Parte 10: Anguera, ovvero come far credere di aver predetto la guerra tra Russia e Ucraina

di Marco Corvaglia

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Dal Brasile con terrore

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Pedro Regis scrive un messaggio durante un'"apparizione"

Ad Anguera, in Brasile, dal 1987 Pedro Regis asserisce di ricevere dalla Madonna dei messaggi (definiti "appelli urgenti"), da lui messi velocemente per iscritto nel corso delle stesse presunte apparizioni.

In questo servizio del sito di informazione Fanpage è possibile vederlo, nel marzo 2017, a Palermo, mentre scrive un messaggio:

 

 

Nei primi anni Duemila, Pedro Regis era ancora del tutto sconosciuto in Europa. In Italia, solo nel 2009 si è iniziato a parlare di lui. Il primo libro in italiano che lo riguardi è del 2010.

La svolta è avvenuta a partire dal 2005, quando i messaggi hanno assunto toni apertamente apocalittici, predicendo catastrofi in tutto il mondo. Dopo di ciò il suo séguito è aumentato. 

La Chiesa non ha ufficialmente né approvato né condannato il fenomeno. Su sollecitazione del Vaticano, sono state create due commissioni diocesane d'indagine (una negli anni Novanta e una nel 2011), ma non si sono mai pronunciate. Il vescovo locale (arcidiocesi di Feira de Santana) consente comunque a Pedro Regis libertà d'azione (si veda su YouTube un'intervista del 2018 all'arcivescovo Zanoni Demettino Castro).

 

 

Il sito ufficiale di Anguera (raggiungibile con dure indirizzi: www.pedroregis.comwww.apelosurgentes.com.br), gestito direttamente da Pedro Regis e dall'Associazione Nostra Signora di Anguera, da lui fondata, presenta i messaggi in ben 17 lingue (le traduzioni in italiano sono state inserite nel 2016) e dà ai fedeli la possibilità di effettuare versamenti in denaro, che dovrebbero servire alle opere di evangelizzazione.

"La croce sarà pesante per gli abitanti dell'Ucraina"

Pedro Regis comunica tre messaggi a settimana e il numero totale assomma quindi ormai a diverse migliaia. Le presunte profezie sono espresse a volte in termini vaghi e a volte in termini criptici. 

Secondo coloro che credono al fenomeno, i messaggi di Anguera avrebbero predetto, tra il 2005 e il 2012, la guerra (iniziata il 24 febbraio 2022) portata dalla Russia del presidente Vladimir Putin all'Ucraina.

 

Nel messaggio numero 3396 del 6 novembre 2010 si legge:

La croce sarà pesante per gli abitanti dell’Ucraina. Il dolore sarà grande per i miei poveri figli.

 

Il 13 dicembre 2012, nel messaggio 3749, è scritto:

 

 

Inginocchiatevi in preghiera per quelli che stanno a Donetsk. Arriverà la morte e il dolore sarà grande per i miei poveri figli. 

​Donetsk, nella regione ucraina del Donbass, è una delle tante città coinvolte nel conflitto.

​Visti così, i messaggi obiettivamente colpiscono ma, come vedremo, è facile spiegarli

​Prima, consideriamo però degli altri messaggi, che vengono collegati ai precedenti.

Nel messaggio numero 2778, del 26 dicembre 2006, è scritto:

 

Da San Pietroburgo uscirà una spina che ferirà i miei poveri figli. L’albero del male è nato lì e i suoi rami si diffondono nel mondo. Il suo veleno è mortale, ma il Signore verrà in difesa dei Suoi. 

Come è noto, Vladimir Putin è nato a San Pietroburgo. 

 

Regis aveva già parlato della spina nel messaggio numero 2516, del 30 aprile 2005:

Un uomo orgoglioso farà accordi con l’Iran. Lui sembra essere un pacificatore, ma in verità sarà una spina per molte nazioni. 

 

 

Quest'ultimo messaggio costituisce una semplice proiezione nel futuro di fatti già accaduti. È una tecnica molto usata, sulla base del presupposto che, dato un certo contesto storico, geopolitico e ambientale, i fatti accaduti possono, in qualche forma, riproporsi. 

