila [La Voce del Concilio]).
Il regime faceva perfino edificare nuove chiese. Lo stesso Saverio Gaeta, rievocando la storia della chiesa di San Giacomo di Medjugorje, ricorda ai suoi lettori che essa fu completata tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta del secolo scorso e che "nello stesso periodo furono costruite anche le tre chiese filiali: a Šurmanci nel 1964, a Vionica nel 1969 e a Miletina nel 1970" [S. Gaeta, Medjugorje. La vera storia, Edizioni San Paolo, 2020, p. 6, n. 2].

 


Saverio Gaeta crede alle dichiarazioni dei "veggenti" e scrive (con solo un rapido cenno alla "Jugoslavia comunista"):

 

Ha obiettato Corvaglia: «A Medjugorje si recitavano quindi regolarmente Rosari in tutte le famiglie e si andava a messa ogni domenica, ma non si sentiva parlare di Lourdes e Fatima? Chi potrebbe crederci?» Leggiamo però cosa scrive il suo collega Bouflet [critico nei confronti di Medjugorje, nda]: «Una inchiesta realizzata con 300 persone è rivelatrice: a 213 fra loro, questo nome [Medjugorje] non dice nulla».
Se è realistico che nella democratica Francia oltre i due terzi di questi intervistati non conoscevano l'esistenza di Medjugorje, dopo ben diciassette anni di apparizioni, come si fa ad affermare con certezza che invece nel 1981, in quello sperduto paesino della Jugoslavia comunista, sei adolescenti dovevano per forza conoscere Lourdes e Fatima?
[Gaeta, Medjugorje. La vera storia, cit., pp. 33-34]

 


Premesso che non era necessario che tutti e sei conoscessero Lourdes o Fatima (sarebbe anche bastato uno o alcuni di loro), lasciamo comunque rispondere padre Jozo, il parroco di Medjugorje all'epoca dell'inizio delle "apparizioni".
Ricordando il suo primo colloquio con la "veggente" Mirjana (avvenuto tre giorni dopo la prima "apparizione") dirà, nel libro-intervista con Sabrina Cović:

 

Mi stupii che non avesse mai sentito parlare di Lourdes e di Fatima, e le prestai un libro tradotto in croato affinché lo leggesse.
[Sabrina Covic, Incontri con Padre Jozo, Sakramento, 2006, pp. 53-54]

 


Se padre Jozo si stupisce, vuol dire che era normale che un adolescente cattolico jugoslavo conoscesse Lourdes e Fatima.

 


Pertanto, se, dopo essere diventato "veggente", un adolescente cattolico jugoslavo dice che non conosceva Lourdes o Fatima, questo è sospetto.
Se più adolescenti cattolici jugoslavi, dopo essere diventati "veggenti", dicono che non conoscevano Lourdes o Fatima, questo è molto sospetto.
E' semplice.

 


Il paragone statistico e probabilistico fornito da Saverio Gaeta tra la scarsa conoscenza (effettiva) di Medjugorje in Francia e la (ipotetica) scarsa conoscenza di Lourdes e Fatima nella ex Jugoslavia, inoltre, non può stare in piedi, per motivi logici.

 


Per cominciare, è evidente che Lourdes e Fatima sono sempre state conosciute molto più di Medjugorje. Se proprio sentiamo la necessità di ricorrere a dei dati numerici, basta utilizzare Google Trends (lo strumento che fornisce i dati sulle ricerche che vengono fatte dagli utenti nel motore di ricerca di Google). Questi sono i risultati che si ottengono considerando le ricerche effettuate in tutto il mondo dal 1 gennaio 2004 (prima data disponibile) al 30 giugno 2020:


 

Come si vede, Lourdes e Fatima hanno una popolarità più che sestupla rispetto a quella di Medjugorje. Quindi, non si possono confrontare la conoscenza di Lourdes e Fatima, da una parte, e quella di Medjugorje, dall'altra, come se fossero due variabili omogenee.

 


Tanto meno si possono paragonare le due nazioni, le cui differenze vanno nel senso esattamente contrario a quello espresso da Saverio Gaeta, che sottolinea l'opposizione "democratica Francia" - "Jugoslavia comunista".

 


La Francia è notoriamente uno dei Paesi al mondo in cui è più alto il tasso di disinteresse verso la religione. Da un sondaggio condotto nel 2006 da Harris Poll e Financial Times risultò che il 64% dei francesi si dichiarava agnostico oppure ateo. Secondo un sondaggio del 2018, i cattolici praticanti in Francia sono il 13% della popolazione.
Quindi, se nel 1998 più di due terzi dei francesi intervistati non avevano mai sentito nominare Medjugorje, questo dato non può minimamente essere usato come termine di paragone per stimare la possibilità che Lourdes o Fatima fossero conosciute da un adolescente cattolico della parrocchia di Medjugorje.

 


E qual era, invece, il livello di religiosità (e di cattolicità) a Medjugorje, nella Jugoslavia comunista, nel 1981?

Facciamocelo dire dalla "veggente" Mirjana, che, intervistata da padre Livio Fanzaga l'8 agosto 2001, dichiara:

 

Anche prima delle apparizioni qui in tutte le case si diceva il Rosario.
[Mirjana di Medjugorje libro-intervista con padre Livio Fanzaga, La Madonna prepara per il mondo un futuro di pace, Shalom, 2002, p. 33]

 


Per usare un termine di paragone, certamente nessuno potrebbe dire che, ad esempio, nella cattolicissima Italia, all'inizio degli anni Ottanta, si recitasse questa preghiera in tutte le case.

 


Si sarà capito, a questo punto, che il regime politico non c'entra assolutamente nulla con la conoscenza di Lourdes e Fatima da parte dei "veggenti". Checché ne dica, nel 2001, la stessa Mirjana, quando cerca di rafforzare la sua affermazione con una palese bugia, destinata all'ingenuo pubblico italiano (sottolineatura mia):

 

Non sapevo nulla né di Lourdes né di Fatima, perché non si potevano leggere libri religiosi.
[Riccardo Caniato, Vincenzo Sansonetti, Maria, alba del terzo millennio, Ares, 2005, p. 439]

 


Non si potevano leggere libri religiosi? Bisognerebbe ricordare a Mirjana qualche passo del suo primo colloquio con padre Jozo, registrato su nastro, del 27 giugno 1981:

 

Padre Jozo: Leggi libri religiosi?
Mirjana: Ne ho letti alcuni.
[Daria Klanac, Aux sources de Medjugorje, Sciences et Culture, 1998, p. 82; James Mulligan, Medjugorje. The First Days, Boanerges Press, 2013, p. 78]

 


Pochi secondi dopo, Mirjana aggiunse anche:

 

Ho letto anche La Bibbia è davvero parola di Dio? Amo leggere la Bibbia.
[Klanac, Aux sources de Medjugorje, cit., p. 83; Mulligan, Medjugorje. The First Days, cit., p. 78]

 


E' evidente che la realtà è esattamente opposta a quella che viene ora descritta. Se c'era un posto nel mondo in cui era più probabile che un ragazzo fosse stimolato ad inventare un'apparizione, negli anni Ottanta del secolo scorso, questo era probabilmente proprio la rurale Erzegovina, nell'ex Jugoslavia.


Guardate, infine, questo dipinto, intitolato Gospa iznad Međugorja (La Madonna su Medjugorje):


 

 

 

All'epoca dell’inizio del fenomeno di Medjugorje, questo dipinto naif (120 X 80 cm.) si trovava sopra il portone d’ingresso della parrocchia di Medjugorje. Risale al 1974 ed è opera di un parrocchiano, pittore dilettante, Vlado Falak, di Šurmanci. Come si vede, la Madonna è raffigurata mentre scende su Medjugorje.
Non trascurabile come possibile innesco di una suggestione per un gruppo di adolescenti, considerando che lo vedevano ogni domenica prima di uscire dalla chiesa (ma naturalmente per i sostenitori si tratta invece di un dipinto profetico).


A metà degli anni ’90, la guida spirituale dei veggenti, padre Slavko Barbarić, stranamente, farà trasferire il dipinto profetico nel vicino villaggio di Vionica, donandolo alla cappella della Comunità delle Sorelle della Famiglia Ferita, guidata dalla nipote (figlia della sorella) ed ex suora francescana Josipa Kordić, dove tuttora si trova [cfr. anche Gianfranco Fagiuoli, La Madonna ci ha parlato, ho cercato di abbracciarla, «La Domenica del Corriere», anno 83, n. 39, 26/9/1981, p. 20 e Paolo Brosio, I misteri di Maria, Piemme, 2016, p. 53].

 

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In data 2 luglio 2020, Saverio Gaeta mi ha cortesemente inviato il seguente commento, in merito alla presente pagina:

 

Riguardo alla terza questione [quella trattata nella presente pagina, nda] ho l'impressione che dobbiamo limitarci a mantenere le nostre contrapposte opinioni, poiché di fatto i nostri ragionamenti si basano sulle ipotesi che rispettivamente ci sembrano più vicine al nostro convincimento.

 

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Pagina pubblicata il 2 luglio 2020

 

Copyright © Marco Corvaglia. Riproduzione riservata

Ecco il link al video del servizio su Medjugorje (con la mia partecipazione) mandato in onda dalla trasmissione Le Iene su Italia 1 il 26 marzo 2021.