 

​​Due mesi prima, il 28 febbraio 2005, sul Corriere della Sera si leggeva, infatti:

 

Nonostante l'opposizione americana, e le perplessità dell'UE, la Russia ha firmato ieri un accordo che la impegna a fornire all'Iran il combustibile nucleare necessario per attivare la discussa centrale di Bushehr.
[Bush non ferma Putin: combustibile russo alla centrale iraniana, "Corriere della Sera", 28/2/2005, p. 9]

Negli stessi giorni, sulla stampa si evidenziavano gli aspetti apparentemente contraddittori del comportamento di Putin:

Malgrado l'impegno contro la proliferazione nucleare, confermato a Bratislava, rimane l'assistenza dei russi alla costruzione del reattore atomico di Bushehr, mentre Putin insiste a negare che l'Iran aspiri alla bomba. Come può saperlo, anzi garantirlo? Vende anche tecnologie nucleari alla Siria, che mantiene truppe in Libano, trascurando l'infiammabilità di quell'area strategica. Perché?
[Alberto Rochey, Putin e l'ansia da assedio, "Corriere della Sera", 26/2/2005, p. 1]

Ecco contestualizzate storicamente le parole di Pedro Regis, secondo cui Putin da un lato appariva come pacificatore e, dall'altro, poteva risultare pericoloso per il mantenimento della pace mondiale.   

Riguardo al messaggio del 26 dicembre 2006 ("Da San Pietroburgo uscirà una spina che ferirà i miei poveri figli"), bisogna sottolineare che in quel periodo era in atto una crisi tra Russia e Georgia, e Putin aveva minacciato di scatenare una guerra. Il 28 novembre 2006 l'ex presidente georgiano Eduard Shevardnadze commenta per il quotidiano greco Kathimerini  le "minacce del presidente Vladimir Putin di un bagno di sangue nel Caucaso" [Stavros Tzimas, Former president: Georgia won’t go to war with Russia, 28/11/2006, "Kathimerini"].

​Quindi, come si vede, Pedro non ha fatto altro che proiettare nel futuro gli eventi dell'attualità.

Diverso è il caso di uno dei due messaggi precedentemente citati, in cui si fa riferimento esplicitamente alle sofferenze dell'Ucraina (6 novembre 2010).

 

 

Letto ora, impressiona. In realtà, tutto si basa sulla statistica e sulla psicologia. 

Nel corso degli anni, Pedro Regis ha previsto catastrofi, in termini generici e molto simili, per la maggior parte dei Paesi del mondo.

È chiaro che prima o poi qualcosa di grave accade, ora in Paese, ora in un altro. Naturalmente, a fare notizia saranno solo le previsioni apparentemente azzeccate, benché numericamente siano un'irrilevante minoranza (è quella che in psicologia si definisce percezione selettiva). 

 

​Per iniziare, riporto di seguito i brani di alcuni dei messaggi di Anguera, del solo 2005, in cui si prevedono catastrofi in determinati Paesi, regioni o città (in alcuni casi, ho aggiunto un mio breve commento):

​La Cina passerà per grandi prove (19/1/2005).
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Oh figli della Terra della Santa Croce (Brasile), soffro per ciò che vi attende (24/2/2005). 
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Il Giappone soffrirà per un megasisma di dimensioni mai viste in tutta la sua storia (28/4/2005) [Il Giappone è, notoriamente, un Paese ad elevata sismicità, MC].
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Gli uomini del terrore, capeggiati da colui che ha l’apparenza di un profeta, porteranno sofferenza e dolore al nido dell’aquila e al Paese del Salvatore (30/4/2005) [L'attentato islamista alle Torri Gemelle, a New York, era avvenuto tre anni e mezzo prima. Nei messaggi di Anguera il "Paese del Salvatore" è lo Stato di Israele, mentre gli Stati Uniti sono l''aquila", MC]. 
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Una grande tragedia accadrà in Corea (25/6/2005). 
 
Una città brasiliana, che un tempo era la capitale, vivrà momenti di grande afflizione (29/6/2005) [A volte nei messaggi di Anguera si trovano perifrasi che sembrano tentativi di darsi un tono oracolare: sarebbe bastato dire direttamente "Rio de Janeiro", MC]
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L’Ecuador vivrà un giorno di grande afflizione (5/7/2005).
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Gli uomini del terrore raggiungeranno il Vaticano. La piazza sarà piena di cadaveri. L’umanità vedrà l’azione malefica degli uomini dalla grande barba. Il Colosseo crollerà (24/7/2005). 
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Il Giappone vivrà momenti di angoscia, ma il peggio dovrà ancora venire (2/8/2005). 
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Messico: il momento di dolore per molti si avvicina (20/8/2005).
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L’Etiopia porterà una croce pesante (23/8/2005). 
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Quel novembre di dolore si ripeterà. Il fiume Tago le scorre accanto. Una grande montagna cadrà sulla terra (3/9/2005).
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Nella costa sud del Pacifico ci sarà sofferenza e morte (6/9/2005)
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La Turchia sperimenterà un grande dolore. Grande sarà la sofferenza per molti dei miei poveri figli. Non allontanatevi dalla preghiera. Sarà sulla Costa Est. L’onda gigante causerà grande distruzione. L’aquila soffrirà nuovamente (10/9/2005) [Sulla costa orientale degli Stati Uniti i tornado sono ricorrenti, MC]
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Arriverà in Calabria. I miei poveri figli sperimenteranno grande sofferenza (17/9/2005).
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Una famosa città brasiliana sarà devastata. Perderà fama e gloria. Grida di disperazione si udranno in Sicilia (20/9/2005). 
L’Italia sarà invasa (24/9/2005). 
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Il Pakistan vivrà momenti di angoscia (27/9/2005).
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Dalla lacuna [laguna] con il nome di un grande santo verrà grande devastazione (6/10/2005) [chiaro riferimento a Venezia, alla laguna di San Marco e alle ben note inondazioni, MC]. 
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L’Albania conoscerà una croce pesante (8/10/2005). 
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La Grecia vivrà momenti di grande tribolazione. Da tutte le parti si udranno grida di disperazione. La Francia inciamperà [sperimenterà la rovina, MC]. L’ira di Dio cadrà sui peccatori. Il Portogallo piangerà la morte dei suoi figli (10/10/2005).
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La morte passerà per le Filippine (11/10/2005). 
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Dalla Mauritania verrà una triste notizia. Devastazione e dolore giungeranno per i miei poveri figli (12/10/2005).
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La vostra croce sarà pesante. Accadrà in Mato Grosso e si ripeterà a Porto Rico [16/10/2005]. 
 
La Thailandia vivrà momenti di angoscia. Anche la Svizzera verserà lacrime. Sarà a Basilea (24/10/2005).
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Il Kenya avrà bisogno di aiuto (25/10/2005). 
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Nel Sinai ci sarà grande terrore. Ad Assisi si udranno grida di disperazione e grandi lamenti (30/10/2005) [sette anni prima, il 26 settembre 1997, un terremoto aveva fatto crollare la volta della basilica di San Francesco, ad Assisi, MC].
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 In Bulgaria si vedrà una grande distruzione. Sarà grande, maggiore non è esistita (1/11/2005).
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Andorra berrà il calice amaro della sofferenza e il Lussemburgo stenderà la mano come un mendicante senza assistenza (5/11/2005).
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L’Afganistan berrà il calice amaro del dolore. In un’altra forma, il terrore arriverà a Fernando de Noronha (10/11/2005).
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Da Karachi verrà una grande sofferenza. La Colombia inciamperà e berrà il calice del dolore (14/11/2005). 
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L’Arabia Saudita vivrà momenti di dolore. Maggiore non è esistito. L’Indonesia inciamperà e piangerà la morte dei suoi figli (19/11/2005).
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Il Kosovo sarà in macerie (22/11/2005) [Sette anni prima, tra il 1998 e il 1999, c'era stata la terribile guerra del Kosovo, MC]. 
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L’Angola piangerà per i suoi figli (26/11/2005). 
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 L’Algeria vivrà momenti di grandi difficoltà (27/11/2005).
 
La piccola Venezia vivrà un’intensa afflizione (10/12/2005) [Altra perifrasi esornativa: Venezuela significa "piccola Venezia", MC]
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 La Francia piangerà la morte dei suoi figli e Los Angeles sarà scossa. Ecco i tempi difficili per l’umanità. Convertitevi e tornate a Colui che è la vostra Via, Verità e Vita. [...] L’Inghilterra soffrirà. Anche la Georgia conoscerà una croce pesante. [...] Un grande dolore arriverà per l’Alaska. Io sono vostra Madre e sono al vostro fianco. Un uccello veloce cadrà (17/12/2005). 
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La sofferenza arriverà per Cipro e Malta verserà lacrime per i suoi figli (19/12/2005). 
Gli abitanti di Macao conosceranno una grande sofferenza. Alegria soffrirà (24/12/2005).

​Dopo aver così chiarito le modalità di formulazione e la vaghezza della maggior parte di queste "profezie", riporterò nella seguente tabella, in ordine alfabetico, i nomi dei Paesi in cui Pedro Regis ha, nel corso degli anni, predetto generiche calamità (e, accanto, la data del relativo messaggio).

Talvolta (come specificato nella tabella) Pedro non ha indicato lo Stato ma la capitale (o comunque una città importante). Come si noterà, questo criterio è stato utilizzato perlopiù in caso di Stati molto piccoli. 

 

 

La tabella si ferma al 2013, perché in seguito le profezie apocalittiche sono diventate più rare e (quando presenti) ancora più generiche di prima, avendo solo raramente un qualche riferimento geografico [Nota tecnica: chi sta utilizzando lo smartphone deve cliccare sul segno +, se vuole espandere la tabella e visualizzare le date]:

 

Da notare la sovrabbondanza di riferimenti al Brasile.

In ogni caso, come si vede, buona parte del mondo è stata coperta dalle funeste previsioni. Così c'è la certezza che la maggior parte delle disgrazie e dei cataclismi avrà luogo in Paesi precedentemente indicati.

Dopo di che, Pedro fa anche notare le previsioni apparentemente azzeccate. Quindi, se in un messaggio del 2011 ha detto genericamente che "un fatto doloroso accadrà nel Kerala" (uno Stato della federazione indiana) e nel 2016 succede che 70 persone muoiano nella città di Puttingal, nello Stato del Kerala, in un incendio in un tempio hindu (a seguito dello scoppio di materiale pirotecnico da utilizzare per festeggiamenti), lui presenta il fatto come il compimento della "profezia".

 

*****

E il messaggio del 2012 in cui si dice che a Donetsk "arriverà la morte"? Come spiegarlo?

Nei suoi messaggi, Pedro Regis cita anche diverse regioni del mondo e una certa quantità di città.

Ebbene, a Donetsk, nel 2012, era purtroppo davvero facilissimo prevedere il ripetersi di una certa tragedia, già verificatasi innumerevoli volte negli anni precedenti. Una tragedia che non ha niente a che fare con la guerra.

 

 

Nonostante i vari anni ormai passati, ho voluto provare a verificare se le vicende in questione fossero state riportate dai mass-media brasiliani. La risposta è affermativa, come stiamo per vedere.

Partiamo dal Corriere della Sera del 20 agosto 2001:

Carbone, niente altro che carbone. È l'unica fonte di sussistenza per migliaia di famiglie ma è anche una continua causa di morte, in miniere fatiscenti [...]. Così ieri mattina pochi si sono meravigliati quando anche nel pozzo principale di Zasiadko c'è stata una esplosione di grisou, la micidiale miscela gassosa creata dall'estrazione del carbone. Un rombo sordo, che [...] ha provocato l'ennesima strage: l'ultimo conteggio fissa a 36 il numero dei morti, a 20 quello dei dispersi  e a oltre 40 i feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni.
E ancora una volta si ferma in attesa di notizie l'intero Donbass, il bacino del fiume Don dove si trovano le principali miniere dell'Ucraina [...].
La miniera di Zasiadko si trova al centro della città più importante del distretto, Donetsk, e non è diversa da tutte le altre.
[Fabrizio Dragosei, Esplosione nella miniera: strage, "Corriere della Sera", 20/8/2001, p. 20] 

 

Nella stessa pagina, in un trafiletto laterale è scritto che nel 1998 c'erano già state "63 vittime nell'esplosione della miniera Skochinsky, vicino a Donetsk" ["I precedenti più gravi dalla Cina all'Est europeo", ibidem].

In un altro riquadro si legge che "è il secondo incidente alla miniera Zasiadko negli ultimi 3 anni: nel 1999 un'esplosione in un pozzo provocò la morte di 50 minatori" ["Dramma sotto terra", ibidem]

Andiamo avanti.

Il 7 luglio 2002 nel portale svizzero Ticinonline leggiamo:

Le squadre di soccorso ucraine hanno recuperato i corpi senza vita di 30 minatori morti oggi in seguito a un incidente sprigionatosi in un impianto carbonifero della regione di Donetsk, in Ucraina occidentale. Fonti ufficiali del ministero parlano di 33 minatori morti [...]. L'incidente è avvenuto a 670 metri di profondità nella miniera "Ukraina", appartenente alla società "Selidovugol".
[Ucraina: miniera; recuperati 30 cadaveri lavoratori, "Ticinonline", 7/7/2002]

Il 20 luglio 2004 il portale multiligue di informazione del Qatar, Islamweb, riporta:

Almeno 25 minatori sono rimasti uccisi e 11 sono dispersi dopo che un'esplosione di gas ha devastato una miniera di carbone nell'Ucraina orientale [...]. "Quarantotto minatori erano nella miniera al momento delle esplosioni", ha detto Vasyl Slovetsky, portavoce del ministero. [...]  "L'esplosione è avvenuta a 997 metri (iarde) sotto la superficie", ha detto Slovetsky alle 22:30 (1930 GMT) lunedì nella miniera Krasnolimanskaya nella regione orientale di Donetsk.
[At Least 25 Miners Killed, 11 Missing in Ukraine Mine Blast, "Islamweb", 20/7/2004]

 

Un altro incidente nel 2006. Il 20 settembre di quell'anno, ancora Ticinonline:

 

I soccorritori hanno trovato i corpi di nove minatori dopo un'esplosione in una miniera di carbone nell'Ukraina orientale, lo rende noto un portavoce dei servizi d'emergenza. "Abbiamo trovato un sopravvissuto e nove corpi. Stiamo cercando altri 10 minatori", ha detto per telefono il portavoce da Donetsk, un centro minerario a est del paese dove è situata la miniera di Zasyadko.

[Ucraina: nove minatori morti in esplosione miniera carbone, "Ticinonline", 20/9/2006]

 

 

Ennesima strage l'anno dopo. Il 20 novembre 2007 sul sito della principale rete televisiva brasiliana, Globo, è scritto:

Il bilancio delle vittime dell'esplosione di domenica in una miniera di carbone nell'Ucraina orientale è salito a 89, ma altri 11 lavoratori rimangono dispersi, hanno affermato oggi fonti ufficiali ucraine. L'esplosione, causata dall'elevata concentrazione di metano, è avvenuta presso la miniera di Zasiadko, nel bacino di Donetsk, a una profondità di 1.078 metri. [...]
Senza contare l'esplosione di domenica, ci sono stati quattro incidenti nella miniera dal 1999, con 148 morti. Il più grave di questi è stato nell'agosto 2001, quando sono morti 65 minatori.
[Resgatados 89 corpos em mina na Ucrânia, mas 11 continuam desaparecidos, "globo.com", 20/11/2007]

Il 29 luglio 2011, ancora la tv brasiliana Globo informa:

 

Venti minatori uccisi e altri 17 dispersi venerdì in due incidenti in miniere di carbone nell'Ucraina orientale, una regione industriale disseminata di miniere, molte delle quali prive di risorse o scarsamente attrezzate. 
I due disastri sono stati i peggiori nella storia mineraria del paese dal 2007, quando più di 100 minatori rimasero uccisi dall'esplosione di una miniera [...].
Almeno 16 minatori sono morti sul colpo a causa di un'esplosione nella miniera di carbone di Sukhodolskaya-Vostochnaya nella parte orientale di Lugansk, nella prima mattinata di venerdì, ha affermato il ministero delle Emergenze. 
Un altro incidente nella miniera di Bazhanova, controllata dallo Stato, nella città di Makiyivka, nella vicina regione di Donetsk, ha provocato tre morti, ha affermato il ministero delle emergenze in una nota. [...]
Gli incidenti mortali sono frequenti nelle miniere ucraine, la maggior parte delle quali si trovano nella regione industriale a est del paese. Molte delle miniere mancano di risorse o sono scarsamente attrezzate, mentre le violazioni delle misure di sicurezza sono elevate. 
Nel peggiore incidente di questo tipo nella storia post-sovietica del Paese, più di 100 minatori sono morti in un'esplosione nel 2007, nella miniera di Zasyadko, una delle tre più grandi dell'Ucraina.
[Acidentes em duas minas da Ucrânia deixam 20 mortos e 17 desaparecidos, "globo.com", 29/7/2011] 

Nel 2012, era quindi facile prevedere nuovi morti, a Donetsk. Poi sono arrivati soprattutto per altre cause (la guerra). Ma questo è il vantaggio del profetizzare in termini vaghi.

Continua nella parte 11: Profezie e concorrenza: perché il "veggente" di Anguera attacca Medjugorje?

Marco Corvaglia

Pubblicato il 16 aprile 2022

 

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